Lo schermo buio lascia il posto a un globo in animazione, che ruota su una variopinta pellicola cinematografica.

 

WORLD ENTERTAINMENT ANIMATION

PRESENTA

 

Lo schermo torna buio per qualche istante.

 

Scritta in sovrimpressione:

 

da IL LIBRO DEI NIOMI, Scantinati, vv. 1-12

 

Il buio viene improvvisamente illuminato da un forte fascio di luce proveniente dall’alto.

Silenzio assoluto.

 

VOCE NARRANTE (con solennità)

In principio era il Sito, e il Sito era un terreno fabbricabile…

 

Il buio si dissolve facendoci vedere un terreno vuoto fabbricabile in pieno centro cittadino.

D’ora in poi tutto quel che vediamo è reso in plastilina e filmato con la tecnica dello stopmotion.

 

VOCE NARRANTE

E venne F.lli Arnold sulla faccia del Sito e vide che Esso si prestava…

 

Cominciamo a sentire un noto brano ragtime: “The Entertainer” di Scott Japlin. http://www.youtube.com/watch?v=fPmruHc4S9Q

 

L’inquadratura si allarga e il sito fabbricabile è interamente coperto da due uomini in primo piano, quasi identici, vestiti secondo la moda di inizio ‘900, che iniziano a valutare il terreno con aria pensosa e poi si voltano verso la Mdp salutandoci con la mano.

 

La fotografia è virata in seppia, mentre le immagini rimandano alla sussultorietà dei vecchi cortometraggi d’inizio secolo scorso.

 

VOCE NARRANTE

… poiché era ubicato per il Corso e non lontano dalla Fermata degli Autobus.

 

I due fratelli Arnold si muovono veloci sullo schermo, mentre srotolano progetti e consultano capomastri. Vediamo la strada antistante il terreno fabbricabile percorsa a velocità accelerata da tram, vecchie corriere, carrozze e auto rudimentali.

 

VOCE NARRANTE (con la solita solennità)

E F.lli Arnold disse: Fiat Emporium! E che esso sia un Emporio  quale mai si vide al mondo.

 

I fratelli Arnold assistono alla accelerata edificazione di un grosso palazzo in stile tardo vittoriano, attorno al quale vengono montate impalcature sempre più alte, brulicanti di operai.

 

VOCE NARRANTE

Che esso s’innalzi per cinque piani più lo scantinato e che si estenda da Palmer Street a Disraeli Road.

 

L’edificio viene ultimato in fretta davanti ai nostri occhi: mentre scompaiono impalcature e operai, l’intera inquadratura viene improvvisamente occupata da una grossa insegna recante la scritta “FRATELLI ARNOLD, DAL 1905”.

 

La grossa insegna viene issata in cima all’ingresso del Grande Magazzino.

 

VOCE NARRANTE

Esso si chiamerà Emporio Fratelli Arnold, e il suo motto sarà: “Tutto sotto un solo tetto”.

 

I due fratelli identici la osservano, poi si stringono la mano sorridenti e compiaciuti.

Qualcuno dal fuori campo porge loro una bottiglia di champagne, che uno dei due gemelli apre facendo fuoriuscire centinaia di bollicine.

 

La Mdp attraversa le bollicine di champagne ed entra nell’edificio, superando l’elegante porta a vetro girevole all’ingresso.

 

VOCE NARRANTE

E F.lli Arnold divise l’Emporio in vari Reparti: Abbigliamento Maschile e Femminile, Casalinghi, Ferramenta, Alimentari e così via. E vide che era cosa giusta.

 

Con una serie di dissolvenze incrociate vediamo i vari reparti del Grande Magazzino che prendono vita pian piano. Notiamo i due frenetici gemelli Arnold nel reparto abbigliamento, tra eleganti completi in tweed e piume di struzzo; poi in quello casalinghi, tra antiquati macinini da caffè; poi in quello alimentari, tra salsicce e formaggi.

 

Poi li ritroviamo entrambi mentre, dall’alto, osservano tutto annuendo con aria compiaciuta.

 

VOCE NARRANTE

Poi si rivolse agli Umani, e disse Loro: Ecco, qui troverete Ogni Cosa.

 

La Mdp zooma sul faccione compiaciuto di uno dei due Arnold e la scena cambia.

 

Vediamo intere strade tappezzate di manifesti che sponsorizzano l’apertura del Grande Magazzino.

Poi l’inquadratura si stringe sull’ingresso dell’Emporio, dove c’è tantissima gente in occasione dell’inaugurazione.

 

Un’enorme forbice in primo piano taglia il nastro all’ingresso e tutti si riversano dentro.

Panoramica dall’alto dei vari reparti presi d’assalto dai primissimi clienti.

 

La Mdp si avvicina loro, poi comincia a scendere pian piano fino ai loro piedi e al pavimento da questi calpestato.

 

La Mdp attraversa le travi di legno e le piastrelle del pavimento, rivelando ai nostri occhi un minuscolo mondo sotterraneo: una stradina trafficata da minuscoli esseri dalle sembianze umane.

 

VOCE NARRANTE

E nell’Emporio vennero i Niomi, e quella sarebbe stata la loro dimora, nei Secoli dei Secoli.

 

Li vediamo ancor più da vicino e notiamo quanto siano affaccendati come gli umani.

 

L’immagine dissolve tra le pagine ingiallite di un vecchio libro, sul cui frontespizio c’è scritto:

IL LIBRO DEI NIOMI

 

La musica in sottofondo si spegne.

 

Lo schermo si fa  buio.

 

IL PICCOLO POPOLO DEI GRANDI MAGAZZINI

 

Il titolo del film si dissolve.

 

VOCE NARRANTE

Questa è la storia del Ritorno a Casa.

Questa è la storia dell’arduo sentiero.

Questa è la storia… di un camion impazzito che attraversa rombando una città addormentata!

 

Sentiamo un forte stridio di ruote.

 

Dissolvenza in apertura su un vicolo buio, nel quale arriva un camion fuori controllo, che sbanda qua e là, urtando contro lampioni e fracassando vetrine.

 

Sentiamo forte il suono delle sirene della polizia, quando vediamo spuntare due autopattuglie che inseguono il camion a tutta velocità.

 

ALTOPARLANTE POLIZIA

Alt! Vi ordiniamo di fermarvi!

 

Il camion affronta un’altra svolta pericolosissima poi si ferma improvvisamente a un semaforo rosso.

 

Le due auto della Polizia si avvicinano al camion e si fermano.

 

Ne escono due agenti in tipica uniforme da bobby inglese, che si avvicinano con circospezione al camion dalle ruote fumanti.

 

Li vediamo mentre si avvicinano sempre più alla cabina del camion e vi puntano i fasci di luce delle loro torce.

 

Notiamo le loro espressioni allibite.

Attraverso la loro soggettiva vediamo l’abitacolo interno completamente vuoto.

 

Scatta il semaforo verde.

Con gran rumore, il camion riparte a tutta velocità dileguandosi nella notte

 

I due poliziotti increduli si guardano in faccia.

 

VOCE NARRANTE

Ma la Storia non finisce qui.

E neanche comincia, da qui…

 

La strada buia si dissolve in un cielo plumbeo.

 

La Mdp si abbassa fino a inquadrare lo spiazzo di un’area di servizio.

Seguiamo una minuscola goccia di pioggia che si infrange al suolo a pochissima distanza da un piccolissimo essere dalle sembianze umane, alto non più di 3 centimetri.

 

E’ fradicio di pioggia e vestito con pelli di topo. Si appoggia a una specie di lancia mentre scruta con preoccupazione il cielo nuvoloso, poi lo spiazzo semideserto e infine una piccola macchia di vegetazione alle spalle dell’area di servizio.

 

E’ un maschio giovane dai capelli castani lunghi e gli occhi azzurri.

 

Attraverso la sua soggettiva vediamo arrivare nello spiazzo un’enorme camion di colore rosso.

Dopo poco esce dal suo abitacolo un grosso camionista, che si allontana.

 

Il piccolo essere si scuote e sbuca in fretta da dietro il bidone dov’era nascosto.

 

Lo seguiamo mentre corre verso i cespugli da lui sorvegliati.

 

PICCOLO ESSERE

E’ arrivato! Uscite fuori!

 

Al suo annuncio vediamo sbucare dai cespugli una decina di altri piccolissimi esseri simili a lui.

 

Sono perlopiù anziani, guidati da una femmina più giovane, coetanea del maschio, con capelli rossi, occhi verdi e piccole lentiggini in viso.

 

PICCOLO ESSERE (sbracciandosi, spazientito)

Su, forza, andiamo! Digli di sbrigarsi, Grimma. Ma perché non si muovono?

 

GRIMMA

Sono spaventati… e sono VECCHI, Masklin! Va’ tu intanto, a loro ci penso io!

 

Masklin riattraversa di corsa lo spiazzo fangoso.

Intanto si toglie da tracolla un rotolino di spago con un rampino.

 

Lo vediamo avvicinarsi all’enorme posteriore del camion e qui roteare la cordicella sopra la testa a mo’ di lazo.

 

Particolare ravvicinato  dell’uncino che si aggancia al tendone.

Masklin ne controlla la resistenza, poi comincia a issarsi cercando appigli sul pneumatico.

 

Giunto in cima, Masklin si infila sotto il pesante tendone e dà un’occhiata dentro.

Buio pesto.

 

In fretta lo vediamo riemergere e srotolare altra corda giù dal camion.

 

Si affaccia alla fiancata e dalla sua soggettiva vediamo Grimma che guida tutti gli altri attraverso lo spiazzo. Sentiamo le loro vocine stridule coi vecchietti che brontolano, mentre superano a fatica le pozzanghere.

 

MASKLIN (saltellando con impazienza)

Su, più veloci!

 

Nel frattempo il gruppetto è finalmente giunto vicino al camion.

 

Uno alla volta i minuscoli vecchietti vengono legati in vita con la corda e poi tirati su da Masklin.

 

GRIMMA

Nonna Morkie, tocca a te!

 

Nonna Morkie è una arzilla vecchietta, un po’ curva, coi capelli bianchi raccolti dietro la nuca.

 

NONNA MORKIE (brandendo il bastone come un’arma)

Non vorrete mica sbirciare sotto le mie sottane? Voltatevi tutti dall’altra parte!

 

Sul camion, Masklin scuote la testa sconsolato.

Nel frattempo gli altri vecchietti si sono voltati e Nonna Morkie viene issata sul camion da Masklin.

 

Dopo la Nonna, tocca a un vecchietto ancora più anziano.

Non appena gli passano la corda sotto le ascelle e cominciano a issarlo, comincia a piagnucolare per la paura.

 

GRIMMA (a Masklin)

Non vedi che Torrit ha paura? Rimettilo giù!

 

Masklin sbuffa, mentre cala di nuovo il vecchietto a terra e getta uno sguardo ansioso nello spiazzo.

 

Vediamo Grimma che, paziente, rassicura il vecchio Torrit legandogli una benda nera davanti agli occhi.

 

 Il vecchio viene issato senza problemi stavolta.

L’ultima è la giovane Grimma, che subito si annoda la corda attorno ai fianchi, facendosi tirare su dallo sfinito Masklin.

 

MASKLIN (voltandosi a guardarli, con sollievo)

Ce l’abbiamo fatta!

 

Il suo sguardo e quello di Grimma si incrociano. Lei gli sorride, con la stessa espressione sollevata.

 

TORRIT (VFC, terrorizzato)

Ho perso la Cosa!

 

MASKLIN (voltandosi di scatto)

Cosa?

 

TORRIT (guardando Masklin come se questi fosse stupido)

La Cosa! Dev’essermi caduta quando mi hanno bendato!

 

Masklin guarda Torrit inorridito, poi si affaccia fuori dal tendone.

 

Attraverso la sua soggettiva la Mdp zooma su un misterioso cubetto nero, che galleggia in una pozzanghera.

 

MASKLIN (scuotendo la testa)

Non c’è tempo! Non c’è proprio tempo!

 

GRIMMA

Ma non possiamo andar via senza…

 

MASKLIN

Sì, invece. E’ soltanto una… una cosa! Non ne avremo bisogno di quel dannato affare nel posto dove stiamo andando!

 

Tra i presenti scende un silenzio profondo, con tutti che guardano fisso Masklin.

Grimma è delusa, Nonna Morkie minacciosa, il vecchio Torrit apre e chiude la bocca senza dir nulla.

 

Senza dir nulla, Masklin tira un profondo sospiro, getta lo spago oltre la fiancata e si cala.

 

Nel frattempo ha cominciato a piovere forte e il vento sbatte Masklin contro il pneumatico.

 

In quello stesso istante sentiamo un rumore di passi e vediamo il grosso camionista che risale a bordo della cabina di guida del camion.

 

Masklin atterra pesantemente su una pozzanghera.

 

Il camionista si lascia andare pesantemente sul sedile.

 

Dettaglio della manina di Masklin che si allunga fino a raccogliere la Cosa.

 

Particolare ravvicinato della chiave d’accensione che gira nel quadro mettendo in moto il camion.

 

Il camion comincia a muoversi, con un ruggito.

Masklin, terrorizzato, strattona forte lo spago gridando qualcosa che non udiamo.

 

Grimma e gli altri, in alto, cominciano a tirare forte lo spago, sollevando Masklin da terra.

 

La corda è tesissima e sembra sul punto di spezzarsi, mentre il camion si muove ballonzolando e Masklin è sbattuto qua e là.

 

Attraverso la soggettiva del piccolo uomo vediamo la marmitta vicina e il pneumatico contro il quale andiamo a sbattere più volte.

 

Masklin comincia a tossire, rosso in viso.

Poi, sempre in sua soggettiva, veniamo tirati su, qualcuno ci afferra sotto le ascelle e ci tira dentro, sotto il tendone.

 

 Tutto è confuso e buio, mentre vediamo il vecchio Torrit riprendere in mano il cubetto nero e cullarlo come fosse un neonato.

 

Masklin tira un profondo sospiro, poi chiude gli occhi.

 

Con una inquadratura dall’esterno vediamo il camion rosso percorrere a velocità sostenuta una buia strada extraurbana. La pioggia continua a scrosciare.

Solo ora notiamo quanto c’è scritto sulla fiancata del camion: F.lli Arnold (dal 1905).

Dissolvenza in nero.

 

Sullo schermo buio sentiamo un sonoro sbadiglio, accompagnato da un bisbiglìo diffuso.

Il buio si dissolve sul silenzioso Masklin, appoggiato alla sua lancia vicino alla fiancata.

 

Gli si avvicina Grimma.

 

GRIMMA

Quanto tempo ci vorrà ad arrivare?

 

MASKLIN

Arrivare dove?

 

GRIMMA

Dovunque si sta andando.

 

MASKLIN

Non lo so.

 

GRIMMA

Il fatto è che hanno fame…

 

Masklin si volta a guardare il gruppetto dei vecchietti.

Tutti lo guardano speranzosi.

 

MASKLIN (depresso)

Non ci posso far niente. Ho fame anch’io, ma non c’è niente qui. E’ vuoto.

 

GRIMMA

Nonna Morkie diventa nervosa quando salta un pasto…

 

Masklin sospira.

 

NONNA MORKIE (risoluta)

Non preoccupatevi per me. E’ tutto piuttosto eccitante, non trovate?

 

MASKLIN (sfiduciato)

Altrochè! Non sappiamo dove stiamo andando, non sappiamo quando arriveremo e cosa troveremo!

Per quel che ne sappiamo potrebbe durare giorni, questo viaggio! Comincio a pensare che sia stata un’idea pazzesca…

 

NONNA MORKIE (puntandogli contro il suo bastone)

Animo, giovanotto! C’ero io, quando ci fu il Grande Inverno del 2007 e fu terribile, fu!

La fame che abbiamo adesso non è niente al confronto! Passeremo anche questa.

 

TORRIT (mentre fissa la Cosa sulle sue ginocchia)

Abbiamo la Cosa! Sarà lei a mostrarci la via!

 

MASKLIN (scettico)

Ah, sì? E dove ci condurrà questa Via?

 

TORRIT

Come sarebbe a dire dove ci condurrà? Verso la salvezza!

Così è stato e così sempre sarà finchè ci sarà anche un solo niomo su questa Terra!

 

MASKLIN

Mah, sarà.

 

Il giovane niomo sta per alzarsi quando l’improvvisa fermata del camion lo fa barcollare e cadere.

 

Inquadratura esterna: il camion rosso è in fila insieme ad altri uguali, davanti al cancello automatico di un’enorme autorimessa.

 

All’interno del camion i niomi si guardano senza capire.

 

GRIMMA (in primo piano)

Ci siamo fermati! Si può sapere dove siamo?

 

Masklin dà una sbirciata oltre il tendone.

Attraverso la sua soggettiva vediamo un vasto spazio illuminato, pieno di camion parcheggiati e di umani affaccendati.

 

Masklin rimette la testa dentro.

Tutti gli altri lo fissano con ansia.

 

MASKLIN

Ehm…

 

TORRIT

Parla ragazzo! Dicci dove siamo!

 

Masklin apre e chiude la bocca un paio di volte, poi scuote la testa.

 

MASKLIN

Io credo che… io penso… oh, non ne ho la più pallida idea! So solo che ci sono umani dappertutto!!

 

I niomi diventano improvvisamente pallidi.

Nel frattempo dall’esterno sentiamo provenire voci, grida e rumori di portiere che sbattono.

 

MASKLIN (con un sospiro)

Sarà meglio darci un’occhiata.

 

All’esterno è tutto buio e silenzioso ora.

Dall’estremità posteriore del camion vediamo scendere fino al pavimento del garage uno spago sottilissimo.

 

Dopo qualche istante vediamo Masklin, piccolissimo, che si cala a terra aggrappandosi allo spago.

 

Il piccolo niomo vestito con pelli di topo comincia ad aggirarsi con circospezione in mezzo ai camion addormentati. Ad un tratto lo vediamo fermarsi, annusare l’aria e poi avvicinarsi interessato a qualcosa in terra.

 

Particolare ravvicinato di un torsolo di mela, che Masklin raccoglie e si mette in spalla.

 

Lo seguiamo mentre percorre un altro piccolo pezzo di garage e poi si ferma improvvisamente.

 

Dinanzi a lui c’è un grosso topo, con la coda lunga e la pelliccia lucida.

Masklin sorride furbescamente, mentre lo vediamo mettere giù il torsolo, afferrare la sua lancia e prendere di mira il grosso topo.

 

Mentre il piccolo niomo prende la mira notiamo che il topo ha qualcosa indosso… un collarino rosso.

 

VFC (risentita)

Fermo, non farlo!

 

Completamente stranito, Masklin si volta con la lancia in pugno in direzione della voce.

 

Attraverso la sua soggettiva vediamo venirci incontro un niomo come lui, vestito con eleganza secondo la moda d’inizio ‘900.

 

NIOMO ELEGANTE (curioso)

Ci abbiamo messo tanto per addomesticarlo! Ma… per mille sconti, si può sapere da dove diavolo spunti?

 

Masklin, basito, abbassa lentamente la sua lancia.

 

NIOMO ELEGANTE

Allora?

 

MASKLIN

Ero sul camion…

 

Nel frattempo il topo fissa Masklin con risentimento e si nasconde dietro il suo padrone.

 

NIOMO ELEGANTE

Sul camion? Quale camion? E che ci facevi sul camion?

 

MASKLIN

Sono… ero… eravamo in viaggio!

 

NIOMO ELEGANTE (grattandosi la testa)

Come sarebbe a dire “in viaggio”?

 

MASKLIN (sorpreso)

Quando ci si sposta, no? Sai, venire da un posto e andare in un altro!

 

Le parole di Masklin sembrano aver colpito enormemente lo sconosciuto.

 

NIOMO ELEGANTE (strabuzzando gli occhi)

Vu… vuoi… dire che vieni dall’Esterno???

 

MASKLIN

Mmsì, vengo da fuori.

 

NIOMO ELEGANTE

Ma è impossibile! Non c’è nulla all’Esterno!

 

MASKLIN

Ah no? Beh, mi dispiace ma è proprio da lì che noi veniamo. C’è qualche problema forse?

 

Il niomo elegante fissa Masklin con curiosità e sorpresa, poi la sua attenzione è attirata dal camion da dove scendono lentamente Grimma e i vecchietti.

 

NIOMO ELEGANTE VFC

E ce ne sono altri! Santa Occasionissima!

 

Masklin scuote la testa, senza capire.

 

NIOMO ELEGANTE (tornando a fissare Masklin)

E dove venite voi… l’Esterno, cioè… com’è?

 

MASKLIN

E’ piuttosto grande, ecco…

 

NIOMO ELEGANTE

Immaginavo! E poi? E poi?

 

MASKLIN

Ci sono tante cose…

 

NIOMO ELEGANTE

E’ vero che il soffitto è così alto che non si riesce a vedere?

 

MASKLIN (grattandosi il capo)

Non saprei. Cos’è un soffitto?

 

NIOMO ELEGANTE (indicando le travi sul soffitto dell’autorimessa)

Quello lassù.

 

MASKLIN

Oh, quello. Non ho mai visto niente di simile. Fuori è azzurro e grigio, con cose bianche che ci galleggiano sopra.

 

NIOMO ELEGANTE (velocemente)

Accipicchia! Ed è vero che le pareti sono tanto tanto lontane? E c’è una specie di tappeto verde che cresce a terra?

 

MASKLIN (sempre più disorientato)

Non saprei… Cos’è un tappeto?

 

NIOMO ELEGANTE (scoppiando a ridere)

Wow! (poi, tendendo la mano) Piacere, straniero. Sono Angalo de’Camiceri. E questo, che per poco non hai ammazzato, è Bobo.

 

Masklin guarda strano il topo, prima di ricambiare la stretta di Angalo.

 

MASKLIN (ancora intontito)

Io sono...

 

Nel frattempo Grimma e gli altri si avvicinano loro.

 

GRIMMA (con tono risentito)

Masklin! Non tornavi più sul camion, ci hai fatto preoccupare!

 

ANGALO (ancora incredulo)

Per tutte le offerte, ma venite veramente tutti da Fuori? Mio padre non ci crederà mai!

 

MASKLIN

Scusami ma non capisco che ci trovi di tanto speciale. Prima eravamo fuori, ora siamo dentro…

 

ANGALO (senza badargli, fissando intensamente gli altri)

Ci sono anche i vecchi da voi! E sono proprio uguali ai nostri… non hanno la testa a punta né la coda!

 

NONNA MORKIE (brandendo il bastone)

Che impertinente!

 

Angalo smette di sorridere.

 

NONNA MORKIE (a Grimma)

Mi ricordo quando il tuo vecchio babbo rimase troppo tempo al sole, un giorno. Diceva stupidaggini, proprio come questo bellimbusto!

 

TORRIT (alzando solennemente un dito)

Io dico…

 

Tutti pendono dalle sue labbra.

 

TORRIT

Io dico che dovremmo mangiarci il suo sorcio!

 

Dai vecchietti si leva un brusio di approvazione.

 

ANGALO (fissando Torrit inorridito)

Mangiate topi???

 

NONNA MORKIE (con nonchalance)

Di sicuro non li portiamo a spasso con collarino e guinzaglio… tsè!

 

MASKLIN (ad Angalo, dopo aver lanciato un’occhiataccia ai due vecchietti)

Non ci hai detto dove siamo… Che posto è mai questo?

 

ANGALO

Ma come, non lo sapete?

 

GRIMMA

Veramente no… siamo saltati su quel camion sperando soltanto di finire in un posto dove si stesse bene…

 

ANGALO (orgogliosamente)

Vi è andata di lusso allora. Questo è il posto dove si sta meglio di tutti.

(poi, alzando la voce e sollevando trionfalmente le braccia)

Benvenuti all’Emporio F.lli Arnold!

 

La Mdp si solleva in aria sopra le teste dei presenti, accompagnata da una musica epica, offrendoci un campo lungo dell’enorme garage.

 

I niomi dell’Esterno si guardano intorno con aria delusa.

 

NONNA MORKIE (schifata)

E questo sarebbe il vostro Emporio? Un nido per… camion??

 

ANGALO (scoppiando a ridere)

Ma no… no, certo che no, siete proprio strani voialtri! Questa è solo la Rimessa degli Automezzi!

L’Emporio è una meraviglia tutta da scoprire! Venite, seguitemi, cominceremo ovviamente dal mio Reparto!

 

Seguito dal suo topo, Angalo comincia a camminare.

 

Dopo un attimo di esitazione, i vecchietti lo seguono, sotto lo sguardo severo di Masklin.

La Mdp si solleva nuovamente, inquadrando dall’alto lo strano gruppetto.

Stacco.

 

I niomi esterni camminano goffamente, col naso per aria e la bocca aperta, emettendo gridolini meravigliati. Angalo si è fermato presso un buco nel muro.

 

ANGALO (indicandolo)

Prego, accomodatevi.

 

NONNA MORKIE

Non pretenderà mica che io entri nella tana di un sorcio!?

 

ANGALO

Perché no? Lo sembra soltanto, è un ingresso camuffato ecco tutto.

 

GRIMMA (entrandovi dentro)

Non mi pare una tana di sorci, Nonnina…

 

NONNA MORKIE

Come fai a dirlo? Il suo ci è appena entrato, l’ho visto!

 

GRIMMA VFC (meravigliata)

Perché ci sono dei gradini e… tante piccole luci!

 

Angalo strizza l’occhio ai suoi ospiti e sparisce anche lui dentro il buco.

Masklin e gli altri lo seguono. Per ultima vi accede la riluttante Nonna Morkie.

 

Seguiamo i meravigliati niomi mentre salgono su per una lunga rampa di scale.

Alle pareti sono appese variopinte lucine intermittenti da albero di Natale.

 

Le scale conducono a un piano più alto dove c’è un grande arco di legno, oltre il quale si estende una stradina lunga e trafficata piena di niomi ben vestiti, topi addomesticati usati come cavalcature e minuscoli carretti pieni di cibo di ogni tipo.

 

Sentiamo “Victor’s Tale”, di John Williams.

 

http://www.youtube.com/watch?v=RenUndv8kOo&feature=BFa&list=FLWbpn6aoG3lehDaCKtgSJoA&lf=mh_lolz

 

Primo piano dello stupefatto Masklin.

La Mdp passa velocemente sui visi di Grimma, Torrit e Nonna Morkie. Anche loro colpiti dallo spettacolo che hanno davanti ai propri occhi.

 

ANGALO VFC

Su, amici forestieri, mica avrete intenzione di rimanervene lì impalati!

 

Con un campo lungo vediamo il gruppetto scendere in strada e cominciare a percorrerla con aria trasognata.

 

Ad un tratto Torrit indica a tutti un carretto su cui sono in mostra tanti pezzettini di gruviera.

 

TORRIT (tutto emozionato)

La conosco quella roba! E’ formaggio! Nell’estate del 2005, mi ricordo, trovai tra i rifiuti un panino al formaggio! Te ne ricordi, Morkie?

 

NONNA MORKIE (dandogli una gomitata)

Shhhh! Non farci sfigurare davanti a questa gente. Sei il capo no? E comportati da capo! Sii fiero e altero e soprattutto non meravigliarti come un bambino per ogni cosa!

 

Poco più avanti vediamo una bancarella con sopra esposti tanti bottoni lucenti e coloratissimi.

 

Stavolta è Nonna Morkie a precipitarvisi con occhi spalancati.

 

Angalo sorride.

 

Primo piano di Masklin che si guarda attorno inebetito, prima di indicare qualcosa.

 

MASKLIN

Cos’è quell’affare là?

 

La Mdp stringe su un salame steso orizzontalmente su una lunga bancarella.

 

ANGALO

Un salame. Mai assaggiato?

 

MASKLIN

Mmm… ultimamente no.

 

ANGALO (continuando)

E questa, invece, è una banana. Non l’avevate mai vista prima, non è così?

 

Vediamo ora una grossa banana, sospesa fra due trespoli come una canoa.

 

Masklin sta per rispondere, quand’ecco che interviene Nonna Morkie.

 

NONNA MORKIE (spavalda)

E quella me la chiamate banana? E’ piccola, anzi… piccolissima direi, paragonata a quelle che ci sono da noi. Una banana nana, senza dubbio, rispetto alle nostre che sono talmente grosse che… che…

 

TORRIT (intervenendo in soccorso)

… Che ci vogliono almeno tre niomi per cavarle fuori dal terreno!

 

Nonna Morkie annuisce con approvazione.

 

ANGALO (sospettoso)

Mah, sarà… Servitevi pure. Dite di mettere tutto sul conto dei Camiceri ma non dite di venire dall’Esterno. Voglio che sia una sorpresa.

 

Subito tutti i niomi ospiti si precipitano sul cibo.

Nonna Morkie cerca di darsi un contegno, prima di precipitarsi tutta eccitata vicino a un enorme pasticcino.

 

Soltanto Masklin è rimasto al suo posto, pensieroso.

 

ANGALO VFC

Tu non hai fame?

 

MASKLIN

Sì, ne ho eccome. Solo che non capisco… da dove proviene tutto questo cibo?

 

ANGALO (con noncuranza)

Oh, lo prendiamo agli umani. Sono piuttosto stupidi, sai.

 

Nel frattempo alle loro spalle vediamo ciò che combinano gli altri niomi del gruppo.

Due vecchietti si contendono un pezzetto di formaggio sul quale hanno messo entrambi gli occhi.

Il niomo dietro la bancarella gliene mostra un altro, più grande e più bello. I due vecchietti mollano tutti e due il pezzetto e si avventano entrambi su quest’altro pezzo.

 

MASKLIN

E non se ne accorgono?

 

ANGALO (con aria furba)

Danno la colpa ai topi. Noi spargiamo qua e là un po’ di pupù di sorcio. Per la precisione, a ciò provvedono gli abitanti del Reparto Alimentari.

 

Alle loro spalle Grimma è impegnata a riempirsi le tasche con scaglie di cioccolato grandi quanto le sue manine.

 

MASKLIN

E ci cascano?

 

ANGALO (annuendo)

Sono molto stupidi, ti ho detto. Ah, dovete assolutamente incontrare mio padre ed è scontato, si intende, che entrerete a far parte del glorioso reparto dei Camiceri!

 

La Mdp ci mostra Nonna Morkie e Torrit, entrambi alle prese con un lunghissimo spaghetto.

I due sembrano litigare, con la vecchina che regge un’estremità dello spaghetto e Torrit che, agitandosi, finisce col rimanerne completamente avvolto.

 

Masklin annuisce distrattamente poi, pensieroso, guarda attorno a sé la strada brulicante di niomi.

 

MASKLIN

Sai, non credevo che esistessero così tanti niomi. In quanti siete qui?

 

ANGALO

L’Emporio conta circa duemila niomi!

 

MASKLIN (senza capire)

Due chè?

 

ANGALO

Un paio di migliaia.

 

MASKLIN (inespressivo)

Ah.

 

ANGALO

Non mi sembri molto impressionato…

 

Masklin si fissa i piedi, imbarazzato.

 

MASKLIN

Mmmsì… che cos’è, di preciso, una migliaia?

 

La musica sfuma.

 

Stacco.

 

Seguiamo Angalo mentre conduce i suoi ospiti lungo un elegante corridoio.

Masklin guarda curioso alcuni piccolissimi quadretti appesi alle pareti e ritraenti importanti niomi della Casa dei Camiceri.

 

ANGALO VFC (entusiasta)

Questa giornata rimarrà in tutti i depliant! Rimarranno tutti sbalorditi non appena vedranno che c’è vita all’Esterno… sarà la fine di anni e anni di superstizioni!

 

Alle parole di Angalo Grimma e Nonna Morkie fanno un’alzatina di spalle, senza capirci granchè.

 

Alla fine del corridoio, Angalo spalanca due grandi porte, aprendo ai nostri occhi una stanza fatta ad emiciclo costellata da scranni su cui sono seduti in Consiglio niomi tutti anziani e in elegante completo scuro.

 

All’ingresso di Angalo e dei suoi nuovi amici quasi nessuno dei presenti si volta a guardarli.

Qualcuno di loro, anzi, sbadiglia platealmente.

 

Un niomo magro e piccolissimo si pone al centro dell’emiciclo.

 

NIOMO PICCOLISSIMO (annuncia, con un vocione inaspettato)

Fa ingresso Lord Syd dè Camiceri, Protettore della Scala Mobile, Difensore della Mensa Aziendale, Cavaliere dei Banconi Refrigerati!

 

Il niomo piccolissimo scompare e fa il suo ingresso un niomo robusto ancor più elegante, che entra solennemente, per poi sedersi sullo scranno più alto posto al centro dell’emiciclo.

 

LORD SYD

E così voialtri venite dall’Esterno?

 

ANGALO (teso)

Sì, padre, come vi avranno già riferito, li ho incontrati nell’Autorimessa…

 

MASKLIN (prendendo coraggio)

Mmsì, si signore… se per Esterno intendete quello che c’è fuori il vostro Emporio… beh, sì, noi veniamo da lì.

 

LORD SYD (dopo qualche istante di silenzio)

Mica pretenderete che io ci creda!

 

ANGALO

Padre, io…

 

LORD SYD (imperioso)

Zitto! Le conosci anche tu le parole pronunciate da F.lli Arnold: Tutto sotto un solo tetto. Tutto!

Quindi non può esservi nulla all’Esterno. Quindi voialtri non potete venire dall’Esterno.

Quindi provenite da qualche altra parte dell’Emporio.

 

Angalo scuote silenziosamente la testa.

 

I niomi sugli scranni sembrano ora mostrare un moderato interesse.

 

Uno di loro, dopo aver messo da parte un giornale, si alza in piedi e prende la parola.

 

NIOMO PARLAMENTARE

Concordo con quanto appena affermato da Lord Syd. Ritengo che i niomi qui presenti provengano dal Reparto Pelletterie!

 

Si leva un brusio di approvazione.

 

Si alza dal suo scranno un altro niomo,ancora più anziano.

 

NIOMO PARLAMENTARE 2

O dal Reparto Moda Giovane, aggiungerei. Cosa nient’affatto improbabile considerando che si trattano di regioni ancora pressocchè inesplorate!

 

Nuovo brusio.

 

MASKLIN (guardandosi attorno)

Ma noi veniamo davvero da Fuori!

 

LORD SYD (categorico)

Non esiste nessun fuori! Eccetto, s’intende, quando un Niomo muore.

Dopo la morte, chi è vissuto rettamente salirà in alto sopra tutti i Reparti e andrà all’Esterno, dove vivrà nella pace eterna. E voi sembrate tutti abbastanza in salute per essere dei trapassati!

 

I niomi all’interno del piccolo parlamento prorompono in una risata.

Angalo abbassa la testa. Nonna Morkie è indignata, mentre Masklin è senza parole.

 

Dal suo seggio si alza un niomo, finora impegnato a banchettare con tanto di tovagliolo infilato nel colletto della elegantissima camicia.

 

NIOMO PARLAMENTARE 3 (levandosi il fazzoletto e pulendosi la bocca)

A questo punto suggerirei, signori miei pari, di lasciar cadere tali futili discorsi e di proporre a codesti signori senza patria di unirsi a noi nella nostra importantissima impresa.

 

Brusio di approvazione ancora più forte.

Poi silenzio assoluto, durante il quale sentiamo un forte russare e vediamo un altro niomo-deputato che ronfa beatamente coi piedi alzati.

 

MASKLIN (sempre più smarrito)

Unirci a voi in quale impresa?

 

LORD SYD

Non vorrete mica, signori illustri sconosciuti, che i Ferramenta invadano il nostro territorio?

 

Masklin lancia un’occhiata ad Angalo. Questi scuote fortemente la testa.

 

MASKLIN

No… suppongo di no. Ma siamo tutti niomi, no? E c’è roba in abbondanza per tutti qua, mi pare.

Secondo me… è da sciocchi litigare.

 

Tra i niomi deputati si leva un fortissimo coro di proteste.

Anche quello che ronfava sonoramente è scattato in piedi e ha cominciato a urlare il proprio disappunto, imitando i colleghi più svegli.

 

Angalo scuote la testa.

I deputati si zittiscono mentre Lord Syd riprende la parola.

 

LORD SYD

Sciocchi, hai detto?

 

MASKLIN (con un’alzata di spalle)

Beh…

 

LORD SYD

Il signore qui presente non avrà le idee ben chiare sulla propria provenienza ma ha espresso in modo inequivocabile un pensiero disfattista che ci fa inorridire!

 

Tra i niomi deputati si levano alcuni versi di ribrezzo.

 

LORD SYD

I Ferramenta vogliono dominare su tutto l’Emporio. Sarebbe una cosa terribile!

 

DEPUTATI VFC

Terribile! Terribile!!

 

LORD SYD (continuando)

Lo stesso vorrebbero i Calzaturieri e i Detersivi e non oso immaginare quale iattura!

 

DEPUTATI VFC

Iattura! Iattura!!

 

MASKLIN

Ma perché…

 

LORD SYD

Perché?

 

Un attimo di esitazione, con Lord Syd e i deputati per un attimo pensierosi.

 

LORD SYD (tagliando corto)

Perché… perché sono sempre stati nostri nemici ecco!

Quindi, considerata la vostra scarsa propensione alla socialità e la vostra totale insensibilità alle nostre priorità io metto ai voti il vostro immediato e definitivo allontanamento dal nostro Reparto!

 

NIOMO PICCOLISSIMO (che solo ora notiamo essere tornato in aula)

Ai voti!

 

Tutti i niomi deputati alzano la mano in segno di approvazione, anche quelli più indaffarati tra loro.

Il niomo che dormiva è di nuovo immerso in un sonno profondo e rumoroso, ma il collega che gli è accanto gli solleva entrambe le mani.

 

LORD SYD (laconico)

Proposta accolta.

 

Angalo scuote la testa, profondamente deluso.

 

MASKLIN

E… e noi dove andiamo?

 

LORD SYD

Dai Ferramenta o dai Detersivi…

 

NIOMO DEPUTATO VFC

Dai Videogiochisti!

 

LORD SYD (continuando)

Fate quel che vi pare. Potete anche tornarvene all’Esterno per quel che m’importa!

 

Giù uno scroscio di risate.

 

Stacco sul primo piano dell’incredulo Masklin.

 

GRIMMA VFC

Perché li hai fatti arrabbiare? Potevamo aggregarci a questi. Che si fa adesso?

 

Grimma è con Masklin e gli altri fuori il parlamento.

 

Accanto a loro c’è Angalo, assai imbarazzato.

 

MASKLIN

Io li avrei fatti arrabbiare??

 

NONNA MORKIE (intervenendo)

Sono stati molto villani!

 

TORRIT (scandalizzato)

Non hanno mai sentito parlare dell’Esterno! E’… E’ terribile questo! Non ci vivono mica i morti, all’Esterno, io ci sono nato e cresciuto là fuori!

 

Le voci si accavallano, in breve non capiamo più nulla.

Masklin li guarda mentre litigano, poi abbassa la testa sconsolato.

 

ANGALO (di slancio, afferrando Masklin)

Sono mortificato di come sono andate le cose, Masklin! Io vi credo!

Mio padre dice che è sbagliato guardare i camion. “Possono solo farti venire cattivi pensieri” dice lui. Ebbene, è da tantissimo tempo, da mesi, che li guardo! Certe volte tornano tutti bagnati…

 

Ad un tratto tutti la smettono di litigare e si voltano ad ascoltare Angalo.

 

ANGALO

Dov’è che vanno quando partono? E da dov’è che vengono quando tornano?

Non è solo un sogno l’Esterno. Non è soltanto un’illusione là fuori.

Succedono cose… sentite, amici, restate più o meno nei paraggi. Sono sicuro che papà cambierà idea!

 

MASKLIN (alzando le spalle)

Se lo dici tu… ma che fine fanno i niomi che non appartengono a questo o quel Reparto dell’Emporio?

 

ANGALO

Non fanno una vita facile… si arrangiano alla bell’e meglio.

 

MASKLIN (orgoglioso)

Beh, noi ci siamo abituati.

 

ANGALO

State a sentire me. Sarà meglio che vi troviate un reparto disposto ad accogliervi.

Proseguendo in questa direzione vi ritroverete nella Moda Uomo, loro magari vi accetteranno, basta che non diciate che siete passati di qui prima perché sapete… al momento i rapporti tra noi sono un po’ freddini.

 

MASKLIN (sarcastico)

Oh, che novità!

 

NONNA MORKIE (frettolosa, ad Angalo)

Potete pure andare, giovanotto. Grazie di tutto. E su, con la vita, Masklin!

Coraggio… e avanti!

 

Angalo fa timidamente ciao con la mano e si allontana, guardandoli con un po’ di senso di colpa.

 

TORRIT (indignato)

Chi sei tu per dire “avanti”? Sono io il capo, spetta a me dare ordini!

 

NONNA MORKIE (accondiscendente)

D’accordo. Allora su, dàlli.

 

TORRIT (con un filo di voce, dopo aver aperto e chiuso la bocca senza risultato)

Avanti.

 

L’intero gruppetto si mette mestamente in cammino.

La Mdp si alza sopra le loro teste e li inquadra per un po’, mentre si allontanano.

Stacco.

 

Li ritroviamo mentre vagano senza meta in una zona quasi inabitata da niomi.

La Mdp si abbassa a inquadrare Masklin, che procede silenziosamente a pochi passi da Grimma.

 

MASKLIN (improvvisamente)

Io torno indietro.

 

GRIMMA (guardandolo fisso)

Ma se siamo appena arrivati! Cosa ti salta in mente?

 

MASKLIN (scuotendo la testa)

Non lo so, ma qui è tutto sbagliato. Puzza di sbagliato.

Continuo a pensare che se resto qui smetterò di credere che ci sia qualcosa fuori, anche se ci sono nato! Non appena vi sarete sistemati, io me ne andrò. (poi, voltandosi dall’altra parte)

Puoi venire con me se vuoi, ma non sei obbligata.

 

GRIMMA

Qui fa caldo e poi c’è tanto da mangiare, Masklin!

 

MASKLIN

Non capisci…o sono io che non riesco a spiegarmi, ma non mi sembra normale tutto questo.

 

GRIMMA

Non dire sciocchezze…

 

MASKLIN

Non mi sento sicuro, ecco.

 

GRIMMA (guardandolo fisso)

Vorrai dire che non ti senti indispensabile.

 

MASKLIN

Cosa??

 

GRIMMA (alzando la voce)

Non è vero, forse? Fino a ieri dovevi cacciare, faticare e darti pena per tutti noi, e adesso che non ce n’è più bisogno ti sembra che le cose non vadano per il verso giusto. Strano, eh?

 

Così dicendo, Grimma avanza il passo, lasciando Masklin da solo.

Stacco.

 

Particolare ravvicinato della Cosa.

Il piccolo cubo nero e lucido quasi risplende tra le mani rugose e ossute del vecchio Torrit.

 

L’inquadratura si allarga: l’intero gruppo è ora in sosta nel passaggio stretto e poco frequentato del solaio di chissà che reparto.

 

La Mdp torna sul cubo nero, che Torrit accarezza.

 

TORRIT VFC

Non ci potrà capitare niente di male, se obbediamo alla Cosa.

 

Masklin fa capolino alle spalle di Torrit.

 

MASKLIN (brusco)

Che dice dunque la Cosa? Cosa dice esattamente? Che ci ordina di fare adesso??

 

TORRIT (in difficoltà)

Ecco… ehm…

 

MASKLIN

Su, dimmi cos’è che ci dice di fare in questo momento.

 

TORRIT

Dice che… se restiamo uniti e ci comportiamo come…

 

MASKLIN (interrompendolo)

Ti stai inventando tutto!

 

GRIMMA (accorrendo da Torrit)

Masklin! Perché ti rivolgi così a Torrit?

 

Masklin, furioso, getta la lancia a terra.

 

MASKLIN

Sono stufo, ecco perché! La Cosa dice questo… la Cosa dice quest’altro… la Cosa ci dice ogni sorta di cose, tranne quelle cose che potrebbero esserci utili!

 

GRIMMA

La Cosa viene tramandata di niomo in niomo da centinaia di anni. E’ molto importante!

 

MASKLIN

E perché? Si può sapere cos’ha fatto di così importante per noi??

 

TORRIT (umettandosi le labbra)

La Cosa… ci ha sempre mostrato…

 

VOCE METALLICA FUORI CAMPO

Avvicinatemi all’elettricità.

 

MASKLIN (furioso)

Si direbbe che la Cosa sia più importante che…

 

Masklin s’interrompe, notando che tutti sono improvvisamente zitti.

 

MASKLIN

Perché fate quella faccia, tutti quanti?

 

VOCE METALLICA FUORI CAMPO

Più vicino all’elettricità.

 

Torrit abbassa gli occhi sulla Cosa. Tutti quanti gli altri fanno altrettanto.

Le mani del vecchio niomo tremano.

Il cubo nero cade a terra.

 

MASKLIN

Chi ha parlato?

 

La Mdp zooma sulla Cosa, la cui superficie solitamente liscia e nera appare ora  illuminata da centinaia di piccolissime luci colorate, che lampeggiano e scintillano.

 

I niomi la fissano incuriositi e spaventati.

 

MASKLIN

Oh mio Dio… La Cosa sta parlando davvero!

 

TORRIT (urla, sconvolto)

Non così! Così non va! Mica deve parlare ad alta voce! Non l’ha mai fatto, prima!

 

LA COSA

Più vicino all’elettricità!

 

NONNA MORKIE (toccando delicatamente la Cosa col suo bastone)

Cos’è che vuole la scatoletta?

 

MASKLIN

Vuole… vuole corrente elettrica!

 

TORRIT

Io quella cosa lì non la tocco più!

 

Usando con cautela la sua lancia, Masklin sospinge la Cosa fin sotto alcuni fili elettrici sul pavimento.

 

GRIMMA VFC

Come fa a parlare? Non ha mica la bocca.

 

Vicina ai fili elettrici, la Cosa comincia a ronzare e a illuminarsi tutta, soprattutto di colore rosso.

 

TORRIT (geme, cadendo in ginocchio)

E’ arrabbiata! Non avremmo dovuto mangiare carne di topo, non avremmo dovuto venir qui, non avremmo dovuto…

 

Anche Masklin si mette in ginocchio e tocca delicatamente il cubo, con aria affascinata.

Sul suo viso vediamo riflesse le mille luci del misterioso oggetto.

 

MASKLIN (lentamente, a Torrit)

Quando la Cosa ti parlava… quando ti diceva, cioè, le cose da fare…

 

TORRIT (confessa, con aria sofferta)

Non mi ha mai parlato davvero!

 

MASKLIN

Ma hai sempre detto…

 

TORRIT

Una volta sì, una volta parlava davvero! Quando il vecchio Voozel la passò a me, mi disse che un tempo parlava… ma mi disse anche che erano centinaia d’anni che aveva smesso…!

 

NONNA MORKIE (dando una bastonata in testa a Torrit)

Ci hai detto solo una cifra di baggianate, allora!

 

TORRIT (massaggiandosi la testa)

Ehm… era il mio compito! Il vecchio Voozel mi disse: “Pensa quello che la Cosa vorrebbe dire, e poi dillo tu alla gente”. Per aiutarli, per farli rigare dritto…!

 

NONNA MORKIE

Cooosa?

 

TORRIT

Que…questo è quello che mi disse il vecchio Voozel. E ha funzionato, no?

 

Masklin sembra non dare più retta a nessuno dei presenti. Lo vediamo completamente rapito dalla Cosa, che continua a illuminarsi di vari colori, componendo innumerevoli segni e figure.

 

Attraverso la soggettiva del piccolo niomo, la Mdp zooma lentamente su di essa.

 

LA COSA

Quindicimila anni sono passati.

 

Masklin guarda in faccia i suoi compagni.

 

NONNA MORKIE (a Torrit)

Avanti, parlaci!

 

TORRIT (terrorizzato)

Chi… io? Io no, non so che dirgli!

 

NONNA MORKIE

Io no di certo, è compito del capo!

 

LA COSA

Quindicimila anni sono passati.

 

Masklin guarda fisso la Cosa.

 

LA COSA

Conoscete ancora il significato delle parole “Navigazione Aerea” e “Computer Registratore”?

 

MASKLIN (esclama)

Non ci dicono assolutamente niente!

 

LA COSA

Sapete nulla dei viaggi interplanetari?

 

MASKLIN

No…

 

LA COSA (dopo un’istante di pausa)

Non sapete che siete giunti qui da un posto lontano?

 

MASKLIN

Oh, sì, questo lo sappiamo… eravamo Fuori, poi siamo saltati su un camion e ora…

 

LA COSA (interrompendolo)

Un posto lontano. Più lontano della Luna.

 

Masklin si volta a guardare i suoi compagni di viaggio, i quali si affrettano a scuotere la testa.

 

MASKLIN

Ah… no… questo non lo sapevamo, in effetti.

 

LA COSA

Il linguaggio cambia col passare degli anni. Come chiamate oggi questo pianeta?

 

MASKLIN

Mmmh… cioè? Cos’è un pianeta?

 

LA COSA

E’ un corpo celeste. Un corpo astronomico.

 

Masklin scuote la testa.

 

LA COSA

Com’è chiamato questo posto?

 

MASKLIN

Lo chiamano… l’Emporio.

 

Le luci della Cosa lampeggiano per un po’ più lentamente.

 

LA COSA

Lemporio…

 

NONNA MORKIE (spazientita)

Per quanto tempo ancora dovremmo starcene qui a sentir parlare questo aggeggio?

M’era più simpatico quando se ne stava zitto!

 

LA COSA
Vi ricordate o no che siete naufraghi?

 

MASKLIN (si gratta la testa, senza capire)

Io… sono Masklin, non conosco nessun Naufrago.

 

Le luci cambiano di nuovo, cambiando motivo.

 

LA COSA

Il mio compito è servirvi e guidarvi.

 

TORRIT (trionfante)

Sentito? Cosa vi avevo detto io??

 

NONNA MORKIE

Bel modo di aiutarci, te ne stavi sempre zitta!

 

LA COSA

Ho dovuto conservare l’energia interna. Adesso potrò avvalermi dell’elettricità circostante.

 

MASKLIN (umettandosi le labbra)

E… perché non hai parlato subito, allora?

 

LA COSA

Stavo ascoltando.

 

MASKLIN

Oh.

 

LA COSA

E adesso attendo ordini.

 

GRIMMA

Ordini?

 

MASKLIN

Sì, a quanto pare vuole che gli diciamo cosa deve fare…

 

NONNA MORKIE

Mmh… non credo che quel coso sappia procurarci da mangiare, mi è venuta di nuovo una fame…!

 

MASKLIN (avvicinandosi ancora di più alla Cosa)

Cos’è che sai fare?

 

LA COSA

So tradurre, calcolare, triangolare, assimilare, correlare ed estrapolare.

 

NONNA MORKIE

Lo sapevo io: non serve a niente!

 

MASKLIN (primo piano)

Quello che desideriamo veramente… è tornarcene a casa e stare tranquilli, al sicuro.

 

LA COSA

Tornare a casa.

 

MASKLIN

Sì.

 

LA COSA

E stare al sicuro.

 

MASKLIN (annuendo)

Esatto.

 

LA COSA (dopo una lunga pausa)

Elaborazione in corso...

 

Detto questo, la Cosa spegne tutte le sue luci, tranne una piccola lucina verde, che rimane a lampeggiare lentamente.

 

Masklin alza la testa, dopodiché sia lui che gli altri niomi alzano le spalle con aria interrogativa.

 

GRIMMA

Meno male che si è zittita. E adesso che facciamo?

 

Campo lungo sull’intero gruppetto, che ora ci appare ancora più smarrito.

Dissolvenza in buio.

 

Dissolvenza in apertura.

 

La scena è immersa nella penombra, mentre vediamo Masklin e i suoi compagni immersi nel sonno, su alcuni giacigli improvvisati.

 

La Mdp si sofferma sul vecchio Torrit che russa sonoramente e la giovane Grimma, addormentata accanto a lui, con le manine sulle orecchie.

 

Sentiamo provenire da lontano un vociare diffuso, un brusio fitto fitto…

 

Particolare ravvicinato della Cosa, riposta accanto a Masklin: appare ancora spenta, anche se la lucina verde lampeggiante ha lasciato il posto a una piccolissima clessidra che ruota lentamente su se stessa.

 

Masklin spalanca un occhio, svegliato dal brusio sempre più forte.

Lo vediamo alzarsi, seguito da Grimma, svegliatasi anche lei.

 

GRIMMA (un po’ tesa)

Cos’è questo frastuono? Non c’era, quando siamo arrivati!

 

Masklin si guarda intorno finchè la sua attenzione non viene attirata da una fessura nella parete, da dove filtra una luce intensa.

 

MASKLIN (sbirciandovi)

Oh.

 

GRIMMA

Che c’è?

 

MASKLIN (esclama)

Ci sono degli umani! Più di quanti ne abbia mai visti in vita mia!

 

L’esclamazione sorpresa di Masklin ha risvegliato tutti gli altri.

 

Grimma si avvicina a Masklin e sbircia anche lei.

 

Attraverso la loro soggettiva vediamo un ampio reparto sottostante, illuminato dalla luce artificiale e gremito da umani che fanno la spesa.

 

GRIMMA

Cosa sono quelle cose che prendono in mano e poi mettono in quegli strani aggeggi con le ruote?

 

MASKLIN

Non ne ho la più pallida idea… ma pare che sappiano bene ciò che stanno facendo…

 

TORRIT (con un sonoro sbadiglio)

Macchè! Non c’è assolutamente nessun senso in ciò che fanno, sono come formiche sono! Sempre affaccendati… nel non fare assolutamente nulla!

 

NONNA MORKIE (intromettendosi)

Gli umani sono come le gazze, vanno matti per le cose che luccicano!

 

MASKLIN (continuando a guardare)

Mmm… non so, costruiscono tante cose…

 

Attraverso la sua soggettiva vediamo nuovamente carrelli con la spesa sospinti qua e là, poi tanti umani in fila con la loro spesa accanto alle casse.

 

Come preso da un’ispirazione, Masklin si allontana dalla fessura e corre a raccogliere la Cosa.

 

MASKLIN

Cosa? Mi senti?

 

LA COSA

Operazioni sul compito principale sospese.

Sì, cosa vuoi?

 

MASKLIN

Dimmi qualcosa sugli Umani… cosa sono?

 

LA COSA

Gli umani sono gli abitanti indigeni del mondo che voi ora chiamate l’Emporio.

Compito principale riprende.

 

TORRIT (soddisfatto)

Cosa vi avevo detto io? Sono indigeni, e basta. Sembrano intelligenti, ma non lo sono sul serio!

 

MASKLIN (di nuovo, alla Cosa)

Siamo indigeni, noi?

 

LA COSA

Compito principale interrotto. No.

Compito principale riprende.

 

TORRIT (con l’aria di chi la sa lunga)

Eh, no che non lo siamo, no no. Noi abbiamo un tantino d’orgoglio, noi.

 

Primo piano di Masklin, che rimane pensieroso.

Quand’ecco che udiamo una voce, alle sue spalle.

 

VFC

Strani esseri, vero? Strani e… molto indaffarati, da un po’ di tempo a questa parte!

 

Masklin e gli altri si voltano.

 

A parlare è stato un niomo anziano, che se ne sta cavalcioni su di una trave sospesa sopra di loro.

 

MASKLIN

E… e tu cosa ci fai lì?

 

Lo sconosciuto fa una risatina.

 

SCONOSCIUTO

Tranquilli, non spiavo certo voi ma gli umani! Vengo spesso qui a guardarli, è un buon posto d’osservazione!

 

MASKLIN

Già…

 

SCONOSCIUTO

Di che reparto siete?

 

NONNA MORKIN (sulla difensiva)

Di nessuno… siamo gente e basta!

 

TORRIT (aggiunge, in fretta)

E non siamo neanche indigeni, eh no!

 

Lo sconosciuto ride di nuovo e si cala in fretta giù dalla trave.

Solo ora lo vediamo meglio: è magro e alto, con indosso uno sformato camice bianco con le tasche rigonfie.

 

SCONOSCIUTO (divertito)

Ma guarda. Dovete essere i nuovi arrivati di cui  ho sentito parlare… quelli venuti dall’Esterno!

Io sono Dorcas Del Icatessen: studioso e inventore. Piacere di conoscervi!

 

MASKLIN (titubante)

Piacere…

 

Dorcas li scruta uno ad uno per qualche istante, prima di riaprir bocca.

 

DORCAS

Credevo che voi Esterni aveste un aspetto diverso, considerato il fatto che conducete una vita differente dalla nostra…

 

GRIMMA (un po’ risentita)

In che senso?

 

DORCAS (con la sua solita risata schietta)

Non intendevo mica offendervi, amici… ma vi prego, venite con me: vi faccio vedere quel che intendo dire!

 

MASKLIN (dubbioso)

Senti, noi ne abbiamo già avuto abbastanza…

 

LA COSA (VFC, improvvisa)

Abbiamo bisogno di questa persona.

 

Masklin, sorpreso, abbassa lo sguardo sulla Cosa.

Anche Dorcas sembra aver notato il misterioso oggetto.

 

DORCAS (curioso)

Accipicchia! Che radio piccola! Le fanno sempre più piccole, non è così?

 

Stacco sul primo piano di Dorcas.

 

Ritroviamo Masklin e i suoi mentre seguono l’arzillo Dorcas lungo alcune travi del soffitto.

 

Giunto davanti a un grosso buco buio Dorcas si ferma.

 

GRIMMA

Tu abiti lì dentro?

 

Dorcas si muove tentoni nel buio. Sentiamo un “clic”, poi udiamo un rombo lontano.

 

DORCAS

Cosa? No, no, non abito mica qui! Ci ho messo un bel po’ a capire come funziona questo aggeggio… E’ una specie di casa di metallo che va su e giù e gli umani la usano per spostarsi tra i piani dell’Emporio!

 

Qualcosa di grosso e nero discende giù per il pozzo, fermandosi a pochi centimetri dalle loro testoline. Sentiamo, sopra di noi, i rumori ovattati dei passi umani.

 

Appeso sotto il pavimento dell’ascensore, c’è un cestello di fili di ferro.

 

DORCAS (con un gesto della mano)

Prego, signori, saltate pure sull’Ascensore!

 

I niomi esterni sembrano un po’ titubanti.

 

NONNA MORKIE

Dobbiamo salire su quel coso???

 

MASKLIN

E’ sicuro?

 

DORCAS

Più o meno.

 

Nel frattempo Masklin e gli altri seguono Dorcas a bordo del cestello.

 

MASKLIN (preoccupato)

Mmh… Più più o più meno sicuro?

 

DORCAS (scoppiando a ridere)

Il pezzo che ho costruito io è sicurissimo, ci metto la mano sul fuoco.

Il pezzo che sta sopra di noi è stato costruito dagli umani, quindi non si sa mai.

Ma tenetevi forte ora, si sale!

 

Sentiamo un rumore, poi l’ascensore vibra tutto e comincia a salire.

 

I niomi Esterni si stringono vicini.

 

DORCAS (sghignazzando)

Ingegnoso, non è vero? Ci ho messo anni a sistemare tutto, a collegare i fili e a replicare tutti i pulsanti. E il bello è che gli umani non se ne sono mai accorti! Loro spingono il bottone per scendere ma se io invece voglio salire, si sale! Ogni tanto mandano un tecnico a verificare cosa non va, ma niente da fare!

 

L’ascensore si ferma con un altro scossone. Il cestello coi niomi a bordo si ritrova a livello con un altro interstizio tra soffitto e pavimento.

 

DORCAS (saltando giù)

Qui siamo sotto il Reparto Elettrodomestici!

 

Masklin e gli altri lo seguono, visibilmente sollevati.

 

DORCAS (facendogli strada)

E’ un posto tutto mio, questo. Nessuno mi dà noia, qui, e io posso fare tutti gli esperimenti che mi pare.

 

I niomi si guardano attorno. Sotto il pavimento ci sono fili elettrici che corrono dappertutto.

 

Passiamo accanto ad alcuni giovani niomi intenti a smontare una scatola nera, piena di fili e fusibili.

 

DORCAS (spiegando)

Quella è una radio. Che oggetto stupefacente, la sto facendo smontare perché voglio saperne di più su come fa a parlare…

 

Detto questo, Dorcas li conduce in un buco adibito a laboratorio, con ripiani ricoperti di fogli, disegni e fili elettrici.

 

Dorcas fruga per un po’ fra cataste di carta, poi tira fuori un foglio e lo porge a Masklin.

Sul foglio vi è disegnato un piccolo cono roseo con  un ciuffo di peli in cima.

 

MASKLIN

Carino…ma cos’è?

 

DORCAS (grattandosi la testa)

E’ un esterno. O meglio, è come mi immaginavo fossero di aspetto quelli dell’Esterno.

 

La Mdp ci mostra i volti contrariati dei niomi esterni.

 

DORCAS (facendo sparire in fretta il disegno)

Evidentemente le mie teorie erano sbagliate… eh eh…

 

MASKLIN

Ci immaginavi come dei tizi con la testa a punta?

 

DORCAS (un po’ imbarazzato)

Per la pioggia, sapete, per lasciar scorrere l’acqua!

 

Masklin scuote lentamente la testa…

 

GRIMMA

E perché senza occhi?

 

DORCAS

No, no, pensavo che li aveste gli occhi! Ma piccoli piccoli e sotto quel grosso ciuffo di peli, per non essere accecati dal sole… quella enorme lampada appesa in mezzo al cielo… sapete?

 

MASKLIN (interrompendolo)

Guarda che lo sappiamo cos’è il sole.

 

DORCAS (ancora più imbarazzato)

Non dovete offendervi, amici… sono solo teorie! Teorie che ho elaborato basandomi sulle antiche leggende e sugli altri racconti strani che circolano sull’Esterno!

 

Masklin e i suoi compagni sembrano ora più comprensivi.

 

MASKLIN

Credo che sia difficile immaginare un mondo che non conosci…

 

DORCAS (annuendo)

Proprio così. Ma ora fortunatamente ci siete voi, qui.

Dovete dirmi tutto quello che ricordate dell’Esterno!

 

In grembo a Torrit, la Cosa continua a lampeggiare lentamente. Stacco.

 

Rivediamo il tavolo da lavoro di Dorcas, sul quale ora ci sono tanti piattini pieni di cibo.

In sottofondo c’è il vociare confuso dei niomi Esterni, mentre mangiano.

 

Primo piano di Dorcas che ascolta, affascinato e un po’ confuso, i loro racconti.

 

DORCAS

Calma calma, troppe informazioni tutte insieme, non riesco a ricordate tutto!

Com’è che si chiama quell’altro lume, quello che viene fuori all’Ora di Chiusura?

 

MASKLIN

Di notte? Oh, quella è la luna!

 

DORCAS (pensieroso)

Luna…è meno luminosa del Sole, vero? Strano, però, sarebbe più logico se fosse il contrario.

Cioè avere più luce di notte che non di giorno…

 

GRIMMA (con un’alzatina di spalle)

E’ sempre stato così.

 

DORCAS (trasognato)

Non so cosa darei per vedere l’Esterno coi miei occhi! Da ragazzo andavo spesso a guardare i camion nell’Autorimessa, ma non ho mai avuto il coraggio di salirci su.

 

Un attimo di silenzio, durante il quale i niomi esterni sembrano partecipare alla pensierosità di Dorcas.

 

DORCAS (continuando)

Secondo me, F.lli Arnold ci ha messi nell’Emporio con uno scopo: per indagarne i segreti, per apprendere quello che c’è da sapere. Altrimenti perché ci avrebbe dotato di cervello?

(poi, a Masklin) Tu cosa ne pensi?

 

Masklin apre la bocca per rispondere, ma Nonna Morkie lo interrompe.

 

NONNA MORKIE

Dappertutto qui fate un gran parlare di questo Fratelli Arnold, ma si può sapere chi è?

 

DORCAS

E’ il creatore dell’Emporio. Lo creò nel 1905. Dalle cantine alle soffitte, con tutti i Reparti che ci sono in mezzo.

 

Primo piano dell’attento Masklin.

 

DORCAS

Questa è una cosa su cui persino io non ho dubbi… insomma, qualcuno deve pur averlo creato, l’Emporio. Tuttavia questo non deve impedirci di pensare che ci sia altro al di là di tutte queste mura…

 

Particolare ravvicinato della Cosa, su cui vediamo spegnersi improssivamente la lucina verde intermittente. Nel frattempo sentiamo un leggero ronzio.

 

LA COSA

Sto monitorando comunicazioni telefoniche.

 

I niomi si scambiano occhiate interrogative.

 

GRIMMA

Oh, non lo trovi stupendo, Masklin?

 

Primo piano di Dorcas, che si china sulla Cosa.

 

LA COSA
Ho urgenti notizie da comunicare ai capi di questa comunità. Siete consapevoli del fatto che vi trovate in un fabbricato avente vita limitata?

 

DORCAS

Affascinante. Come parla bene, e quanti paroloni che usa. Ti pare quasi di capire ciò che dice…

 

LA COSA

E’ di vitale importanza che io comunichi ai capi della comunità informazioni estremamente importanti, concernenti l’imminente demolizione di questo fabbricato!

 

Altre espressioni interrogative sulle facce dei presenti.

 

MASKLIN

Mmh… scusa, ti dispiace ripetere?

 

LA COSA
Evidentemente la lingua è molto cambiata in questi ultimi tempi. Cercherò di semplificare il mio messaggio.

 

Sulla superficie della Cosa lampeggiano diverse lucine, alcune delle quali sembrano comporre punti interrogativi, sospensivi ed esclamativi.

 

MASKLIN

Bene… Grazie.

 

LA COSA (parlando lentamente)

Grande Emporio molto presto… Boooooooom! Craash!!! Stradadaaaannn!

 

I niomi si guardano in faccia l’un l’altro.

 

Masklin scuote lentamente la testa.

 

GRIMMA VFC (sussurra)

Poverina, dev’essersi rotta…

 

LA COSA (emettendo un rumore simile a uno sbuffo)

Conoscete almeno il significato della parola “distruggere”?

 

DORCAS (sorridendo)

Oh sì, certo!

 

LA COSA

Ebbene, l’Emporio verrà completamente distrutto fra ventuno giorni!

 

Sentiamo in sottofondo una musica improvvisamente grave.

La Mdp stringe sui volti preoccupati dei presenti e su quello, ancora più terrorizzato, di Dorcas.

Stacco.

 

Campo lungo su un Reparto affollato di umani intenti a fare compere.

Li vediamo dall’alto mentre afferrano oggetti, studiano prodotti e poi li mettono nei carrelli già pieni di beni d’ogni genere.

 

L’intero Reparto è pieno di addobbi natalizi.

 

All’interno dell’Emporio si sente, in filodiffusione: “Carol of the Bells”.

http://www.youtube.com/watch?v=1TFrO8c_kVQ

 

 

La Mdp scende velocemente in mezzo agli umani, poi si abbassa fino ai loro piedi e poi ancora più giù, attraversando il pavimento.

 

Masklin, Dorcas e tutti gli altri attraversano a passo svelto, quasi di corsa, i polverosi interstizi sotto il pavimento dei Grandi Magazzini.

 

Il frastuono degli umani sopra di loro arriva lontano e ovattato.

 

Continuiamo a sentire la canzone in filodiffusione.

 

NONNA MORKIE (affannata)

Non può essere vero… questo posto è troppo grande, come si può distruggere un posto così enorme???

 

TORRIT (con un fiatone da far paura)

Altrochè, ve l’avevo detto io che bisogna filare via di qui!

 

Masklin cammina svelto al fianco di Dorcas, che fa loro strada attraverso cunicoli e passaggi che sembra conoscere solo lui.

 

MASKLIN

Dorcas, mi dici che bisogno c’è di correre? In fin dei conti 21 giorni sono un sacco di tempo!

 

DORCAS (cupo)

Non in politica.

 

MASKLIN

Credevo che qui fossimo nell’Emporio…

 

Dorcas si arresta così all’improvviso che Nonna Morkie e gli altri ci vanno a sbattere contro.

 

DORCAS (a Masklin, con preoccupazione)

Senti, cosa credi che dovremmo fare se l’Emporio venisse veramente distrutto?

 

MASKLIN (con naturalezza)

Uscirne fuori.

 

DORCAS (alzando la voce)

Ma se nessuno nemmeno ci crede all’esistenza di un mondo esterno! Io stesso mica ne sono poi tanto sicuro che esista…

 

MASKLIN

Fuori c’è un sacco di…

 

DORCAS (interrompendolo)

Soltanto se ci credi!

 

MASKLIN (primo piano)

C’è sul serio. L’Esterno esiste per davvero.

 

Dorcas sembra colpito dalle parole di Masklin. Lo ascolta poi scuote la testa lentamente.

 

DORCAS

La gente è molto più complicata di quanto tu creda, amico mio! E non pensare che sia facile spazzare via in un sol colpo anni e anni di superstizioni!

In ogni caso sarà meglio andare dai Cancellieri: l’Abate è una vecchia muffa, tuttavia è l’unico che sia ascoltato e rispettato da tutti i niomi dell’Emporio!

 

Detto questo, Dorcas ricomincia a correre imboccando un nuovo cunicolo alla sua destra.

Masklin e gli altri lo seguono, affrettando il passo.

 

La Mdp si alza sopra le loro teste.

 

Con uno stacco velocissimo torniamo nel Reparto sopra di loro.

 

Dettaglio ravvicinato di un cartello appeso che dice:

NATALE COL BOTTO! SI LIQUIDA TUTTO CAUSA CHIUSURA!

 

La musica in sottofondo aumenta di volume, prima di sfumare lentamente.

 

Dissolvenza in nero.

 

Dissolvenza in apertura su un libro impolverato steso orizzontalmente.

Dietro di questo vediamo far capolino, una alla volta, le teste di Dorcas, Masklin e gli altri niomi esterni.

 

Mentre li vediamo superare il libro e avvicinarsi alla Mdp sentiamo la voce di Dorcas che spiega.

 

DORCAS

… i Cancellieri sono gli unici qui nell’Emporio in grado di leggere e scrivere l’umano e di comprendere i messaggi lanciati da F.lli Arnold nello spazio.

 

Masklin ascolta con attenzione, mentre si guarda attorno.

 

Dove si trovano ora ci sono libri dappertutto.

Masklin li guarda sovrappensiero e con aria interrogativa, quand’ecco che all’improvviso la strada gli viene sbarrata da alcune guardie con le lance in pugno, vestite come guardie svizzere.

 

MASKLIN (un po’ spaventato)

Cosa…

 

DORCAS (senza timore)

Dobbiamo parlare con l’Abate. Si tratta di faccende della massima importanza!

 

Il capo delle guardie li fissa con fare indagatorio.

Attraverso la sua soggettiva vediamo la tribù degli Esterni serrare compatta i ranghi alle spalle di Masklin.

 

CAPO GUARDIE

Seguitemi nella sala delle Udienze. Sarete ricevuti appena possibile.

 

Il capo delle guardie fa loro strada, conducendoli attraverso l’ingresso di un palazzo fatto da libri accatastati l’uno sopra l’altro, con tomi all’in piedi come colonne portanti.

 

Masklin e gli altri seguono la guardia, che li fa accomodare in una specie di sala d’attesa fatta con pareti di cartone e con tappi di sughero come sedie.

 

MASKLIN (sussurra, fissando la guardia con la coda dell’occhio)

Non mi sento affatto a mio agio qui…

 

Dorcas non gli risponde, ma gli mette una mano sul braccio per rassicurarlo.

Grimma, Torrit e Nonna Morkie si guardano tra loro.

 

Qualche istante dopo sentiamo sopraggiungere un passo strascicato, poi vediamo una persona vecchissima con una veste bianca indosso e un copricapo a punta.

L’Abate è accompagnato da alcuni sacerdoti in abito verde e , poco più dietro, da un altro niomo più giovane, con la tonsura e con una tunica di colore scuro indosso.

 

Dorcas si alza in piedi, facendo segno ai suoi amici di fare altrettanto.

 

ABATE (con voce roca)

Oh, chi abbiamo qui, Dorcas Del Icatessen, se non erro.  Hai inventato qualcosa ultimamente?

 

DORCAS

No, ultimamente no, Monsignore… Vorrei avere però l’onore di presentarvi…

 

ABATE (guardando dritto dinanzi a sé)

Chi mi vuoi presentare? Io non vedo nessuno.

 

NONNA MORKIE (sussurra)

Dev’essere cieco questo qui!

 

ABATE (serissimo)

E neanche sento nessuno.

 

NONNA MORKIE (sbuffa)

Andiamo bene, è sordo pure!

 

DORCAS (sussurra)

Shhh… zitti! Gli hanno già detto di voi. Così lui fa finta di non vedervi.

 

La Mdp si sofferma sull’impassibile e pallido viso dell’Abate.

 

DORCAS

Monsignore, vi reco purtroppo cattive notizie… L’Emporio sta per essere distrutto!

 

La notizia sembra non produrre alcun effetto nell’Abate e negli altri sacerdoti, che rimangono inespressivi. La Mdp si sofferma però sull’altro Cancelliere in veste scura, più giovane, che mostra improvviso interesse.

 

ABATE (sarcastico)

Mamma mia e quand’è che avrebbe luogo quest’orribile evento??

 

DORCAS (gravemente)

Fra 21 giorni, Monsignore! Pochi giorni dopo le Offerte di Natale!

 

ABATE

Oh, se ne sei tanto sicuro… Tu intanto và avanti e poi, dopo, ci racconti come è andata.

 

Stavolta i sacerdoti alle spalle dell’Abate ridacchiano.

 

DORCAS

Monsignore, non è mica uno scherzo! (poi, rivolgendosi al religioso in veste scura) Priore…

 

PRIORE (alzando una mano per interromperlo)

Senz’altro, Dorcas, tu t’intendi di elettricità. Ma dovresti anche sapere che ogni qualvolta viene annunciata una Grande Svendita di Fine Stagione o una semplice Liquidazione le persone impressionabili cominciano a temere che sia arrivata la fine dell’Emporio e invece, per strano che paia, la vita continua come prima, con altre Stagioni e Promozioni…

 

Il Priore finisce di parlare col suo sguardo che cade sul silenzioso Masklin.

 

DORCAS (insiste)

Ma non si tratta, Monsignore, dei soliti Saldi!

 

ABATE

E chi te l’ha detto, Dorcas? L’elettricità, per caso??

 

Altra risata dei sacerdoti.

 

Dorcas dà una gomitata a Masklin. Questi sembra scuotersi, poi fa un passo avanti e depone la Cosa a terra.

 

MASKLIN (con un bisbiglio)

Parla.

 

La Mdp zooma lentamente sulla Cosa, che comincia a ronzare sotto lo sguardo indagatore dei presenti.

 

LA COSA
Sono in presenza di alti dirigenti di questa comunità?

 

DORCAS (facendo un passo avanti)

Un’autorità tanto alta che più alta non si può… o quasi.

 

Primo piano dell’Abate.

 

LA COSA

Cercherò di utilizzare parole semplici. Io sono la Scatola Nera… vale a dire il Computer di bordo.

Il computer è una macchina che pensa, elabora e fa’ di calcolo. Il computer usa quella che voi chiamate elettricità. Talvolta l’elettricità trasporta messaggi e tra le mie funzioni c’è quella di ascoltarli…

 

Primo piano del preoccupato Dorcas.

 

LA COSA (continuando)

Altre volte i messaggi viaggiano lungo i fili del telefono o provengono da altri computer.

Ho avvertito, qui nell’Emporio, la presenza di un primitivo computer che, tra le altre cose, serve a pagare gli stipendi agli umani. Io l’ho ascoltato… io ho udito questo computer pensare.

Ed esso ha pensato: dalla fine di questo mese non si pagheranno più stipendi… presto non ci sarà più l’Emporio.

 

La Mdp inquadra Masklin, che ascolta la Cosa con stupore e preoccupazione allo stesso tempo.

 

LA COSA

Da un telefono al terzo piano di questo edificio ho captato la seguente conversazione, che ora vi riporto: “Pronto, parlo con la Grimethorpe, Compagnia di Demolizione? Vorremmo prendere gli accordi definitivi per la demolizione di questo stabile. Tutte le merci giacenti saranno evacuate entro il 3 di Gennaio…”

 

La Cosa si interrompe, continuando a ronzare sommessamente.

Primo piano del Priore, che ci appare sinceramente scosso.

 

ABATE (a Dorcas)

Molto divertente. E’ uno dei tuoi giocattoli?

 

DORCAS

Nossignore, non l’ho fatta io! L’hanno portata questi forestieri!

 

ABATE (voltando la testa in varie direzioni)

Quali forestieri?

 

NONNA MORKIE (sbotta, in un rauco bisbiglio)

Che succede se vado là e gli tiro il naso?

 

DORCAS (con un filo di voce)

Fossi in lei non lo farei.

 

ABATE (alzandosi improvvisamente in piedi)

Sono un niomo tollerante, io. Ho sempre tollerato le tue bizzarre teorie sull’Esterno, Dorcas… ma perseverare così tanto nel credere che siano vere no, questo non è più tollerabile!

(poi, indicando la Cosa con fare sprezzante) Soprattutto se si ricorre a balocchi ingannevoli!

Basta, io dico! Non c’è niente là fuori all’Esterno! Non c’è niente e nessuno può viverci!

La vita in altri Empori… puah! L’udienza è tolta! Andate via!

 

L’Abate, adirato, lascia la sala in compagnia del suo sèguito di sacerdoti.

 

Uno di loro si avvicina alla Cosa e le sferra un calcetto prima di uscire dalla stanza.

 

LA COSA (protestando)

Io posso sopportare un impatto di 2500 tonnellate!

 

L’ultimo ad uscire è il giovane Priore, con espressione dubbiosa.

 

Masklin e gli altri esterni sono senza parole.

Dorcas abbassa la testa deluso.

 

Con uno stacco ritroviamo Dorcas e i niomi esterni mentre le guardie li sbattono fuori dal palazzo.

 

TORRIT (indignato)

Indigeni!

 

DORCAS

Andiamo via che è meglio…

 

GRIMMA

Io non capisco… come fanno a non vederci?

 

MASKLIN

Sanno che veniamo dall’Esterno… non vogliono credere che siamo esternesi…

 

TORRIT

Io non sono esternese! Sono loro che sono… internati!

 

GRIMMA (sempre più confusa)

Ciò significa allora che quelli hanno creduto alla nostra storia ma hanno fatto finta di non crederci?

 

DORCAS (scuotendo la testa)

Sono stato io un illuso nel credere che ci ascoltassero…

 

NONNA MORKIE (con un sorrisetto dispettoso)

Peggio per loro! Tra 3 settimane si ritroveranno tutti quanti all’Esterno… gli sta bene!

Voglio vedere se allora ci crederanno o se invece si metteranno a far finta di non vedersi tra loro!

(poi, contraffacendo la voce) Oh, mi scusi Monsignore se le ho pestato un callo ma sa, cosa vuole, non l’avevo visto!

 

MASKLIN (in primo piano, quasi tra sé e sé)

Sono sicuro che capirebbero se solo ci ascoltassero sul serio…

 

Sentiamo dei passi alle loro spalle.

 

NIOMO VFC

Chiedo scusa…

 

I niomi esterni si voltano, ritrovandosi dinanzi il Priore.

 

DORCAS

Vuole me, Priore?

 

PRIORE (a disagio)

No… ehm… ecco… vorrei parlare con gli esterni.

 

NONNA MORKIE (sbotta, sarcastica)

Oh cielo, miracolo! Questo qui ha riacquistato la vista!

 

PRIORE (infastidito)

Vorrei parlare con voi… in privato, se possibile.

 

Li seguiamo mentre si appartano dietro alcuni libri.

 

MASKLIN (primo piano)

Allora, Priore, ci crede ora?

 

PRIORE (ignorando la domanda)

Quell’affare… quella scatola nera che vi portate appresso… ci credete, voi, a quello che dice?

 

MASKLIN

Non credo che racconti bugie.

 

PRIORE

Che cos’è esattamente? Una specie di radio?

 

MASKLIN (sincero)

Non lo sappiamo di preciso. Sappiamo solo che la Cosa è… una cosa che ci portiamo appresso da anni e anni… anzi, cosa dico, da generazioni! Dico bene, Torrit?

 

TORRIT

Altroché. La Cosa viene tramandata da niomo in niomo, ogni volta nelle mani del niomo più anziano del gruppo!

 

PRIORE (teso)

Non so se c’entri questa vostra… Cosa. Ma di sicuro c’è da preoccuparsi. Gli umani si stanno comportando in modo molto strano ultimamente. Alcune nostre fonti segrete ci hanno riferito che i Depositi dell’Emporio sono vuoti, ciò vuol dire che finiti i prodotti natalizi attualmente sugli scaffali non ci sono altre merci per rimpiazzarli… e questo non è mai accaduto prima d’ora!

 

DORCAS (con gli occhi sbarrati)

Per tutti i fusibili!

 

PRIORE (continuando)

Si notano cose mai notate prima… Persino l’Abate è preoccupato, perché nemmeno lui riesce a intuire che cosa voglia da noi F.lli Arnold!

 

MASKLIN (a muso duro)

Quindi, signor Priore?

 

PRIORE

Quindi…vi prego di venire con me.

 

Masklin e gli altri si guardano in viso per un istante.

 

NONNA MORKIE (improvvisamente)

C’è roba da mangiare?

 

Con uno stacco ritroviamo la compagnia di Masklin mentre segue il Priore attraverso alcune stradine, tutte fiancheggiate qua e là da grossi libri polverosi.

 

Masklin li guarda con curiosità.

 

DORCAS (bisbigliando, spiega a Masklin)

Quelli si chiamano Libri. Contengono “roba forte” a quanto pare, perché solo i Cancellieri sanno come interpretarli e, per questo, li custodiscono gelosamente…

 

Ad un tratto il Priore si ferma davanti a una porticina di cartone.

 

PRIORE (aprendola)

Entrate qui, prego.

 

Nella piccola scatola di cartone c’è qualcuno ad aspettarli, volgendo loro le spalle.

 

NIOMO DI SPALLE (con voce anziana, al Priore)

Avanti, Gurder.

 

Solo adesso il niomo anziano si volta, e vediamo che si tratta dell’Abate, con indosso stavolta una più modesta tunica grigia.

 

I niomi di campagna e Dorcas lo fissano, un po’ timorosi.

 

ABATE (parlando lentamente)

Ho più di quindici anni ormai, sono più vecchio di alcuni reparti dell’Emporio. Ho visto molte cose strane nel corso di questi anni e ben presto andrò a raggiungere F.lli Arnold sperando di ricevere la ricompensa che spetta a tutti i niomi timorati. Sono tanto vecchio che alcuni niomi pensano addirittura che l’Emporio sia io, in qualche modo misterioso, e temono che la mia scomparsa segnerà la fine dell’Emporio. E ora voi venite a dirmi che così infatti sarà.

Chi comanda, fra voi?

 

Masklin guarda Torrit. Torrit e tutti quanti gli altri guardano Masklin.

 

TORRIT (indicando Masklin)

Solo per il momento cedo a lui il comando… Ma il capo resto sempre io.

 

ABATE (annuendo)

Saggia decisione.

 

Torrit sorride compiaciuto.

 

ABATE (a Masklin)

Tu allora resta qui, con la scatoletta parlante. Voialtri, per favore, potete andare col Priore Gurder nell’altra stanza, dove vi serviranno delle cibarie.

 

MASKLIN

Uhm… No, Monsignore.

 

ABATE

Perché no?

 

MASKLIN

Perché, vedete… noi stiamo insieme. Non ci siamo mai separati.

 

Attraverso lo sguardo dell’Abate vediamo, uno ad uno, lo sparuto gruppetto alle spalle di Masklin.

Nonna Morkie, che stava già seguendo il Priore nell’altra stanza,torna un po’ a malincuore sui suoi passi.

 

ABATE

Lodevolissimo sentimento, sul serio.

E va bene, rimanete tutti quanti.

 

MASKLIN

Chiedo scusa, signor Abate, ma non capisco… Adesso ci vede? Appena dieci minuti fa giurava che non esistevamo neppure e invece adesso…

 

ABATE (con un lieve sorriso)

Niente di strano, dieci minuti fa ero in veste ufficiale. Capite, mica posso lasciar credere alla gente di essermi sempre sbagliato, no?

 

Dorcas scuote la testa.

 

ABATE (continuando)

Da generazioni i Cancellieri affermano che all’esterno dell’Emporio non esiste nulla… mica posso dire da un momento all’altro che si sono sempre sbagliati!

 

MASKLIN

Non capisco… Uno può dire d’essersi sbagliato…

 

ABATE (sorridendo)

Non è mica così semplice, giovanotto! La politica ha le sue leggi e noi Cancellieri non possiamo cambiare idea di continuo. Per un capo non è tanto importante aver torto o ragione, quanto essere certo, mostrarsi sicuro di sé…!

 

TORRIT (esclama)

Questo l’ho sempre detto io!

 

ABATE (continuando)

Un capo che si smentisce continuamente non avrebbe il rispetto né la considerazione di nessuno.

Vedete, amici esterni, un tempo ci furono guerre terribili qui nell’Emporio… terribili! Niomo contro niomo, reparto contro reparto, tutti scioccamente intenzionati a dominare sugli altri!

Tuttora non sempre scorre buon sangue tra i niomi dell’Emporio eppure, da sempre, noi Cancellieri cerchiamo di mettere pace con buon senso e diplomazia, facendo a tutti intendere che F.lli Arnold non vuole tutto questo.

 

Primo piano dell’attento Dorcas.

 

ABATE

Ora supponete per un attimo che io dicessi che vi credo. I niomi dell’Emporio penserebbero: “Al Vecchio ha dato di volta il cervello”. Poi direbbero: “E se i Cancellieri si fossero sempre sbagliati, su tutte le questioni?”. Ci sarebbe il panico e questo non è possibile.

Dobbiamo mantenere uniti i niomi, a ogni costo.

 

Masklin annuisce, comprensivo.

 

ABATE (a Masklin)

Lo sai anche tu, vero, di come i niomi siano veloci a litigare, nella minima occasione?

 

MASKLIN

Sì. E poi ti danno sempre la colpa di tutto. E ti dicono: “Adesso com’è che rimedi?”.

 

Gli altri niomi esterni guardano storto Masklin.

 

ABATE (sorridendo)

Ci hai fatto caso, eh? Mi pare che tu abbia davvero la stoffa del capo.

 

MASKLIN (scuotendo la testa)

No, non credo…

 

ABATE

Appunto per questo, perché non vuoi essere un capo.

 

Le parole dell’Abate sembrano aver colpito molto Masklin, che ora ci appare per qualche minuto soprappensiero.

 

NONNA MORKIE (improvvisamente)

Signor… Abete, vogliamo andare al sodo? Qui abbiamo fame!

 

Masklin appare imbarazzato.

 

ABATE (proseguendo come se nulla fosse)

Ditemi, piuttosto, dov’era la vostra casa?

 

MASKLIN

Vivevamo in mezzo ad alcuni alberi e cespugli vicino a una grande stazione di servizio…

 

ABATE (senza capire)

Una… stazione di servizio?

 

GRIMMA (intervenendo)

Sì, un posto dove si fermano a riposare i camion!

 

NONNA MORKIE (aggiungendo)

… con una grandissima e pericolosissima strada piena di macchine che corrono e fanno rumore!

 

ABATE (sempre più confuso)

Che strano posto…

 

MASKLIN (un po’ nostalgico)

Forse sì, ma era casa nostra.

 

L’Abate annuisce pensieroso.

 

MASKLIN

Potreste trasferirvi all’esterno, quando l’Emporio sarà distrutto!

 

ABATE (sorridendo amaramente)

Non so se ci starei. A sentirvi, mi pare un posto molto pericoloso. E poi partirò presto per un viaggio assai più misterioso…

 

Primo piano del Priore, che ascolta un po’ commosso.

 

ABATE

Adesso, dovete scusarmi, ma devo proprio riposare un poco. Priore Gurder, accompagni di là i nostri ospiti. Nel frattempo, lasciate qui la scatola nera per favore. Vorrei saperne di più sul suo conto…

 

Masklin annuisce, poggiando la Cosa davanti all’Abate.

 

L’Abate la stuzzica con un bastone.

 

ABATE

Scatola nera, che cosa sei? Qual è il tuo scopo?

 

LA COSA

Io sono il computer di bordo dell’astronave Nikto. Attualmente la mia principale mansione consiste nel guidare e consigliare i niomi naufragati qui quando il loro battello spaziale si abbattè, quindicimila anni fa.

 

MASKLIN (come a volersi scusare)

Parla sempre così.

 

ABATE (alla Cosa)

Chi sono i niomi di cui parli?

 

LA COSA

Tutti i niomi.

 

ABATE

E’ questo il tuo unico scopo?

 

LA COSA
Mi è stato anche affidato il compito di salvaguardare i niomi e riportarli a casa.

 

ABATE (pensieroso)

Mmh… davvero interessante. Ma andate, ci rivediamo più tardi.

 

Il Priore Gurder annuisce, poi obbedisce accompagnando Masklin e gli altri fuori dalla stanza.

 

Stacco sulla Cosa, presa delicatamente tra le mani rugose dell’Abate.

 

Il Priore fa da guida a Masklin e gli altri, che lo seguono attentamente tra le viuzze sotterranee del Reparto.

 

PRIORE

Spero che il pranzo sia stato di vostro gradimento, perché volevo portarvi con me a fare una passeggiata… ci sono alcune cose che vi voglio mostrare…

 

MASKLIN (annuendo)

Una domanda, Priore, come si entra a far parte del vostro reparto?

 

PRIORE

Veniamo scelti. Ogni anno vengono selezionati i giovinetti più intelligenti in ogni reparto. A loro viene insegnato a leggere e a scrivere. Ma una volta divenuto Cancelliere, devi scordartelo il reparto d’origine, e metterti al servizio dell’intero Emporio.

 

Le stradine attraversate suscitano non poca curiosità in Masklin.

Con lui notiamo che, al passaggio del Priore, molti niomi si fanno da parte e s’inchinano in segno di rispetto. Qualche niomo femmina tende il suo bambino verso di lui, col Priore che gli posa velocemente la mano sul capo.

 

PRIORE (affrettando il passo)

Seguitemi.

 

Il Priore sparisce in uno stretto passaggio. In fretta tutti gli altri lo seguono, ritrovandosi in superficie, nel bel mezzo di un Reparto enorme ma deserto, perché è ora di chiusura.

 

PRIORE

Qui siamo nel Reparto Moda Uomo…

 

Attraverso la soggettiva di Masklin vediamo numerosi scompartimenti con maglie e pantaloni piegati e giacche appese alle stampelle.

 

MASKLIN (con una smorfia di disappunto)

Lo conosciamo già, mi sa.

 

PRIORE (indicando qualcosa in alto)

Lo vedete quel cartello, appeso là?

 

Masklin strizza gli occhi. Vediamo anche noi un grande cartello con lettere rosse su fondo bianco.

 

PRIORE (preoccupato)

In questo periodo dovrebbe dire soltanto “Occasionissime di Natale” o “Offerte Natalizie” e invece quel cartello dice… “Ribassi Finali”. Ci si chiede cosa voglia dire…

 

GRIMMA (intervenendo)

Secondo me potrebbe voler dire che tutto viene finalmente ribassato!

 

PRIORE (scuotendo la testa)

Oh, no, non può significare una cosa talmente semplice. Spesso vanno interpretati questi segnali.

Una volta ne affissero uno che diceva “Affari d’Oro”. Proprio così.

Però di oro non ne abbiamo visto neanche un po’. Valli a capire, gli umani!

 

Masklin ascolta con interesse, prima di indicare un nuovo cartello.

 

MASKLIN

E cosa dice quell’altro coso?

 

Il Priore strizza gli occhi, poi fa una faccia grave.

 

PRIORE

E’ un cartello che c’è sempre, quello là. Dice “Prezzi stracciati” e lo si trova esposto in vari Reparti dell’Emporio. Ma ormai non ci crede più nessuno…

 

MASKLIN (grattandosi la testolina)

Sarebbe a dire?

 

PRIORE

Sarebbe a dire che si tratta di una stupida superstizione. Una volta, forse, ci si credeva ma oggi quasi nessuno crede più che, di notte, un mostro chiamato Prezzi Stracciati si aggiri per l’Emporio, con una orrenda luce in mano, per portar via i niomi cattivi.

 

I niomi esterni si scambiano un’occhiata.

 

A questo punto è Dorcas a puntare il dito, con curiosità, verso un altro cartello.

 

DORCAS

E quello?

 

PRIORE

Oh, quello dice: “Tutto deve scomparire”. Un segnale non nuovo da parte di F.lli Arnold.

 

MASKLIN (pensieroso, ripete)

Tutto deve scomparire…

 

PRIORE (teso)

Si ma… non ci darei tanto peso… E’ una cosa detta così, per modo di dire! Non è possibile che scompaia tutto… F.lli Arnold non lo permetterebbe!

 

Dalla faccia preoccupata di Dorcas capiamo che lui non la pensa così.

Stacco.

 

Seduto sul suo scranno, l’Abate è intento a interrogare la Cosa, poggiata sulle sue ginocchia.

 

ABATE (curioso)

Parlami ancora di come siamo arrivati qui. Hai accennato poco fa alle fragole, mi pare. Hai detto che ci siamo… sfragolati…

 

LA COSA

Naufragati.

 

ABATE

Ah sì, con un affare che volava…

 

LA COSA

Con un’astronave da ricognizione.

 

ABATE
Che si è guastata…

 

LA COSA

Sì, e non è più potuta ripartire, non riuscendo a fare ritorno all’astronave madre.

Ai primi tempi riuscimmo a comunicare con gli umani, ma i differenti ritmi metabolici e la diversa percezione del tempo resero, col tempo, impossibile ogni rapporto.

All’inizio si sperava di poter impartire agli umani cognizioni scientifiche sufficienti a farli costruire per noi una nuova navicella spaziale, ma gli umani erano troppo lenti.

 

ABATE (con ovvietà)

Eh già.

 

LA COSA (continuando)

Dovemmo quindi accontentarci d’insegnare loro alcune nozioni primarie, a cominciare dalla agricoltura e dalla metallurgia, nella speranza che la smettessero di combattersi fra loro per interessarsi invece ai viaggi interplanetari…

 

L’Abate non sembra comprendere tutto.

 

ABATE (pensieroso)

Metal Urgia…

E qual è quell’altra cosa che abbiamo insegnato agli umani?

 

LA COSA

L’agricoltura.

 

ABATE

Appunto. La Gricoltura. Importante, eh?

 

LA COSA

E’ il fondamento della civiltà.

 

ABATE (senza capire)

Vale a dire?

 

LA COSA
Vale a dire sì.

 

ABATE (annuendo)

Ma continua a parlare… cosa sono i viaggi interpanettieri?

 

LA COSA

Interplanetari.

 

La Cosa ricomincia a parlare ma noi non la udiamo più.

La Mdp si alza lentamente sulla testa dell’Abate, che annuisce e ascolta, ora con interesse, ora con evidente incredulità, finchè non si addormenta pian piano.

Stacco.

 

Il Priore e Masklin superano silenziosamente la porticina d’ingresso della scatola di cartone dell’Abate.

 

Sentiamo un russare sommesso. Vediamo l’Abate addormentato sulla sedia, con la Cosa in grembo.

 

PRIORE (schiarendosi la voce)

Monsignore…

 

L’Abate schiude un occhio.

 

ABATE

Uhm?

 

PRIORE

Chiedo scusa, Eminenza… se vuole riposare, noi torniamo dopo…

 

Segue qualche istante di silenzio. In punta di piedi il Priore sta per uscire dalla stanza, imitato da Masklin.

 

ABATE

Mmsì… Gurder?

 

PRIORE (voltandosi)

Dica…

 

ABATE (riaprendo anche l’altro occhio)

Fa’ venire avanti quel giovanotto dell’Esterno.

 

Masklin si avvicina all’Abate, che pian piano sembra risvegliarsi.

 

ABATE

Figliolo, gli hai mai parlato a questa cosa?

 

MASKLIN

Beh… sì, in un certo senso. Parla strano però, ed è difficile capirla…

 

ABATE (assumendo un tono grave)

Ha parlato anche a me e mi ha detto tante cose che non sono sicuro di aver capito.

 

Il Priore sembra colpito da tale ammissione.

 

ABATE

Mi ha detto di essere stata fabbricata da certi niomi tanto di quel tempo fa che noi non riusciamo nemmeno a immaginarlo. Ha detto di aver sentito dire che F.lli Arnold intende demolire l’Emporio e, oltre a questo, mi ha detto altre cose da matti. Mi ha parlato delle stelle… dice che noi siamo venuti da una stella, volando.

 

Primissimo piano degli occhi azzurri di Masklin.

 

ABATE (inquadrato)

Ma forse non sono solo vaneggiamenti perché corrono strane voci qui da noi… segnali troppo difficili da interpretare… Chissà che non sia questa Cosa un messaggero della Direzione, inviato per metterci in guardia? O non sarà piuttosto un tranello, escogitato da Prezzi Stracciati?

 

Il Priore deglutisce a vuoto.

 

ABATE (battendo la mano sulla Cosa)

Ebbene… bisogna chiederlo a F.lli Arnold! Dobbiamo conoscere da lui la Verità.

 

PRIORE (sbigottito)

Ma… Monsignore! Voi siete troppo ve… ehm… voglio dire, voi non potete recarvi fin sull’Attico! E’ un viaggio faticoso e pericolosissimo!

 

ABATE (annuendo piano)

Per l’appunto, Gurder. Ci andrai tu in mia vece. E il nostro amico qui presente ti accompagnerà.

 

La Mdp si sofferma su Masklin, che ha accolto la notizia senza scomporsi.

 

PRIORE (cadendo in ginocchio accanto all’Abate)

Io, Monsignore? Io, recarmi fin sull’Attico? In Amministrazione? Non ne sono degno!

 

ABATE

Nessuno di noi lo è. Siamo tutti figli del Negozio, insozzati dagli Sconti. Non siete più indegni di altri, altrimenti non avrei scelto voi.

 

Il Priore si rialza. Annuisce, ancora sconvolto.

 

ABATE (con lo sguardo perso nel vuoto)

Io lo vidi una volta, da giovane, sebbene non ami parlarne in giro…

 

Il Priore si volta a fissare l’Abate, carico di meraviglia.

 

PRIORE

Non immaginavo che Voi…

 

ABATE

Ero un giovincello e non ero ancora stato ordinato Cancelliere. Ero un ribelle testa calda, affascinato dall’Ignoto… salii fin sopra la Direzione con la curiosità di vedere Cosa ci fosse dietro quelle porte tutte uguali e tutte chiuse. La visione di Fratelli Arnold mi colpì nel profondo, così decisi di diventare un suo servitore…

 

PRIORE (emozionato)

E… co… com’era?

 

ABATE (con tono solenne)

Aveva la barba!

 

MASKLIN

Oh.

 

ABATE (alzandosi dal suo scranno, con le braccia sollevate)

Accostatevi a lui con animo puro e facendo attenzione alle scale che nascono dal tappeto e vedrete che non vi capiterà nulla di male. Andate, dunque, andate. E che Occasionissime v’accompagni!

 

Il Priore annuisce più e più volte, prende Masklin sotto braccio e, insieme con questi, esce in fretta dalla stanza, accompagnato fino a fuori dalla voce tonante del vecchio Abate.

Stacco.

 

Primo piano del visino tutto eccitato di Grimma.

 

GRIMMA

Verrò anch’io con voi!

 

MASKLIN (con un’alzata di spalle)

Se ti va…

 

L’inquadratura si allarga mostrandoci Grimma, con Masklin, il Priore e Dorcas seduti attorno a quello che sembra essere una piccola tavola rotonda.

 

PRIORE

Non è una gita di piacere!!!

 

GRIMMA

Ma perché scusa?

 

PRIORE (ansioso)

Perché tu sei una… donna. E soprattutto perché  voi non avete idea di quale terribile viaggio ci attenda, pieno di insidie e di pericoli!!!

Dovremo portarci al terzo piano ed oltre, superare il Reparto Giocattoli e quello Profumi, spingerci oltre le colonne dei Distributori Automatici in territori perlopiù ignoti ed inesplorati, e solo F.lli Arnold sa cosa troveremo lì! Le antiche leggende parlano di scale semoventi, fuochi che fuoriescono dai bidoni, di lunghi e nudi corridoi senza un buco in cui nascondersi!

Ci avventureremo in un viaggio nel quale sarà facile perdersi e dal quale potremmo persino non fare mai più ritorno!

 

Grimma guarda storto il Priore.

Masklin, invece, appare ora leggermente preoccupato, quand’ecco che Dorcas comincia a frugare nelle tasche del suo camice bianco.

 

DORCAS

Dovrei averla qui con me, dove diamine l’ho messa…? Ah, eccola!

 

Dorcas sorride soddisfatto di sé, mentre prende dalla tasca e spiega sul tavolo un grosso foglio di carta.

 

PRIORE

E questa cosa sarebbe?

 

DORCAS (con totale naturalezza)

Una particolareggiata mappa dell’Emporio, dall’Autorimessa ai piani più alti, compresa la Direzione.

 

PRIORE

Ah.

 

DORCAS (facendo scorrere il suo dito sulla mappa)

Col mio ascensore ci porteremo subito al terzo piano, lì attraverseremo il Reparto Giocattoli, dopodichè… qui… attraverso queste condotte di areazione dovremmo riuscire ad accorciare il percorso che ci porterà al piano superiore. Ed ecco qui, in cima a queste scale, lungo questo corridoio… la Direzione!

 

Il Priore fissa Dorcas con un misto di diffidenza e ammirazione.

 

MASKLIN

Perfetto. Abbiamo anche questa… cosa che ci dice che strada fare. Io direi che domattina si può anche parti…

 

PRIORE (interrompendolo)

Subito! Io dico che bisogna metterci in cammino subito, senza indugio.

 

MASKLIN

Perché tanta fretta, scusa?

 

PRIORE

Perché se aspettiamo ancora, avrò troppa paura per partire!

 

Stacco.

 

Comincia una breve sequenza durante la quale vediamo Masklin, Dorcas, il Priore e Grimma in viaggio.

 

Ci accompagna, in sottofondo, la musica “Last Rites”, di Michael Giacchino.

 

http://www.youtube.com/watch?v=UR2rxGX_MWg

 

 

Inquadrati talvolta in campo lungo e talvolta da più vicino, li seguiamo mentre prendono l’ascensore, attraversano passaggi più o meno nascosti e attraversano, in piena notte, Reparti dal panorama differente.

 

Quasi sempre è Dorcas ad aprire la fila, seguito da Masklin, Grimma e infine il Priore Gurder, più timoroso di tutti.

 

Ad un certo punto del viaggio il loro cammino si snoda attraverso scaffali pieni di peluche e giocattoli di diverso genere.

 

I due niomi esterni si guardano attorno affascinati.

 

Vediamo Masklin passare accanto a dei soldatini di plastica in fila, alti quanto lui.

Vedendoli armati di tutto punto, il piccolo niomo li guarda storto e comincia ad avanzare con fare guardingo, con la lancia in pugno.

 

Grimma rimane invece affascinata da un accessorio della casa di Barbie: un bellissimo specchio dentro il quale la piccola nioma si ammira per qualche istante, dandosi una sistematina all’acconciatura.

 

Vediamo il Priore mentre affianca Masklin.

 

PRIORE (guardandosi attorno con timore)

Questa è una delle regioni più remote dell’Emporio. Ci abitano i Balocchesi, gente molto strana, a cominciare dal loro orribile aspetto. Fà attenzione!

 

Masklin annuisce e continua a procedere, con maggior circospezione.

Lo vediamo sbucare da dietro un angolo e ritrovarsi improvvisamente di fronte ad un enorme T-Rex di plastica con la bocca spalancata.

 

Masklin emette un grido e colpisce il dinosauro con la sua lancia.

Il giocattolo cade a terra con un piccolo tonfo.

 

Masklin tira un sospiro, mentre Dorcas alle sue spalle scoppia in una risata.

 

MASKLIN (guardando i giocattoli tutt’attorno)

Ho una spiacevole sensazione. Mi sento spiato!

 

DORCAS

Ed è molto probabile che lo siamo, ma rilassati. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.

 I Balocchesi sono un po’ strambi, ma sono anche un popolo mite e cordiale, che si sono adattati al loro ambiente giocoso…

 

Masklin lo ascolta con attenzione.

 

DORCAS (continuando)

Pensa che i Balocchesi non scendono nemmeno al Reparto Alimentari per mangiare. Si sfamano con quello che trovano al Reparto Ricreativo Bimbi, perlopiù cioccolatini, tè e biscotti.

 

Quasi come se fossero stati a sentire le parole di Dorcas, improvvisamente da dietro peluche e pupazzi vediamo spuntare tanti niomi vestiti in modo strano, con la faccia dipinta di scuro e i capelli arruffati tinti di verde.

 

Li vediamo mentre vanno incontro ai 4 forestieri con fare festoso e con piattini pieni di cioccolatini.

 

Dorcas, Grimma e Masklin ringraziano e prendono tutti i cioccolatini che possono.

Il Priore fa salutini di circostanza ma non tocca a nulla.

 

Dorcas mostra la mappa a uno dei balocchesi. I due confabulano per un po’, poi il balocchese annuisce e indica a Dorcas la direzione da seguire.

 

Dorcas e gli altri si dirigono in quella direzione.

La Mdp si rialza sopra le loro teste.

 

Con uno stacco ritroviamo il nostro gruppetto nel buio delle condotte di areazione.

 

L’attrezzato Dorcas accende una piccolissima luce.

Nel frattempo, anche a causa delle condizioni di luce meno favorevoli, i quattro procedono più lentamente.

 

Ad un certo punto notiamo una luce fioca, alla fine del tunnel.

 

Seguiamo Dorcas e gli altri mentre, un po’ a fatica, si calano con una corda dalle condotte.

 

Non appena Masklin atterra, rimane a guardare con la bocca spalancata una cosa da lui mai vista: un’enorme scala mobile.

 

Attraverso la sua soggettiva vediamo enormi gradini che nascono dal pavimento con un inquietante cigolio e poi salgono sempre più su, fino a sparire dalla nostra vista.

 

MASKLIN (sussurra)

Scale che nascono dal tappeto…

 

La musica in sottofondo sfuma fino a spegnersi del tutto.

 

GRIMMA (entusiasta)

Wow!

 

PRIORE

La Scala Mobile. I Balocchesi se ne tengono alla larga perché dicono che è infestata da spiriti.

 

DORCAS

Fa il suo effetto, non c’è che dire, ma è pur sempre una macchina.

 

MASKLIN

Allora, adesso che si fa?

 

PRIORE

Ecco, secondo le nostre Scritture, F.lli Arnold è proprio lassù, dal 1905, che attende in cima a queste scale tutti i niomi meritevoli che passano all’altro mondo…

 

Grimma fissa per un istante la scala mobile con aria determinata.

 

Poi la sentiamo gridare e la vediamo lanciarsi di corsa verso la scala mobile.

 

MASKLIN

Grimma, che fai?

 

GRIMMA

Vado a vedere che c’è di vero. Mica possiamo starcene qui fino a domani!

 

La corsa di Grimma finisce con un salto, che la porta su un gradino che sta appena uscendo dal pavimento. La piccola nioma sorride divertita mentre, in equilibrio precario, viene trasportata in alto dal gradino che sale.

 

DORCAS (sorridente, al Priore)

Niente male per una donna, eh Priore?

 

PRIORE (imbarazzato)

Beh, devo ammettere…

 

Masklin la imita, saltando anche lui su un gradino appena “nato”.

Segue Dorcas, con la sua risata che echeggia.

 

Il Priore salta per ultimo, dopo aver preso goffamente la rincorsa, tenendosi la lunga veste sacerdotale con le mani.

 

GRIMMA (a Masklin, qualche gradino più in basso)

Prova un po’ a voltarti! Che spettacolo!

 

Masklin si volta e gli gira un po’ la testa mentre vede il pavimento sotto di sé sempre più lontano.

 

In cima alla scala, i gradini spariscono sotto il pavimento.

 

GRIMMA (saltando a piè pari sul pavimento)

Oplà! Bello, voglio rifarlo!

 

Dopo qualche istante vediamo atterrare, nell’ordine, anche Masklin, Dorcas e il Priore.

 

Attraverso la loro soggettiva vediamo estendersi davanti a noi un lunghissimo corridoio con tante porte ai lati, illuminato dalla luce fredda dei neon.

 

Improvvisamente seri, i quattro niomi cominciano ad avanzare lentamente.

 

Vediamo che su alcune porte ci sono delle scritte.

 

GRIMMA

Chissà se dietro una di queste porte vive Prezzi Stracciati…

 

PRIORE (guardandola male)

No, no, la sua dimora è negli scantinati, in mezzo alle caldaie. Lì ci vanno i niomi cattivi.

Questa è la Direzione!

 

Masklin avanza guardandosi continuamente attorno.

 

MASKLIN (indicando dei grossi bidoni rossi appesi alle pareti)

Cosa sono quelli?

 

PRIORE (serissimo)

Bidoni di fuoco. Non si tratta di leggende, dunque…

 

I quattro niomi continuano ad avanzare. Il Priore scruta le scritte su tutte le porte.

 

PRIORE (scuotendo la testa)

Quella che dobbiamo trovare è la Direzione Generale…

(poi, con un grido) Uh, Eccola! C’è scritto: F.lli Arnold (dal 1905). D.H. Butterthwaite, Direttore Generale!

 

Il religioso si ferma e si inginocchia, improvvisamente scosso da tale scoperta.

 

GRIMMA

F.lli sta qui dentro allora?

 

MASKLIN (risoluto, si avvicina alla porta)

A quanto pare sì… E la porta non è chiusa, ma solo accostata! Volete che entri a vedere?

 

Il Priore annuisce silenziosamente, incapace di parlare.

 

Masklin si appoggia alla porta e, sforzandosi, riesce a schiuderla un altro po’.

 

Attraverso la sua soggettiva vediamo l’interno dell’ufficio, che è ampio, con una grossa scrivania nel mezzo. Le luci all’interno sono spente, tuttavia si riesce a vedere qualcosa grazie al riverbero della luce proveniente dal corridoio.

 

MASKLIN (sussurra)

Dove sei F.lli Arnold?

 

Con uno stacco ci ritroviamo all’esterno dell’ufficio.

Gli altri tre della compagnia si guardano l’un l’altro con impazienza, poi corrono dentro anche loro.

 

GRIMMA VFC
Dove sei Masklin?

 

MASKLIN (sbracciandosi dalla sommità della scrivania)

Sono qui, in cima a questo grosso coso di legno!

 

I tre attraversano cautamente la folta moquette che li separa dalla scrivania.

Il tappeto è talmente folto che i niomi sembrano camminare in mezzo a una folta vegetazione.

 

MASKLIN (teso)

Attenzione al tappeto, potrebbero esserci nascosti animali pericolosi!

 

Il Priore, Dorcas e Grimma fuoriescono dal tappeto e giungono ai piedi della scrivania.

 

MASKLIN

Aspettate un attimo, vi aiuto io a salire!

 

Sentiamo un tintinnìo metallico.

 

MASKLIN

Ecco fatto. Ora potete salire!

 

Dalla cima dello scrittoio ora pende una catenella fatta con fermagli uniti l’uno all’altro.

 

DORCAS (salendo per primo sulla rudimentale scaletta)

Veramente ingegnoso, i miei complimenti socio!

 

Giunti in cima, i tre cominciano a guardarsi attorno con curiosità.

 

GRIMMA

Come si chiama questo coso su cui ci troviamo adesso?

 

DORCAS

E’ una scrivania. Ce ne sono tante al Reparto Arredamento.

 

GRIMMA

E quella, è una sedia forse?

 

La Mdp segue il ditino di Grimma, il quale indica proprio un’ampia sedia dirigenziale imbottita dietro la scrivania.

 

MASKLIN (pensieroso)

Così grande… sembra sia stata costruita per un essere umano…

 

PRIORE

Può darsi che gli umani vengano qui e si siedano quando F.lli Arnold li convoca per dar loro degli ordini.

 

Masklin si morde un labbro, poco convinto.

 

Ad un tratto l’attenzione del Priore è attirata da una grossa catasta di scartoffie.

 

PRIORE

Dorcas, mi faresti luce per favore?

 

Dorcas accende la sua lucina.

Il Priore comincia a leggere lentamente il foglio in cima alla pila.

 

PRIORE (a voce alta)

“Il Gruppo Arnco comprende la Arnco Edilizia, la United Television, la Arnco Cinemas  Ltd, la Casa Editrice Arnco e la Arnco Retailing”

 

DORCAS (grattandosi la testa)

E cosa vuol dire?

 

PRIORE (eccitato)

Ma non è tutto! A lettere più piccole, forse fatte apposta per noi niomi così piccole, dice anche: “Della Arnco Retailing fanno parte la Bonded Outlets, la Rapida Pulizie Splendor, la Arnco Parking e… e… ?

 

GRIMMA

Che succede, stai per starnutire?

 

PRIORE (tutto d’un fiato)

… e i Grandi Magazzini F.lli Arnold, fondati nel 1905!

 

MASKLIN

L’Emporio!

 

PRIORE (alzando gli occhi al cielo)

Che Santa Occasionissima ci aiuti! Cosa vorrà mai dire tutto questo???

 

Ad un tratto una fortissima luce bianca si accende proprio sopra le loro teste.

Per lo spavento, Dorcas e Grimma si nascondono.

Il Priore se ne sta fermo in ginocchio con le mani giunte.

 

MASKLIN (con una risatina)

Scusate, ma credo di essere stato io… Ho trovato questa specie di levetta e quando l’ho spostata ha fatto “clic”. Mi dispiace.

 

PRIORE (rialzandosi in piedi, con un sospiro di sollievo)

E’ una lampada da tavolo, ecco tutto.

 

DORCAS (spegnendo la sua lucina)

Già. Ci hai fatto venire un colpo!

 

Alla luce forte della lampada, i quattro niomi si riavvicinano alla pila di carte.

 

PRIORE (chinandosi di nuovo sul foglio)

“Avviso al Personale. E’ noto a tutti che, purtroppo, negli ultimi anni, l’andamento finanziario dell’Emporio ha lasciato a desiderare. Questo vecchio edificio, se era adatto al poco frettoloso compratore del Novecento, non è più funzionale nei febbrili anni di quest’inizio ventunesimo secolo…”

 

GRIMMA VFC (borbotta)

Non ci sto capendo niente con questi numeri…

 

PRIORE (continuando)

“Come tutti sappiamo, abbiamo perso sempre più clienti in seguito all’apertura di più moderni punti vendita nella nostra città…”

 

DORCAS (con un filo di voce)

Per tutte le resistenze…

 

PRIORE

“Siamo certi che il nostro dolore per la chiusura dell’Emporio F.lli Arnold verrà mitigato dalla notizia che, a rimpiazzarlo, avremo un nuovo Supermercato Arnco al Centro Commerciale Winston Churchill. Pertanto l’Emporio chiuderà i battenti all’inizio del prossimo anno, dopodiché verrà demolito per far posto a una nuova vastissima area di parcheggio Arnco…”

 

Il Priore non ce la fa più a leggere, stretto da un nodo in gola.

Con un gemito, si prende la testa tra le mani.

 

MASKLIN (con gravità)

Di nuovo quelle parole. “Chiuderà”. “Verrà demolito”.

 

GRIMMA

Cos’è un parcheggio?

 

MASKLIN (prendendo Grimma sottobraccio)

Credo che voglia restare solo per un po’.

 

Dorcas, anch’egli affranto, comincia a ripiegare più volte l’enorme foglio di carta.

 

DORCAS

Sarà meglio portarlo con noi e mostrarlo all’Abate. Potrebbe non crederci, se non…

 

Dorcas ammutolisce. Sia lui, che i due niomi esterni guardano fisso in direzione della porta.

 

Al di là della vetrata si distingue chiaramente una sagoma umana che proviene dal corridoio.

 

GRIMMA (sussurra)

Chi sarà mai?

 

MASKLIN (impugnando la lancia)

Può darsi che sia Prezzi Stracciati.

 

I tre niomi corrono accanto a Gurder, ancora prostrato nel suo dolore.

 

MASKLIN (bisbiglia)

Sta’ arrivando qualcuno! Bisogna calarsi a terra e alla svelta!

 

PRIORE (geme, disperato)

Verrà demolito! Tutto deve scomparire! Si sconta tutto! Liquidazione totale! Siamo condannati!!!

 

MASKLIN

Sì, ma se restiamo qui siamo condannati peggio ancora! Presto, sul pavimento!

 

Dorcas e Grimma prendono il Priore di peso, sotto braccio e lo trascinano giù per la scaletta fatta coi fermagli.

 

Masklin guarda prima la lampada accesa, poi l’ombra umana nel corridoio, ormai giunta alla porta.

 

Con una smorfia, il giovane niomo si nasconde dietro un portapenne.

Dal basso sentiamo, ovattati, i gemiti del Priore e le imprecazioni dei due che lo accompagnano.

 

La porta dell’ufficio si apre lentissima. Sulla soglia compare un umano vestito di blu, con cinturone, pistola e torcia.

 

Proprio con questa, inonda l’ufficio con una luce accecante.

Masklin si nasconde ancora di più.

 

Grimma e Dorcas si gettano a terra col Priore, nascondendosi tra i peli della moquette.

 

Masklin, curioso, si sporge dal suo nascondiglio.

Con lui, vediamo meglio l’umano accanto alla porta.

Notiamo il berretto blu sul capo su cui c’è scritto: SECURITY.

 

La luce della torcia vaga per un po’, illuminando le pareti, la moquette e la sedia.

Si sofferma sulla scrivania.

Masklin si fa ancora più piccolo dietro le biro.

 

Nella moquette, il Priore è scosso da tremore.

 

PRIORE

E’ Prezzi Stracciati! Occasionissime, salvaci tu!

 

L’uomo della Security si ferma e si volta, con espressione perplessa.

Sentiamo un improvviso fragore provenire dal corridoio.

 

L’uomo, per niente sorpreso, si volta ed esce dalla stanza.

Nel corridoio c’è una donna di mezza età che sospinge un rumoroso aspirapolvere.

 

La donna delle pulizie dà un calcio all’aspirapolvere e scambia qualche parola col vigilante.

 

Masklin caccia la testa fuori dal suo nascondiglio e tende le orecchie.

Per lui le parole degli umani sono solo un borbottìo incomprensibile.

 

Senza perder tempo, il piccolo niomo raggiunge il bordo della scrivania e si cala precipitosamente a terra lungo la scaletta di fermagli.

 

In basso, lo attendono Grimma e Dorcas, che con le mani tappano la bocca al Priore Gurder.

 

MASKLIN

Presto, dobbiamo filare via di qui!

 

GRIMMA

Sì, ma cosa ne facciamo di lui?

 

MASKLIN (rivolgendosi con pazienza al Priore spaventato)

Senti. O la smetti di frignare o dobbiamo imbavagliarti.

 

PRIORE

Mmmmh?

 

MASKLIN

Giuri?

 

PRIORE

Mmmh!

 

MASKLIN

Va bene, mollatelo.

 

Il Priore prende fiato a pieni polmoni.

 

PRIORE (sibila, eccitato)

Quella là è Occasionissime!

 

Tutti e tre si voltano a guardare nel corridoio, dove sembra che la donna delle pulizie stia litigando con l’uomo della vigilanza.

 

GRIMMA (con una smorfia)

Che faccio, gli tappo la bocca di nuovo?

 

MASKLIN

No, se non urla. Forse ha bisogno di sfogarsi…

 

PRIORE (roteando gli occhi)

E’ venuta Occasionissime a proteggerci da Prezzi Stracciati! Col suo grande, ruggente Succhia-Anime!!! (poi, corrugando la fronte) Un momento… ma non è un aspirapolvere quel coso?

 

Dorcas annuisce silenzioso.

 

MASKLIN

Se lo dici tu!

 

PRIORE

Sì, lo è! Per tutti gli scontrini, avevo sempre creduto che avesse con sé un aggeggio magico e invece… va in giro con un battitappeto. Ne ho visti tanti al Reparto Elettrodomestici!

 

Nel frattempo non sentiamo più le voci dei due umani. Sentiamo solo dei passi lontani e, di nuovo, il rombo dell’aspirapolvere, che stavolta si allontana.

 

MASKLIN (tagliando corto)

Molto interessante davvero. Ma ora vogliamo filarcela via da qui?

 

Nel frattempo si sente provenire, in filodiffusione:

“Santa Claus is coming to town”, cantata da Frank Sinatra.

 

http://www.youtube.com/watch?v=4upxRAPymFY

 

Il coraggioso niomo esterno corre alla porta e sbircia nel corridoio.

 

Prima uno sguardo a destra: niente, via libera.

Poi uno sguardo a sinistra: niente, corridoio vuoto.

 

Masklin chiama i suoi tre compagni di viaggio con concitati gesti, poi tutti e quattro sgattaiolano di corsa nel corridoio, diretti verso la scala mobile.

 

La Mdp si alza.

Stacco mentre vediamo, da lontano, i quattro piccolissimi niomi che saltano sui gradini della scala semovente.

La musica sfuma lentamente.

 

Primo piano dell’anziano Abate. L’inquadratura si allarga mostrandoci l’anziano religioso a letto, con viso pallido e occhi socchiusi.

 

C’è Nonna Morkie, seduta accanto al suo letto.

 

Ad un tratto la vecchina si volta, sentendo entrare qualcuno nella stanza: sono il Priore e Masklin.

 

NONNA MORKIE (seria)

Non fate rumore. E’ molto malato…

 

PRIORE

Cos’ha?

 

NONNA MORKIE (con delicatezza)

Sta morendo, figliolo.

 

MASKLIN

E di cosa?

 

L’Abate ha gli occhi mezzi aperti, mentre respira affannosamente, tenendo la Cosa stretta tra le mani scheletriche.

 

NONNA MORKIE

Muore perché è rimasto vivo tanto tempo…

 

Il Priore è sconvolto.

 

L’Abate schiude un altro po’ gli occhi e chiama a sé Masklin con un gesto della mano.

 

ABATE (accostando la bocca all’orecchio di Masklin)

Una donna impareggiabile, vostra Nonna, piena di grandi qualità. Ma ti prego, mandala via prima che mi dia qualche altro orribile intruglio…

 

Masklin annuisce.

 

MASKLIN (a Nonna Morkie)

Vuole fare due chiacchiere con noi, da soli.

 

La vecchia nioma annuisce ed esce dalla stanza.

 

NONNA MORKIE VFC (stentorea)

Preparate un altro decotto d’erba gatta!

PRIORE (inginocchiandosi accanto al letto)

Non state per morire, vero Monsignore?

 

ABATE

Certo che sì. E’ la sorte di tutto ciò che vive. Avete visto F.lli Arnold?

 

PRIORE (teso)

Ecco… sì, Eminenza… abbiamo trovato una Scrittura di F.lli Arnold…

 

Masklin tira fuori da sotto le sue vesti il foglio di carta, ripiegato più e più volte.

 

PRIORE (scuro in viso)

E’ tutto vero purtroppo, l’Emporio verrà demolito. Così dice questa Carta.

Sarà la fine di ogni cosa. Cosa dobbiamo fare?

 

ABATE (senza nemmeno guardare il foglio srotolato da Masklin)

Dovete andarvene!

 

Il Priore è scioccato.

 

ABATE (a Masklin)

Giovanotto, questa tua scatoletta mi ha detto molte cose. L’Emporio è molto più grande di quanto pensassi. C’è una stanza dove tengono le stelle… non le stelle appese al soffitto durante le Offerte di Natale ma stelle di altro tipo, a migliaia e migliaia. E quella stanza si chiama Universo.

 

Masklin lo ascolta affascinato.

 

ABATE (con un filo di voce)

Un tempo noi ci abitavamo. Apparteneva a noi quasi tutto, era la nostra patria. Non vivevamo sotto i pavimenti, in casa altrui. Io… io credo che F.lli Arnold ci ordini di tornare fra le stelle. A casa nostra.

 

A questo punto, la mano dell’Abate afferra con forza il braccio destro di Masklin.

 

ABATE

Non hai una gran cultura, ma hai la stoffa del vero capo.

Riportali a casa. Porta tutti i niomi dell’Emporio nella loro vera casa!

 

Ciò detto, l’Abate si accascia lentamente sui guanciali e chiude gli occhi.

 

PRIORE

Andar via dall’Emporio? Andarcene tutti quanti… ma per andare dove?

A sentire Masklin fuori tira il vento, si soffre la fame e cade l’acqua dall’alto!

Monsignore? Monsignore??

 

Nessuna risposta da parte dell’Abate.

 

Nonna Morkie fa capolino alle spalle dei due, si avvicina al letto e tasta il polso del vecchio Abate.

 

PRIORE VFC

Mi sente?

 

NONNA MORKIE (triste)

Può darsi. Ma non ti potrà rispondere perché è morto.

 

PRIORE VFC (sbigottito)

Ma… si sbaglia…non può morire lui… è sempre stato tra noi… Monsignore!

 

Masklin prende la Cosa dalle mani dell’Abate.

 

MASKLIN

Cosa!

 

LA COSA
Ti sento.

 

MASKLIN

L’Abate è morto?

 

LA COSA
Non capto funzioni vitali.

 

MASKLIN

Sarebbe a dire?

 

LA COSA

Sarebbe a dire: Sì, è morto.

 

MASKLIN (triste e pensieroso)

Oh. Credevo che per morire bisognasse essere prima sbranati o schiacciati. Non sapevo che si muore anche così…

 

La Mdp si allontana dalla scena con un lento movimento all’indietro.

Stacco.

 

Campo lungo su un grosso prato palesemente artificiale, affollatissimo di niomi vestiti di scuro.

 

La Mdp si abbassa fino a inquadrare la minuscola bara dell’Abate.

Ci sono tanti sacerdoti accanto che non riescono a trattenere le lacrime.

 

Il Priore Gurder, in piedi, sta pronunciando la sua orazione.

 

PRIORE

… Poiché tu hai voluto, F.lli Arnold, portare con Te il nostro fratello Abate Tharkun nel tuo Grande Reparto lassù in alto, ove perenne verdeggia il Prato Sintetico e arde, inestinguibile, il fuoco del Barbecue a carbonella…

 

In mezzo alla folla notiamo niomi di tutte le età e di tutti i Reparti dell’Emporio.

 

Tra di essi, lievemente in disparte, ci sono Masklin e gli altri niomi esterni, anch’essi scuri in viso.

 

Vediamo alcuni niomi in divisa,ordinatamente in fila, rispondere ad alcuni ordinativi e scattare poi sull’attenti davanti all’enorme statuina di un nano da giardino.

 

La Mdp si sofferma su Nonna Morkie, che si soffia rumorosamente il naso accanto a Dorcas.

 

NONNA MORKIE (curiosa, a Dorcas)

Che ne farete del corpo, dopo il funerale?

 

DORCAS
La bara sarà portata via, giù in cantina dove c’è l’inceneritore.

 

Nonna Morkie reagisce un po’ disgustata.

 

DORCAS

Perché, voi cosa ne fate?

 

NONNA MORKIE (con naturalezza)

Oh, noi non ci facciamo proprio nulla! Li lasciamo tranquilli dove sono, nella pancia del tasso o della volpe che se l’è pappato!

 

Adesso è Dorcas quello sconvolto.

 

Campo lungo sull’intero corteo funebre. Stacco.

 

PRIORE VFC (ansioso)

Dev’esserci un errore!

 

Ritroviamo il Priore Gurder che, agitato, passeggia avanti e indietro lungo uno stretto corridoio.

Masklin lo osserva da una certa distanza.

 

PRIORE (ad alta voce)

Perché io? Non ho mai voluto comandare nessuno! Dev’esserci un errore nelle ultime volontà dell’Abate… non posso prendere proprio io il suo posto!

 

MASKLIN (sicuro)

Perché pensi si sia trattato di un errore? L’Abate non si fidava di nessun altro più di te, altrimenti mi spieghi perché avrebbe mandato proprio te, al suo posto, su da F.lli Arnold?

 

Alle parole di Masklin il Priore si ferma, pensieroso.

 

Sentiamo provenire un forte brusìo.

Con uno stacco vediamo che, accanto a dove sono Masklin e il Priore, c’è una grande sala a emiciclo con tanti niomi eleganti seduti sui propri seggi.

 

MASKLIN (persuasivo)

Avanti, Gurder. Esci lì fuori e accetta quello che già tutti ormai danno per cosa fatta.

Non è questo il momento delle incertezze: ricordati le ultime parole dell’Abate.

 

Il Priore (che d’ora in poi per comodità chiameremo GURDER) sembra scuotersi dai suoi pensieri.

 

GURDER (con determinazione)

E sia.

 

Masklin annuisce sorridente, prima di tornare nuovamente serio.

 

MASKLIN

Poi penso anche che sia il caso di approfittare della circostanza… del fatto che i capi dei Reparti sono tutti qui riuniti, per parlare loro di ciò che ci attende.

 

Gurder si volta a guardare Masklin, pallido in viso.

 

GURDER

Dici?

 

MASKLIN

Dico.

 

GURDER

Hai un piano tu, scommetto…

 

MASKLIN

Sì, più o meno.

 

Gurder fissa di nuovo Masklin, poi prende un lungo respiro ed entra nella stanza a emiciclo.

Il brusìo in sottofondo aumenta.

 

Rimasto solo, Masklin prende la Cosa tra le mani.

 

MASKLIN

Hai idea di cosa dobbiamo fare adesso?

 

Dettaglio della Cosa, lucente e silenziosa.

 

MASKLIN

Il Priore Gurder ha ragione, questi niomi dell’Emporio sono troppo divisi e litigiosi: non si decideranno mai a unire le forze e ad abbandonare questo posto dove si sta belli caldi e si mangia a sazietà. Dimmi, Cosa, cosa gli vado a dire? Che debbono lasciarsi tutto questo ben di Arnold alle spalle e partire per l’ignoto?

 

La Mdp zooma sulla Cosa.

 

Con uno stacco veloce, vediamo Gurder al centro della sala ad emiciclo.

A lui si affianca Masklin, emozionato.

 

GURDER

Signori Capi dei Reparti dell’Emporio, adesso lascio la parola a questo Amico Esterno!

 

Masklin fa un passo avanti.

Attraverso la sua soggettiva vediamo i volti di alcuni niomi elegantissimi.

All’annuncio del religioso alcuni hanno reagito con collera, altri ancora con totale indifferenza.

 

Tra i Capi, notiamo Lord Syd dè Camiceri.

 

LORD SYD (saltando in piedi)

E’ un Esterno: perché mai dovremmo dargli ascolto?

 

Si leva un forte brusìo di approvazione.

Notiamo anche la presenza del giovane Angalo, seduto accanto a suo padre.

 

Primo piano dell’impaurito Masklin.

 

GURDER (intervenendo)

Poiché così voleva il vecchio Abate e così voglio anche io.

 

Molti niomi nell’uditorio la smettono di protestare, mugugnando.

Lord Syd si rimette a sedere, indignato.

 

Gurder fa l’occhiolino a Masklin.

Particolare ravvicinato della manina di Masklin che accarezza lentamente la Cosa, nascosta in un sacchetto.

 

MASKLIN (con voce forte)

Fra diciannove giorni l’Emporio sarà demolito, cioè distrutto.

Il vecchio Abate ne ha avuto la prova, da una spedizione apposita guidata dal nuovo Abate Gurder fin nell’Ufficio di F.lli Arnold, su in Direzione!

 

La notizia è talmente shockante che nessuno parla più.

C’è un silenzio totale, durante il quale Masklin ne approfitta per estrarre, tutto piegato, il foglio preso dalla Direzione Generale.

 

MASKLIN

Io non so leggere, ma provvederà l’Abate Gurder a chiarirvi tutto.

La distruzione dell’Emporio è purtroppo una cosa vera e non è lontana, ma io ho… un piano!

 

Soltanto ora notiamo, tra la folla, lievemente in disparte il gruppetto dei niomi di Masklin.

Accanto a loro c’è anche Dorcas l’inventore.

Grimma, Nonna Morkie e Torrit fissano Masklin tutti orgogliosi.

 

MASKLIN (con tono da consumato oratore)

Non comportiamoci come le formiche che scappano qua e là, in disordine, da un formicaio distrutto, bensì agiamo da niomi liberi e coraggiosi, secondo un piano prestabilito!

 

VOCE TRA LA FOLLA N. 1

Non si capisce nulla di quello che dice!

 

VOCE TRA LA FOLLA N.2

Cosa sono le formiche?

 

VOCE TRA LA FOLLA N. 3

E cosa è un formicaio?

 

MASKLIN (con un sospiro)

E va bene, diciamo… topi che scappano dalla loro tana!

 

Si leva un brusìo di approvazione.

 

MASKLIN (riprendendo enfasi)

Lasceremo l’Emporio prima della distruzione totale, portando con noi tutte le cose di cui avremo bisogno per cominciare una nuova vita fuori di qui…e per fuori non intendo in un altro Emporio, bensì sotto il cielo stellato! Vengano con noi tutti i niomi, giovani e vecchi, e portiamoci appresso tutto il cibo e i materiali e le informazioni utili per un nuovo inizio!

 

Gurder fissa Masklin con sorpresa e trasporto.

 

VOCE TRA LA FOLLA

Tutto?

 

MASKLIN

Tutto.

 

LORD SYD (sbraita)

Ma non ce la faremo mai !

 

MASKLIN (in primo piano)

Sì che si può, se rubiamo… un camion!

 

Silenzio di tomba.

 

Primo piano del giovane Angalo, improvvisamente eccitato all’idea.

 

Dall’uditorio si alza un niomo magro coi baffetti.

 

NIOMO COI BAFFETTI (schifato)

E tu vorresti farci salire su quei grossi affari puzzolenti con le ruote sotto?

 

Masklin si gira verso Gurder.

 

GURDER (sussurra)

E’ il Conte di Ferramenta.

 

MASKLIN (sorridente e sicuro di sé)

Proprio questo sto dicendo, signor Conte.

 

LORD SYD (interviene con veemenza)

Quel niomo è matto da legare! Anche se l’Emporio fosse in pericolo, la sua trovata sarebbe ugualmente assurda, destinata a un sicuro fallimento!

 

Altro forte brusìo di approvazione.

 

MASKLIN

Su un camion, vedete, c’è spazio per tutti noi! E possiamo caricarci anche le nostre cose più importanti, tra cui i libri che ho sentito dire contengano tutta la conoscenza di cui avremo bisogno!

 

La Mdp ci mostra Dorcas, che annuisce pieno di approvazione.

 

LORD SYD (sprezzante)

Costui dà fiato alla bocca e muove la lingua, ma non ne viene fuori niente di sensato!

 

All’improvviso prende la parola una nioma alta e grassoccia.

 

GURDER VFC (spiega a Masklin)

Quella è la Baronessa Morta Della, Reparto Alimentari.

 

BARONESSA MORTA DELLA (con voce melliflua)

Senza offesa per nessuno, ma ho sentito dire che vi sono altri Empori, oltre a questo.

Voglio dire… da qualche parte dovevamo pur abitare prima che F.lli Arnold costruisse questo Emporio, nel 1905. Insomma, dove vivevamo noialtri nel 1904? Senza offesa per nessuno, eh!

 

LORD SYD (alzandosi, furioso)

Qua diamo i numeri! Non intendo ascoltare altre sciocchezze!

 

Detto questo, Lord Syd si gira ed esce precipitosamente dalla sala.

 

CONTE FERRAMENTA (salta in piedi)

Ah, finalmente si respira senza una certa persona! Và avanti, giovanotto!

 

MASKLIN (rispondendo alla Baronessa)

Non sto proponendo di trasferirci in un altro Emporio. Ma di vivere liberi, all’aria aperta!

 

Dopo il gran baccano, silenzio assoluto per qualche istante.

 

MASKLIN (con un sospiro)

Ho già detto tutto, più o meno. Non posso fare altri programmi finchè non ne saprò di più su tante cose. Per esempio: voi Ferramenta sapete fare l’elettricità? Voglio dire, non rubarla all’Emporio, ma produrla?

 

CONTE FERRAMENTA (diffidente)

Mi chiedi di rivelarti segreti di Reparto?

 

GURDER (intervenendo con fermezza)

Eccellenza, se dobbiamo compiere questo passo disperato, è indispensabile aprirci gli uni agli altri e mettere in comune le nostre conoscenze.

 

MASKLIN (guardando Gurder con riconoscenza)

E’ vero.

 

GURDER

Verissimo: dobbiamo tutti agire per il bene di tutti i niomi dell’Emporio!

 

MASKLIN

Ben detto. Per questo stesso motivo i Cancellieri , da parte loro, insegneranno a tutti i niomi che ne facciano richiesta… a leggere.

 

Segue una pausa.

 

GURDER (sorpreso)

A leggere?

 

MASKLIN (scambiando un’occhiata complice con Grimma)

Anche alle donne.

 

Gurder è paonazzo, completamente preso alla sprovvista.

 

La Baronessa Morta Della sorride.

 

MASKLIN

I Cancellieri custodiscono libri d’ogni sorta… e qualsiasi cosa vogliamo fare c’è un libro che insegna a farlo. Ma avremo bisogno di tanti niomi in grado di leggere per tirar fuori dai libri le informazioni che ci occorrono.

 

CONTE FERRAMENTA (in una grassa risata)

Credo che il nostro nuovo Abate abbia bisogno di bere un po’ d’acqua! Mi pare sopraffatto da questo nuovo spirito di collaborazione!

 

GURDER (con un filo di voce)

E va bene…

 

BARONESSA MORTA DELLA (a Masklin)

Giovinotto, quel che dite sarà pur vero, ma esiste, tra quei preziosi libri un manuale che insegna a guidare un camion?

 

Masklin annuisce. A quel punto vediamo farsi avanti Dorcas, trascinando un libro sulla cui copertina c’è disegnata un’auto.

 

MASKLIN (mostrando il libro)

Guardate questo libro. Sopra ci sono scritte delle parole, che ho imparato a leggere. Dicono…

(scandendole piano) “… Codice… della… Strada…”

 

Gurder annuisce silenziosamente.

Un po’ tutti i niomi presenti sembrano colpiti nel vedere leggere uno di loro che non sia un Cancelliere.

 

CONTE FERRAMENTA (scettico)

E quel libro insegnerebbe a guidare?

 

DORCAS (intervenendo)

Esatto. Il Codice, insieme a una maggiore conoscenza pratica dei camion dell’Autorimessa, ci insegnerà a guidare. Non può essere molto difficile, altrimenti gli umani non saprebbero farlo.

 

Su questo punto, i niomi presenti sembrano tutti concordi, perché si leva un brusìo di consenso.

 

CONTE FERRAMENTA (collaborante, a Masklin)

Molto interessante. Posso sapere che cosa vorresti da noi, adesso?

 

MASKLIN (con semplicità)

Gente. Quanti più niomi potete assegnarci. Specie quelli di cui non potreste fare a meno.

 

La Mdp stacca sul primo piano del determinato Masklin.

 

Sullo stesso primo piano, vediamo ora Masklin dopo la riunione con i Capi di tutti i Reparti

 

GURDER VFC (un po’ alterato)

Leggere! Ti pare giusto mettere quest’arte a disposizione di ogni niomo? Perché non gli insegniamo pure a scrivere già che ci siamo??

 

L’inquadratura si allarga, mostrandoci il giovane niomo esterno in privato con Grimma e Gurder.

 

MASKLIN

Lo faremo, in seguito, lo faremo.

 

GURDER (alzando la voce)

Cosa?? Perché, in nome di Fratelli Arnold, non hai chiesto prima il permesso a me?

 

MASKLIN

Me l’avresti dato?

 

GURDER

No.

 

MASKLIN (con un sorrisino)

Ecco perché.

 

GURDER (sedendosi su un guscio di noce)

D’accordo. Tanto, oramai, non posso più proibirlo. L’ho promesso davanti a tutti!

 

MASKLIN (positivo)

Appunto, smettila di darti pena. Pensiamo piuttosto a dove cominciare. Ci han dato venti niomi: sono pochini, ma basteranno per cominciare . Se ne aggregheranno poi altri, via via. A tutti bisognerà insegnare a leggere. Ai cinque più bravi si insegnerà poi come insegnare ad altri, e così via.

 

Gurder annuisce pensieroso.

 

GRIMMA (stupita)

Come ci sei arrivato? E come sei riuscito a dire tutte quelle… cose, prima?

 

MASKLIN (con candore)

Mi ha suggerito tutto la Cosa!

 

La Mdp stringe sulla Cosa, che se ne sta silenziosa su un tavolino.

 

MASKLIN (a Gurder)

Quando puoi cominciare?

 

GURDER

Io?

 

MASKLIN

Sì, tu. Non sei forse il più bravo di tutti a leggere?

 

GURDER (titubante)

Sì, certo, ma…

 

MASKLIN (determinato)

Benissimo! Comincerai con me e Grimma: dobbiamo imparare in fretta perché c’è da capire al più presto tutto quello che c’è da sapere su camion, elettricità, cibo e tanto altro!

 

Grimma annuisce soddisfatta, quand’ecco che sentiamo bussare alla porta.

 

Gurder si alza in fretta dal guscio di noce, assumendo un’espressione altera.

Vediamo il viso emozionato di Angalo far capolino dalla porta socchiusa.

 

ANGALO

Mi unisco ai venti volontari: voglio che m’insegnate a leggere!

 

Masklin lo accoglie con un largo sorriso.

 

GURDER

Ne è sicuro, giovane Angalo? Suo padre Lord Syd è contrario al nostro progetto…

 

ANGALO (tutto eccitato)

Mai stato più sicuro in vita mia, Eminenza! I camion sono la mia passione e per questo voglio imparare a leggere! Voglio salirci sopra, guidarli fuori da questo posto e vedere il mondo esterno e le sue meraviglie!!!

 

Masklin e Grimma scoppiano a ridere, contagiati da tanto entusiasmo.

 

GURDER (severo)

Calma, calma, giovanotto, non ti sembra di correre troppo?

 

ANGALO (a voce alta)

Correre? Non ho mai sognato altro in vita mia!

 

Stacco.

 

Comincia una sequenza accompagnata dal tema de “Il Ponte sul fiume Kway”.

http://www.youtube.com/watch?v=aSB27WZFYXs

 

La sequenza inizia con i venti niomi volontari tutti in fila come tanti soldati, passati in rassegna da Masklin e dall’Abate Gurder. La fila di volontari si chiude con l’immancabile Angalo.

 

Con alcune dissolvenze incrociate vediamo i volontari durante il loro faticoso “addestramento”.

La Mdp vola alto sulle loro teste mentre uno alla volta, in fila, si cimentano nella lettura di un grosso librone.

 

L’Abate Gurder li segue con aria severa, dando a qualcuno di loro meno bravo una bacchettata sulla testa.

 

Poi vediamo lo stesso Masklin, con Grimma, alle prese con la lettura del Codice della Strada. Stacco.

 

Assistiamo a una nuova lezione di lettura di Gurder: i niomi volontari sembrano essere raddoppiati e, più in disparte, c’è Grimma che, sicura di sé, dà lezioni di lettura a giovanissimi niomi.

 

Stacco su una lavagna, sulla quale Dorcas sta spiegando le addizioni. Sotto l’addizione 2+2 un giovane niomo scrive 5. Dorcas scoppia a ridere, prima di correggerlo con un cancellino.

 

Vediamo Nonna Morkie che distribuisce a tutti i niomi arruolati una scodellina con della roba brodosa. Qualcuno la annusa nauseato.

 

La sequenza si conclude col giovane Angalo, che si esercita, tutto solo, nella lettura di un libro di scuola guida con grosse illustrazioni di camion. Il giovane niomo non sembra molto ferrato nella lettura, tuttavia prosegue con tenacia. Pian piano lo vediamo mentre si appisola e infine s’addormenta. Masklin gli passa accanto, sorride bonario, poi spegne le lucine da albero di Natale che illuminano la stanza.

 

Fine della musica.

Dissolvenza in nero.

 

Dissolvenza in apertura. Campo lungo sull’autorimessa dei camion.

C’è silenzio. Il grosso garage è illuminato fiocamente da pochi neon alle pareti.

 

La Mdp zooma lentamente su un punto preciso di una delle travi del soffitto.

Su di essa ci sono Masklin, Angalo, Dorcas e altri due niomi volontari.

 

Proprio sotto di loro c’è un grosso camion di colore rosso con la scritta “F.lli Arnold”.

 

MASKLIN (teso)

Ecco… ci troviamo proprio sopra la parte sporgente dove siede il guidatore…

 

ANGALO (con competenza)

La cabina di guida.

 

Masklin annuisce, con un sorriso. Poi guarda Angalo con preoccupazione.

 

MASKLIN

Sei proprio sicuro di volerlo fare? Potrebbe essere pericoloso…

 

ANGALO

Sicurissimo. “Bisogna unire la pratica alla teoria”, l’abbiam letto ieri sul Codice della Strada, no?

Guardare da vicino è l’unico modo per imparare davvero l’uso di questa fantastica invenzione, Masklin!

 

Masklin annuisce mentre, con l’ausilio degli altri niomi, aiuta Angalo ad imbracarsi.

 

ANGALO (ripetendo tra sé)

Leva del cambio. Volante. Motorino d’avviamento. Prima, seconda, terza, quarta, quinta marcia. Folle. Marcia Indietro. (poi, rialzando gli occhi su Masklin) Sono pronto!

 

MASKLIN

Ti ricordo che potrebbero non aver lasciato i finestrini aperti. Quindi, se trovi chiuso, dà uno strattone alla corda e ti tiriamo su, capito?

 

ANGALO (scattando sull’attenti)

Signorsì!

 

Masklin scuote lentamente la testa.

 

MASKLIN

Ti sei portato dietro qualcosa da mangiare?

 

ANGALO (indicando il pacchetto appeso alla cintura)

Sì. E anche il taccuino. Sono pronto. Dài, gas!

 

MASKLIN

Che??

 

ANGALO

Significa “si parte”, in camionese!

 

MASKLIN (perplesso)

Bisogna sapere tutte ‘ste cose, per guidarlo?

 

ANGALO (stringendosi nelle spalle)

Più ne sai, meglio è.

 

DORCAS

Molto bene. (poi, agli altri due niomi) Pronti a calarlo, ragazzi?

 

I due niomi annuiscono. Angalo si sporge dalla trave e loro cominciano a calarlo lentamente.

 

DORCAS

Che Fratelli Arnold ti accompagni, Angalo!

 

Vediamo Angalo scendere sempre più, fino a diventare una minuscola macchiolina scura.

Poi la corda si ferma, con un forte strattone di Angalo.

 

ANGALO VFC

Se dovesse succedermi qualcosa, che nessuno mangi Bobo!

 

MASKLIN (sporgendosi giù)

Non preoccuparti: tornerai sano e salvo!

 

ANGALO (piccolissimo, in basso)

Sì, lo so. Ma, se non tornassi, affidate Bobo a una buona famiglia!

 

MASKLIN (rassicurante)

D’accordo! A una famiglia che non mangia topi, ok!

 

I due niomi ricominciano a calare Angalo.

Rivendiamo il giovane niomo mentre mette piede sul tetto della cabina.

Qui si libera dalla corda e si dirige con decisione verso il bordo, dove il finestrino è fortunatamente aperto.

 

MASKLIN (con sollievo)

E’ arrivato.

 

Vediamo Angalo calarsi sul finestrino e qui infilarsi nella stretta fessura, fino a sparire dalla nostra vista.

 

MASKLIN (senza riuscire a nascondere la preoccupazione)

Ritirate su la corda. La lasceremo qui, nel caso… Voglio dire, quando ritorna.

 

DORCAS

Quando sarà il momento di lasciare l’Emporio sarà una gran bella fatica calare giù tutti quanti in questo modo…

 

MASKLIN (annuendo)

Lo so. Bisognerà trovare un modo migliore.

 

Detto questo, Masklin getta un’ultima occhiata giù al camion dove è salito Angalo.

Poi si allontana, seguito da Dorcas e dagli altri due niomi.

 

DORCAS VFC (pensieroso)

C’è uno scalino sotto lo sportello del guidatore. Se si potesse, da lì, agganciare una corda alla maniglia…

 

MASKLIN VFC (con fatalismo)

E’ troppo in alto! Quel che è un piccolo passo per un uomo, è un balzo da gigante per un niomo.

 

Stacco sulla cordicella che, dalla trave, è rimasta un po’ penzolante nel vuoto.

 

Masklin sta percorrendo solo una stradina scura. Appare pensieroso e preoccupato, quand’ecco che si ferma davanti alla porticina intagliata in una vecchia scatola di scarpe.

 

Sta per entrarvi quando sente qualcuno dietro di sé.

 

Masklin si volta: ad attenderlo c’è una piccola delegazione di niomi volontari, capitanata da un niomo piccolo e magro coi capelli rossi.

 

MASKLIN (un po’ scocciato)

Cosa c’è Pimmie? Qualcun’altra delle tue illuminanti scoperte?

 

PIMMIE (entusiasta)

L’ho trovato, Masklin!

MASKLIN (con un sospiro)

Cos’avevi perso?

 

PIMMIE

No, voglio dire che ho trovato un modo per usare al camion!

 

MASKLIN

Avanti, sentiamo.

 

PIMMIE

Costringeremo un umano a guidarlo per noi!

 

MASKLIN (sospirando di nuovo)

Ci abbiamo già pensato, ma è un progetto irrealizzabile. Se ci mostrassimo a un umano…

 

PIMMIE (lo interrompe, frenetico)

Niente paura invece! Farà tutto quello che gli diremo di fare. Perché, ti chiederai?

Eh eh, questa è bella. Perché avremo una pispola!

 

MASKLIN (ripete, a bassa voce)

Una pispola…

 

PIMMIE (ancora più eccitato)

Proprio così! C’è nel libro che sto appena leggendo: Sequestro di persona a quota 10.000 piedi!

 

MASKLIN (grattandosi la testa)

Ha a che fare con un gran mucchio di scarpe, per caso?

 

PIMMIE

No, no, macchè! Ci occorre una pispola. La dovremo puntare sull’umano e dirgli: “Portaci dove ti diremo noi sennò facciamo cantare questa pispola!”.

 

MASKLIN (tagliando corto)

Ok, ho capito. Magnifica idea, bravo. Ci penseremo su, molto interessante.

 

PIMMIE (saltellando ora su un piede ora sull’altro)

Sono bravo, vero?

 

MASKLIN

Sì, bravissimo. Solo ti consiglierei di leggere qualcosa di più… pratico.

 

Masklin fa un occhiolino d’intesa a Pimmie, poi entra in fretta nella scatola.

Ne chiude la porticina e vi si appoggia contro.

 

MASKLIN

Cosa!

 

LA COSA VFC

Ti ascolto, Masklin.

 

La Mdp ci mostra la Cosa, poggiata su una scatolina di fiammiferi vuota.

 

MASKLIN

Cos’è una pispola?

 

LA COSA

Pispola: uccello dei Motacillidi simile all’allodola, con piumaggio bruno o fulvo superiormente, grigiastro inferiormente, macchiettato di nero.

 

MASKLIN (deluso)

Oh. E ci si può minacciare qualcuno?

 

LA COSA

No.

 

Masklin sbuffa, poi si accascia pesantemente sulla scatolina di fiammiferi.

 

MASKLIN (un po’ sfiduciato)

Vedi, non sappiamo come andar via e neanche dove, a pensarci bene! Bisogna trovare un posto sicuro, lontano dagli umani, ma neanche troppo lontano da raggiungere…

 

LA COSA
Devi procurarti un atlante o una mappa.

 

MASKLIN

Che aspetto hanno?

 

LA COSA

Sulla copertina c’è scritta la parola “atlante” o “mappa” o “carta geografica”.

 

MASKLIN (sbadigliando)

Dirò all’Abate di organizzare una ricerca.

 

LA COSA

Hai bisogno di dormire.

 

MASKLIN

Tu invece non dormi mai.

 

LA COSA

Per me è diverso.

 

MASKLIN (con un sospiro)

Dobbiamo trovare una via d’uscita… non possiamo minacciare un umano con un uccello! Il guaio è che qui tutti pensano che io abbia la soluzione, ma io invece non so affatto come andarcene via di qui! Sappiamo quello che occorre ma non saremo mai in grado di caricare tutti e tutto su un camion nel giro di una notte! Io davvero non so come faremo… oh, se solo fossimo più grandi: tutto è così facile, quando sei di taglia umana!

 

La Mdp stringe sulla Cosa, che se ne sta silenziosa al fianco di Masklin.

 

Inquadratura dall’alto della scatola di scarpe che fa da casa a Masklin.

Il niomo si chiude dentro la sua scatolina di fiammiferi e si gira su un fianco, chiudendo gli occhi. Stacco.

 

La Mdp è puntata su due niomi che stanno di vedetta dalla trave sopra il garage.

Sono entrambi niomi balocchesi coi capelli tinti di verde. Hanno installato sulla trave un piccolo cannocchiale di plastica prelevato dal Reparto Giocattoli e con questo tengono d’occhio il viavai di camion dall’autorimessa.

 

Alle loro spalle c’è Dorcas. Uno dei due niomi gli fa posto.

Primo piano di Dorcas, che accosta l’occhio destro al cannocchiale.

 

Con una soggettiva mediante il cannocchiale vediamo la grande porta di metallo dell’autorimessa, che si apre azionata da un bottone rosso, pigiato all’occorrenza da un robusto camionista.

 

DORCAS VFC

Questa è un’altra delle cose che dovremo risolvere: la porta dell’autorimessa è sollevata da un pulsante rosso posto a un’altezza che è cinquanta volte la nostra statura.

 

Con uno stacco ritroviamo Dorcas in piedi dinanzi a Masklin.

Il giovane niomo esterno accoglie la notizia con una smorfia di disappunto.

 

Quand’ecco che entra l’Abate Gurder, con un libricino in mano.

 

GURDER

Masklin, ecco la tua mappa! E’ stata facile trovarla, ne abbiamo un sacco ogni anno.

 

MASKLIN (decifrando lentamente la scritta sulla copertina)

Agenda tascabile…

 

GURDER (aprendo l’agenda all’ultima pagina)

Ecco quello che cercavi. Guarda.

 

Masklin dà una sbirciata. Davanti a lui c’è una piccola mappa del mondo molto ridotta.

 

MASKLIN (titubante)

Beh, sì potrà tornarci utile penso. Bravo. Ma… dove ci troviamo esattamente, noi?

 

GURDER (con ovvietà)

L’Emporio è nel mezzo, è logico!

 

Masklin annuisce, poco convinto.

 

Con uno stacco ritorniamo sulla trave del garage, dove i niomi balocchesi sono di vedetta, in compagnia di Dorcas. Vediamo il niomo inventore scuotere la testa con preoccupazione.

Nel frattempo vediamo sopraggiungere Masklin, tutto trafelato.

 

DORCAS (a Masklin)

Il camion è tornato, ma di Angalo non c’è traccia. Abbiamo anche mandato giù uno dei nostri, in perlustrazione, ma niente…

 

MASKLIN (teso)

Siete entrati dentro a vedere? E, soprattutto: sei sicuro che fosse il nostro camion?

 

DORCAS

Sì, sono sicuro: mi ero segnato quei numeri dietro… ma non siamo entrati dentro a vedere perché sportelli e finestrino erano completamente chiusi!

 

Masklin annuisce, scuro in viso.

 

MASKLIN (determinato)

Capisco. Ma devo andare subito a vedere, potrebbe essere lì dentro, ferito!

 

Detto questo, afferra in fretta la corda e comincia a calarsi giù nel parcheggio.

Con una inquadratura dall’alto lo vediamo scendere velocemente lungo la cordicella sottile come un filo di spago.

 

Vediamo Masklin, che atterra sul pavimento. Lo vediamo dribblare un chewing gum e un paio di mozziconi di sigaretta e poi infilarsi sotto il camion, tra tubi e cavi.

 

Nella penombra vediamo Masklin aggrapparsi a questi tubi finchè non trova un buco, dove s’infilano questi tubi e fili. Con difficoltà, il niomo riesce ad infilarcisi, riuscendo a spuntare dentro l’abitacolo, in mezzo a due grossi pedali sporchi di unto.

 

Masklin si da’ una sistemata e alza la testa, timoroso.

Sopra di lui c’è un’enorme cerchio che è lo sterzo, di fronte c’è il sedile del guidatore.

 

MASKLIN (guardandosi attorno)

Angalo! Angalo!!

 

Il niomo cerca e rovista qua e là finchè non nota qualcosa, poco dietro la leva del cambio.

 

Vediamo Masklin mentre si precipita a raccogliere una piccolissima giacca a misura di niomo.

 

MASKLIN (preoccupatissimo)

Angalo!

 

Con uno stacco ritroviamo Masklin col fiatone, in cima alla trave, con la giacca di Angalo tra le mani.

 

Dorcas e gli altri lo fissano con costernazione.

 

MASKLIN (scuotendo la testa)

… L’Esterno è pieno di pericoli, d’accordo, ma sarebbe stato perfettamente al sicuro,se fosse rimasto all’interno del camion! Gliel’avevo detto io di non avventurarsi…

 

Dorcas e gli altri sono pallidi in viso, mentre guardano qualcosa alle spalle di Masklin.

Masklin si volta, ritrovandosi di fronte Lord Syd dè Camiceri e le sue guardie armate.

 

Il padre di Angalo allunga una mano senza dir niente.

Masklin gli consegna la giacca.

Tutto intorno a loro c’è un silenzio assoluto.

 

LORD SYD (girando e rigirando la giacca)

Gli avevo proibito di andare. Gli avevo detto che era pericoloso. Sciocco, da parte mia, perché non ho fatto altro che rafforzare la sua decisione…

 

Masklin abbassa la testa.

 

LORD SYD (scuro in viso)

Mio figlio è ancora vivo?

 

MASKLIN

Lo spero. Non abbiamo prove in contrario.

 

Lord Syd annuisce lentamente.

 

LORD SYD (guardando giù)

E così, sono quelli gli affari che escono fuori?

 

MASKLIN

Sì. Sono quelli i camion.

 

Vediamo Lord Syd deglutire a vuoto.

 

LORD SYD (con calma)

Ho sempre creduto che l’Esterno non esistesse. Ma mio figlio la pensava diversamente…

(poi, abbassando la testa) Tu ritieni che sia necessario lasciare l’Emporio al più presto.

Ebbene, uscendo fuori rivedrei mio figlio, allora?

 

MASKLIN (guardandolo dritto negli occhi)

Sì, è possibile.

 

LORD SYD (inespressivo)

Molto bene. Di che hai bisogno?

 

MASKLIN (a bocca aperta)

Cosa?

 

LORD SYD

Ho detto: cosa ti occorre per far andare il camion all’Esterno?

 

Preso alla sprovvista, Masklin si volta a guardare Dorcas e gli altri niomi dietro di lui.

 

MASKLIN

Beh… ecco… per il momento c’è bisogno di gente che…

 

LORD SYD

Quanti?

 

MASKLIN

Una cinquantina… ?

 

LORD SYD (tagliando corto)

Li avrai.

 

MASKLIN

Grazie, Eccellenza. Io… farò del mio meglio…

 

LORD SYD (severo)

Devi riuscirci!

 

Detto questo, Lord Syd gira sui tacchi e si allontana a passo svelto.

 

Masklin si volta nuovamente a guardare Dorcas.

Primo piano delle loro espressioni stupite. Stacco.

 

Campo lungo sulla sala lettura, dove i niomi sono soliti esercitarsi nel leggere sotto la guida di Gurder.

 

La sala è immersa nella penombra e ci appare deserta.

La Mdp avanza tra i minuscoli banchetti fatti con scatoline, mentre sentiamo le vocine fuori campo di Masklin e Grimma.

 

GRIMMA VFC (tutta interessata)

Guarda questi in fondo al libro… si chiamano test!

 

MASKLIN

Dobbiamo mettere la risposta esatta e controllare se è giusta…

 

GRIMMA (mordendosi un labbro)
Questo l’avevo capito, ma non ne ho idea io…

 

MASKLIN (sbuffa)

Neanche io. Ma serve proprio tutto questo per poter guidare?

 

Sentiamo un improvviso rumore di passi, poi qualcuno che si schiarisce la gola.

Masklin e Grimma alzano la testa. Dinanzi a loro c’è Dorcas, che li fissa sorridente.

 

DORCAS

Spero di non disturbarvi, ragazzi, ma c’è una cosa che devo proprio farvi vedere…

 

Stacco.

 

Seguiamo Dorcas, Masklin e Grimma mentre percorrono sgattaiolando alcuni stretti passaggi, finché non raggiungono la superficie di un Reparto che non riconosciamo perché completamente immerso nel buio.

 

MASKLIN

Dove siamo, Dorcas, e perché ci hai portati qui?

 

DORCAS (ammiccante)

Aspettate e vedrete.

 

Detto questo, il niomo inventore si inoltra nel buio fino a scomparire.

La Mdp rimane su Masklin e Grimma.

 

GRIMMA VFC (titubante)

Dorcas…

 

All’improvviso nel buio si accendono tante lucine azzurre, simili a stelle lontane.

 

Cominciamo a sentire “Clair de lune”, di Claude Debussy.

 http://www.youtube.com/watch?v=-LXl4y6D-QI&list=FLWbpn6aoG3lehDaCKtgSJoA&index=5&feature=plpp_video

 

Queste lucine si spengono ad intermittenza, lasciando il posto ad altre luci ancora, dai colori più diversi.

 

Grimma e Masklin, meravigliati, fanno un passo avanti verso le luci, tenendosi per mano.

 

Quasi seguendo la musica in sottofondo, le lucine si rincorrono e si alternano.

 

Un breve istante di buio assoluto, poi vediamo accendersi contemporaneamente tutte le luci di un’enorme albero di Natale.

 

Grimma e Masklin ammirano con gli occhi spalancati questo spettacolo e si spingono fin sotto l’abete.

 

Attraverso la loro soggettiva vediamo i rami illuminati, con tantissimi addobbi e palline colorate che pendono.

 

GRIMMA (afferrando Masklin e tirandoselo appresso)

Guarda qui, Masklin!

 

Grimma trascina Masklin fino a un grande paesaggio innevato posto ai piedi dell’Albero.

In esso ci sono casine addobbate, una pista di pattinaggio e tanti pupazzi della loro stessa altezza.

 

I due niomi entrano in questo paesaggio e si avvicinano ai pupazzi.

 

La Mdp si allontana e ci mostra come Masklin e Grimma siano ora completamente immersi nel panorama di un grande carillon, che raffigura un villaggio natalizio.

 

Grimma porta Masklin sulla finta pista di pattinaggio: qui cominciano a correre e a giocare, osservando affascinati gli omini in movimento e tutto quello che li circonda.

 

Masklin sorride, lasciandosi andare.

Lui e Grimma si prendono per mano e scoppiano a ridere, mentre girano sempre più forte in un vorticoso girotondo.

 

La Mdp si sofferma su Dorcas che è in disparte, vicino ad alcuni interruttori.

Osserva i suoi amici niomi che giocano e ridono. Sorride anche lui con un velo di tristezza.

 

DORCAS (in primo piano, tra sè)

Fratelli Arnold, perché hai deciso di distruggere tutto questo?

 

Rivediamo l’Albero di Natale magnificamente addobbato.

Primi piani di Masklin e Grimma, spensierati e felici.

 

Attraverso la soggettiva di Masklin: luci, colori, giocattolini, tutto ci gira intorno vorticosamente.

 

La musica in sottosfondo sfuma lentamente.

 

Dissolvenza in nero.

 

Dissolvenza in apertura. Inquadratura stretta sulla Cosa, tenuta in grembo da Masklin.

 

MASKLIN (pieno di curiosità)

Cosa.

 

LA COSA
Ti ascolto, Masklin.

 

MASKLIN

Una volta hai detto che noi niomi siamo arrivati fin qui da una stella…

 

LA COSA
Esatto.

 

MASKLIN

Dimmi… qual era il nome della stella dalla quale siamo provenuti?

 

LA COSA
Era chiamata Sole.

 

MASKLIN (sbotta, sorpreso)

Ma il sole è qui da noi!

 

LA COSA

Non è la stessa stella.

 

MASKLIN

Non capisco…

 

LA COSA (paziente)

Tutte le stelle sono chiamate “sole” dalla gente che vive lì vicino. Questo perché le ritengono importanti.

 

Masklin annuisce con interesse.

 

MASKLIN

Ne abbiamo visitate parecchie noi niomi?

LA COSA

Mi risulta che sono 94.563 le stelle visitate dai niomi.

 

Masklin sgrana gli occhi, assai colpito da tale rivelazione.

Apre la bocca per porre alla Cosa qualche altra domanda ma ecco che dall’esterno della sua scatola da scarpe proviene un gran frastuono.

 

GRIMMA (raggiante, spalancando la porticina)

Masklin, è tornato Angalo!

 

Stacco.

 

Vediamo Angalo, sudicio e lacero, mentre viene portato in trionfo da tanti niomi festosi.

Angalo si atteggia ad eroe, mentre i niomi lo assalgono con le proprie domande.

 

ANGALO

Dove sono stato? Faccio prima a dirvi dove NON sono stato! Dovreste vederlo, amici miei, cosa c’è qui fuori!

 

Masklin si fa largo tra la folla di niomi stretta attorno ad Angalo.

 

ANGALO

E volete sapere una cosa?

 

NIOMI (in coro)

Cosa?

 

ANGALO

Ho visto l’Emporio da Fuori! E’ bellissimo, con tutte colonne e vetrine dai mille colori!

 

Masklin ascolta le parole di Angalo e sorride, sollevato nel rivederlo.

 

NIOMO TRA LA FOLLA

Hai visto tutti i Reparti?

 

ANGALO

Oh, no, non si vedono mica, da fuori, i reparti! Si vede un’unica cosa enorme. E c’è un gran cartello enorme, all’ingresso. Non so cosa vuol dire, ma l’ho imparato a memoria. Dice: PER CHIUSURA SI LIQUIDA TUTTO.

 

I niomi presenti lo ascoltano a bocca aperta.

Stacco su Masklin.

 

Ritroviamo Masklin mentre accede in una grossa scatola, su cui c’è disegnata una croce rossa.

 

All’interno di essa ci sono alcuni lettini.

Su uno di essi è disteso Angalo, pallido ed emaciato, con gli occhi sbarrati.

 

Vicino a lui c’è Nonna Morkie.

 

NONNA MORKIE (andando incontro a Masklin)

Non stancarlo troppo, è debole e ha la febbre.

 

Masklin annuisce e si avvicina al letto di Angalo.

 

ANGALO (tutto eccitato, a Masklin)

Masklin! E’ tutto vero! Avevi ragione… ci sono un sacco di cose incredibili là fuori!

 

NONNA MORKIE VFC

Sta’ calmo e riposati!

 

ANGALO

Ho visto la grande lampada accesa nel cielo, lunghissimi serpenti grigi percorsi da camion grandi e piccoli e delle cose enormi che… che sbucano dal pavimento e hanno cose verdi in cima! Wow!

MASKLIN (sorridendo)

Si chiamano alberi.

 

ANGALO

La curiosità era troppa, Masklin, così sono sceso dal camion e ho esplorato un po’ l’Esterno, prima di saltare di nuovo a bordo di un altro camion rosso, in un posto dove tanti camion si fermano per mangiare e riposare…

 

MASKLIN

Doveva essere un’area di servizio lungo l’autostrada. E’ da una di queste che vengo io.

 

Angalo annuisce.

 

MASKLIN (ansioso, sporgendosi verso Angalo)

Ma dimmi, piuttosto, hai spiato bene le mosse del camionista? Come si guidano quei dannati trabiccoli?

 

Con uno stacco vediamo Masklin uscire dalla scatola-infermeria.

Qui s’imbatte in Lord Syd, impegnato in un’accesa discussione con Nonna Morkie.

 

LORD SYD

Vi assicuro, signora, che sarà ben curato nel mio Reparto!

 

NONNA MORKIE (irremovibile)

Non se ne parla proprio! Ma che ne sapete, voialtri, di medicina? Qui al caldo non vi beccate mai nemmeno un raffreddore! Da dove vengo io, invece, ci si ammala di continuo! Raffreddori, slogature, graffi, ferite e chi più ne ha più ne metta! Ho visto più malati io di quante scorpacciate non avete fatto voi, caro il mio Lord… e non ne avete mica fatte poche!

 

LORD SYD (offeso)

Come osa lei!? Potrei farla imprigionare, sa?

 

NONNA MORKIE (sfrontata)

E le calerebbe la pancia, in questo modo?

 

Masklin sogghigna.

 

LORD SYD (con un gesto di stizza)

D’accordo! Avete ragione, ma verrò a trovarlo ogni giorno.

 

NONNA MORKIE

Visite brevi: 2 minuti al massimo!

 

LORD SYD

Cinque!

 

NONNA MORKIE

Tre!

 

LORD SYD

Quattro.

 

NONNA MORKIE (tendendo la mano)

Affare fatto.

 

Lord Syd gliela stringe, poi si avvicina a Masklin.

 

LORD SYD

Hai parlato con mio figlio?

 

MASKLIN

Sì, signore.

 

LORD SYD

E lui ti ha riferito ciò che ha visto?

 

MASKLIN

Sì. E grazie alla sua esperienza diretta credo che finalmente sapremo come muovere quei cosi in garage!

 

LORD SYD (annuendo soddisfatto)

Fammelo sapere se ti occorre altro. Di qualsiasi genere.

 

Detto questo, Lord Syd batte una mano sulla spalla di Masklin e si allontana.

 

MASKLIN (meravigliato, a Nonna Morkie)

Che gli è preso?

 

Comincia una lunga sequenza di dissolvenze incrociate, accompagnata da “Twelve Days of Christmas”, cantata da Bing Crosby e dalle Andrew Sisters.

http://www.youtube.com/watch?v=55P80Xfxk0U&feature=BFa&list=FLWbpn6aoG3lehDaCKtgSJoA&lf=mh_lolz

 

La Mdp sorvola brevemente il supermercato affollato.

Vediamo i Reparti e le casse dei Grandi Magazzini letteralmente presi d’assalto dai clienti umani.

Per effetto delle festività natalizie e della liquidazione totale, i carrelli sono strapieni.

 

Con uno stacco ci ritroviamo nella grande autorimessa dei camion, in piena notte.

Dozzine di niomi scompaiono sotto uno dei mezzi parcheggiati.

Li ritroviamo poi all’interno della cabina guida. Sotto le direttive di Angalo, i niomi si dividono in squadre, ognuna delle quali ha una sua specifica mansione.

 

Nel frattempo con una dissolvenza vediamo scorrere veloci i giorni su un grande calendario.

 

Rivediamo le squadre di niomi all’opera, all’interno del camion.

Vediamo una squadra addetta ai pedali, da loro azionati con un sistema di leve.

Un’altra squadra ancora è addetta al volante, che viene macchinosamente fatto girare a destra e a sinistra con un sistema di funi azionate da altri niomi in basso.

Una terza e ultima squadra è addetta alla leva del cambio, azionato nelle varie marce.

 

Ci sono un paio di vedette sopra il cruscotto che scrutano fuori attraverso il parabrezza e indicano le direzioni alle squadre in basso con l’uso di bandierine di diverso colore, mentre sul sedile del guidatore ci sono Angalo che urla le indicazioni in un piccolo cono di carta e Dorcas che sovrintende il lato tecnico.

Ci sono errori che spesso li costringono a fermarsi. Masklin, inquadrato, scuote la testa.

 

Nel supermercato gli scaffali si svuotano sempre più.

La Mdp stringe sul cartello che dice RIBASSI FINALI, F.LLI ARNOLD CHIUDE.

 

Con uno stacco ci troviamo nella sala lettura dell’Abate Gurder.

Il niomo Pimmie, tutto entusiasta, corre da Masklin con un librone in mano.

Lo vediamo puntare il dito su una suggestiva illustrazione, che ci mostra un gigante steso a terra, legato da tanti minuscoli esserini, simili a niomi. Pimmie farfuglia, emozionantissimo.

Masklin sorride, scuotendo la testa. Dalla copertina del libro vediamo che si tratta de I VIAGGI DI GULLIVER.

 

Nel frattempo sul grosso calendario i giorni continuano a scorrere inesorabilmente verso il giorno della demolizione…

 

Con uno stacco ci ritroviamo nella cabina di guida del camion.

Sotto le istruzioni di Angalo, Dorcas e Masklin, le squadre di niomi agiscono con la prontezza di un solo uomo. Vediamo lo sterzo che gira, i pedali alzati e abbassati, il cambio azionato con precisione.

Sul sedile del guidatore Angalo, Dorcas e Masklin sorridono dandosi grosse pacche sulle spalle.

 

La musica in sottofondo si spegne.

Dissolvenza in nero.

 

Dissolvenza in apertura.

Inquadratura dall’alto di un Reparto Abbigliamento completamente vuoto, sia di clienti che di merci.

Con veloci dissolvenze, vediamo altri Reparti dell’Emporio anch’essi ormai completamente vuoti di qualsiasi cosa.

 

In uno di questi, la Mdp si abbassa fino a zoomare su un buco piccolissimo nascosto nel pavimento.

Vediamo spuntarvi fuori la testolina di un niomo che fa da vedetta.

 

Mentre ciò avviene sentiamo un improvviso frastuono e il Reparto deserto è in breve preso d’assalto da una squadra di umani con tute blu indosso, intenta a prelevare le ultime cose rimaste; a smontare scaffali e tappeti, a divellere le assi del pavimento.

 

Attraverso la soggettiva del piccolo niomo la scena è impressionante, mentre il rumore in sottofondo è assordante. Il niomo scompare nel buco e lo vediamo correre sotto il pavimento, gridando qualcosa che noi però non udiamo a causa del gran baccano.

 

Vediamo, più da vicino, i tappeti arrotolati in fretta. Le assi del pavimento schiodate con forza…

Sotto il pavimento, c’è un fuggi fuggi di niomi terrorizzati.

 

Vediamo la scatola da scarpe di Masklin.

All’interno di essa, nonostante il gran frastuono, Masklin dorme tranquillo nella sua scatolina di fiammiferi.

 

GURDER (entra, spalancando la porta)

Alzati, presto!

 

MASKLIN (aprendo gli occhi)

Cosa succede?

 

GURDER (in primo piano, terrorizzato)

E’ arrivata la fine dell’Emporio!!!

 

Con uno stacco ritroviamo Masklin e l’Abate Gurder in strada.

Il rumore è tremendo e ci sono tantissimi niomi che gli passano accanto correndo, tenendosi le manine sulle orecchie.

 

MASKLIN (a voce alta per farsi udire)

Ma… non può essere! Non è ancora l’ora!

 

GURDER

Eppure stanno sfasciando tutto!!

 

Masklin si apparta un attimo, prendendo in mano la Cosa.

Gurder lo segue.

 

MASKLIN

Ehi, Cosa! Avevi detto che alla demolizione mancava ancora un po’ di tempo!

 

LA COSA

Sette giorni, per l’esattezza.

 

MASKLIN

Ma sembra sia cominciata adesso!

 

LA COSA

Staranno probabilmente eseguendo lavori preliminari, come trasferire merci e strutture in altro luogo.

 

MASKLIN (tirando un sospiro)

Oh, bene. Ciò vuol dire che abbiamo ancora tempo… Cosa ci suggerisci di fare adesso?

 

LA COSA (in primo piano)

Partite al più presto possibile!

 

Stacco.

 

Campo lungo sulla folla di niomi che, irrazionalmente, va avanti e indietro sotto il pavimento dell’Emporio.

Da sopra le loro teste provengono tonfi, rumori di martelli e di oggetti pesanti che vengono spostati.

 

La Mdp si abbassa fino a mostrarci Masklin, che si fa strada in mezzo a loro, in compagnia dell’Abate.

 

Masklin si guarda attorno, per un attimo indeciso sul da farsi.

Poi lo vediamo prendere coraggio e saltare su una lattina vuota di Coca Cola lì accanto.

 

MASKLIN (con voce stentorea)

Statemi bene a sentire e non fatevi prendere dal panico!

 

La folla finalmente sembra fermarsi ad ascoltare.

 

MASKLIN (continuando)

E’ cominciato lo smantellamento dell’Emporio perciò, con ordine, dovete lasciare tutti al più presto le vostre case e portarvi negli scantinati, in prossimità del garage!

 

Una nioma tra la folla, col figlioletto in braccio, si rivolge a Masklin con apprensione.

 

NIOMA

Cosa dobbiamo portare con noi?

 

MASKLIN (conciso)

Quante più provviste possibili!

 

I presenti sembrano tutti imbambolati, mentre pendono dalle labbra di Masklin.

 

MASKLIN (con indice puntato all’orizzonte)

Su, non statevene lì impalati, è questo il momento che tutti aspettavamo.

Tutti giù in garage: si esce!

 

La folla in fretta si disperde, con maggior ordine.

 

Masklin salta giù dalla lattina.

 

GURDER (ansioso)

E così dobbiamo andarcene via in quattr’e quattr’otto?

 

MASKLIN

Non abbiamo scelta.

 

GURDER

Ma… dicevi che bisognava portar via quante più cose possibili dall’Emporio: fili, cavi, attrezzi… e libri!

 

MASKLIN

Saremo fortunati se riusciamo a portar via noi stessi: non c’è tempo!

 

Mentre Masklin e Gurder discutono si fa avanti di corsa uno dei niomi di Dorcas, un balocchese.

Sussurra qualcosa all’orecchio di Masklin, che fa uno strano sorriso.

 

GURDER (con un gemito)

Non ci avrà mica abbandonato Fratelli Arnold proprio nel momento del bisogno?

 

MASKLIN

Non credo proprio. Anzi, forse ci sta dando una mano. Perché… bè, non lo indovinerai mai dove gli umani la stanno mettendo, tutta la roba che ci occorre…

 

Così dicendo, Masklin si allontana in fretta.

Gurder lo segue, con la tunica tenuta alzata con due mani e l’aria interrogativa.

 

La Mdp si sofferma a inquadrare un giovane niomo seduto in un angolo: con una piccolissima matita e un tratto deciso ha appena immortalato la scena di Masklin, in piedi sulla lattina di Coca Cola e con l’indice puntato verso l’orizzonte. Il disegno ha un che di epico.

Stacco.

 

Attraverso il mirino di un cannocchiale vediamo il garage a noi sottostante, brulicante di umani indaffarati nel trasportare roba sui camion.

 

DORCAS VFC

E’ da stamattina che si danno così tanto da fare. Per il momento sgombrano soprattutto tappeti e moquettes. E anche quegli umani pietrificati del Reparto Abbigliamento.

 

Primo piano di Masklin che allontana il viso dal cannocchiale giocattolo.

E’ teso.

 

DORCAS (indicando un camion in basso, a poca distanza da loro)

E’ quello comunque il camion che ci occorre. E’ carico di roba proveniente dai Reparti Bricolage, Ferramenta e Merceria… tipo aghi, fili e altra roba del genere. Tutte cose che, come mi dicevi tu, sono indispensabili.

 

MASKLIN

Bisogna impedirgli di partire!

 

DORCAS (mettendosi a ridere)

E come? Buttandoci sotto le ruote?

 

MASKLIN

Si deve trovare il modo!

 

Proprio in quel momento i due niomi si voltano. Insieme a loro, anche noi vediamo la grande porta di metallo del garage che si apre cigolando, facendo uscire uno dei camion pieni.

 

DORCAS (in primo piano, ammiccante)

Penso di averlo già trovato.

 

Stacco.

 

Gurder, sta preparando alcuni libri da portare con sé, in compagnia di alcuni niomi religiosi.

 

Lo vediamo scuro in viso, mentre solleva con molta fatica un grosso tomo.

Questo sta quasi per finirgli addosso ma vediamo Masklin aiutarlo improvvisamente a reggere il peso.

 

GURDER (sorpreso)

Oh, Masklin, sei qui. Il Peso della Cultura! Ma… Tu non dovresti essere sotto a controllare la situazione dei camion?

 

MASKLIN (sorridendo)

Sono venuto a prendere anch’io le mie cose.

 

Alle spalle di Masklin ci sono Nonna Morkie, Torrit e gli altri vecchietti esterni del suo gruppo.

Grimma fa un sorrisino.

 

MASKLIN VFC

E’ arrivato il momento. Se tutto va bene stanotte saremo Fuori.

 

GURDER (posando il libro e guardandosi attorno)

E’ tutto così strano… pensare che il mondo dove sei sempre vissuto sta improvvisamente finendo…

 

Masklin annuisce senza dir nulla.

 

Quand’ecco che sentiamo un gracchiare metallico, accompagnato da alcune scariche.

 

DORCAS VFC (con voce metallica)

Ce l’abbiamo fatta!

 

Gurder si volta incuriosito.

La Mdp stringe su un walkie talkie giocattolo di colore giallo.

 

MASKLIN (correndo al walkie talkie)

Un altro simpatico regalo dei nostri amici balocchesi.

Sì, Dorcas?

 

Con uno stacco siamo da Dorcas, alla solita postazione sulle travi giù in garage.

 

DORCAS (gongolante, al walkie talkie)

Abbiamo staccato il fusibile che fa funzionare il meccanismo della porta del garage!

 

La Mdp ci mostra, ai piedi di Dorcas, una lunga sbarretta rossa.

Poi, con uno stacco, vediamo la porta del garage abbassata con due tecnici umani che ci lavorano vicino, sudando e imprecando.

 

MASKLIN VFC

Ottimo! Ma ne metteranno un altro, presumo…

 

DORCAS (scoppiando a ridere, con l’aria di chi la sa lunga)

Oh, ce l’hanno già rimesso. Non sono poi tonti del tutto. Ma non è servito a niente perché nel frattempo noi avevamo tagliato i fili della corrente in un paio di punti all’interno del muro!

 

MASKLIN (inquadrato)

Fantastico…

 

DORCAS VFC

Un lavoretto pericoloso ma ne è valsa la pena… gli umani ci metteranno un’eternità a trovare il guasto, noi sappiamo dove mettere le mani e in due minuti tornerà tutto funzionante! Passo e chiudo!

 

MASKLIN (mettendo giù il walkie talkie, tutto soddisfatto)

Fantastico!

 

Torniamo da Dorcas, giù in garage.

Accanto alla saracinesca i due tecnici sono in seria difficoltà.

Sentiamo un borbottio contrariato, poi uno dei due impreca sferrando un calcio alla porta.

Stacco su Dorcas, che sghignazza.

 

Con alcune dissolvenze vediamo i Reparti deserti, abbandonati anche dagli ultimi operai, i quali hanno smontato gran parte degli scaffali e delle attrezzature.

Vediamo anche al di sotto dei Reparti stessi, dove non c’è più traccia di niomi.

Scatole da scarpe, stradine e passaggi vari sono tutti deserti, con le ultime tracce di vita nioma.

 

La Mdp passa poi nel garage, anch’esso tornato deserto, con la serranda ancora abbassata.

Per qualche istante c’è una quiete irreale.

Poi sentiamo un lieve scalpiccio e vediamo numerosi niomi sbucare dappertutto.

Alcuni di loro hanno cordicelle con un uncino in cima.

Le lanciano in alto, agganciandole al tendone del camion e con queste cominciano ad arrampicarsi.

 

Vediamo Masklin correre sotto il camion e poi infilarsi nella cabina di guida, utilizzando il solito buco tra i tubi e i cavi del vano motore. Dorcas e la sua squadra di niomi è già all’opera all’interno della cabina.

L’anziano inventore armeggia un po’ con dei cavetti facendo accendere le luci all’interno dell’abitacolo.

 

DORCAS

C’è luce ragazzi, forza diamoci da fare!

 

Un’altra squadra di niomi sta legando un pezzo di legno alla leva del cambio.

 

MASKLIN (a Dorcas)

Quanto ci vorrà per preparare tutto?

 

DORCAS (indaffarato)

Non lo so, mezz’ora forse.

 

Masklin annuisce, dopodiché attraversa un buco sul fondo della cabina di guida che lo porta sul retro del camion. Qui ci sono già i primi niomi saliti a bordo, che hanno issato su una passerella per rendere più agevole la salita a bordo degli altri niomi.

Tra questi primi niomi ci sono i niomi esterni capitanati da Nonna Morkie.

 

MASKLIN (a Nonna Morkie)

Nonna, tu sei a capo delle operazioni di imbarco. Falli filare come solo tu sai fare.

 

Masklin si allontana.

 

NONNA MORKIE (solerte)

Forza gente! Siete niomi o ghiri!? Chi ha tempo non aspetti tempo… muovete le chiappe!

 

Attraverso la soggettiva di Masklin vediamo: il pavimento del garage attorno al camion gremito di niomi e gli stessi niomi in fila sopra la rampa come tante ordinate formichine.

 

Masklin annuisce abbastanza soddisfatto e torna in cabina.

 

DORCAS (in piedi sul sedile del guidatore, alle sue squadre)

Avanti, mettete la prima!

 

NIOMI ADDETTI ALLA FRIZIONE (tutti insieme)

Giù il pedale!

 

NIOMI ADDETTI ALL’ACCELERATORE (insieme)

Su il pedale!

 

NIOMI ADDETTI AL CAMBIO (insieme)

Su la leva!

 

NIOMI ADDETTI ALLA FRIZIONE (insieme)

Pedale su! Cambio di marcia effettuato!

 

DORCAS

Bravissimi. Ma che fate voi acceleratoristi? Ehi ragazzi, sbrigatevi a riabbassare di nuovo quel pedale!

 

MASKLIN (battendogli su una spalla)

Scusa, Dorcas…

 

DORCAS (severo, ai suoi)

Ripetete daccapo l’intera operazione! Voglio che arriviate lisci lisci dalla prima alla quarta, senza tempi morti, intesi? (poi, a Masklin) Dimmi, Masklin, che c’è?

 

MASKLIN

Tra poco saranno quasi tutti a bordo. Quand’è che sei pronto tu?

 

DORCAS

Questi lavativi non saranno pronti mai quindi tanto vale che si parta quando pare a te. Impareremo strada facendo. D’altronde, sarebbe inutile continuare a far prove con lo sterzo a camion fermo.

 

MASKLIN

Manderò altri a darti man forte!

 

DORCAS

Ma bene! Proprio quello che mi ci vuole, un altro branco di lavativi che non distinguono la destra dalla sinistra!

 

Masklin osserva un altro po’ le operazioni condotte dalle squadre di Dorcas, poi si allontana. Stacco.

 

La Mdp inquadra il camion dall’alto e poi più da vicino, girandoci intorno.

La passerella viene tirata su, dopo la salita a bordo dell’ultimo niomo. A terra non si vede più nessuno.

 

Ritroviamo Masklin mentre si sporge dal bordo posteriore del camion.

Lo vediamo confabulare con un gruppetto di niomi di pattuglia, appena giunto nel garage.

 

MASKLIN

Risultato della perlustrazione?

 

NIOMI DI PATTUGLIA

Non ci sono tracce di niomi nell’Emporio: nessun disperso o ritardatario!

 

Masklin annuisce, poi ritorna nel camion.

Alle sue spalle, assiepati tutti sul retro dello stesso camion, ci sono i duemila niomi dell’Emporio Fratelli Arnold. Masklin ispira profondamente, poi torna di corsa nella cabina di guida.

 

A quelli già presenti si sono ora aggiunti Gurder, Angalo e Grimma, posizionati sopra il cruscotto.

Masklin li raggiunge.

 

La giovane nioma apre davanti a loro il libro del Codice della Strada, ormai tutto consumato.

 

GRIMMA (leggendo dal Codice)

Prima di partire bisogna guardare in uno specchio…

 

Masklin guarda interrogativamente Angalo, che si stringe nelle spalle.

 

ANGALO

Questa non l’ho capita…

 

MASKLIN

Per quale motivo dovremmo guardare in uno specchio?

 

GURDER (impaziente)

Oh, avanti, quante questioni… ci sia o no un motivo, lo si faccia, perché così è scritto nel Codice!

 

GRIMMA (indicando lo specchietto retrovisore)

Guardate quello specchio lì in alto, accanto al soffitto, forse si riferisce a quello!

 

Masklin sbuffa, poi riesce ad agganciarlo con un rampino e a issarsi lì sopra.

 

GURDER

Vedi niente?

MASKLIN (facendo una boccaccia al suo io riflesso)

La mia faccia soltanto!

 

GURDER

Beh, torna giù, e andiamo avanti!

 

GRIMMA (riprendendo a leggere)

Bisogna poi segnalare le proprie intenzioni…

 

MASKLIN

Beh, questo è chiaro… dobbiamo segnalare che abbiamo intenzione di muoverci…

 

GURDER

Scusate tanto… aspettate un attimo, se tocca a qualcuno dire che siamo pronti per partire io credo che spetti a me dare l’ordine di partenza, considerata l’autorità…

 

MASKLIN (tagliando corto)

D’accordo, d’accordo. Avanti, Abate.

 

GURDER (timidamente)

Mmmm… Siamo pronti a partire.

 

DORCAS (dal basso del sedile guidatore)

Pronti!

 

MASKLIN (tra sé)

Beh… ci siamo…

 

GURDER (guardando Masklin)

Già. C’è qualcosa che abbiamo dimenticato?

 

MASKLIN

Un sacco di cose, probabilmente.

 

GURDER

E’ troppo tardi ormai per rimediare.

 

MASKLIN

Sì.

 

GURDER

Ci siamo dunque.

 

DORCAS VFC

Allora, li faccio muovere o no?

 

MASKLIN (a Gurder)

Lo dai tu l’ordine o lo do io?

 

GURDER (giungendo le mani)

Mi sa che conviene prima invocare la protezione e l’assistenza di Fratelli Arnold poiché, se anche lasciamo l’Emporio, siamo pur sempre a bordo di un suo camion.

 

Masklin abbassa la testa.

 

Qualche istante di silenzio irreale durante il quale cominciamo a sentire

“In the Hall of the Mountain King”, di Edvard Grieg.

 

http://www.youtube.com/watch?v=2s-Kz8S4dYw&list=FLWbpn6aoG3lehDaCKtgSJoA&index=6&feature=plpp_video

 

MASKLIN (con voce forte)

Avviate il motore!

 

Una piccola squadra di niomi riesce a far girare la chiave nel quadro.

Il motore del camion si mette in moto con un rombo fortissimo.

 

Quasi tutti i niomi nella cabina di guida si portano le mani sulle orecchie.

 

ANGALO (a voce alta)

Fa sempre questo rumore però poi ci si abitua!

 

DORCAS (strillando)

Avanzare un po’ lentamente. Inserire la prima, poi un filo di gas!

 

Le tre diverse squadre eseguono le loro elaborate manovre.

Il camion comincia a muoversi con uno scossone.

 

GURDER (gridando)

Ci muoviamo! Il camion si muove! Sia lodato Fratelli Arnold!

 

MASKLIN (con una smorfia, guardando fuori)

Sì… ma, ci stiamo muovendo all’indietro!

 

DORCAS

Cosa??

 

MASKLIN

Segnalate di andare avanti… no, di fermarsi…!

 

Si sente un improvviso rumore dall’estremità posteriore del camion. Un botto.

Vediamo due barili di nafta caduti in terra, che rovesciano il loro contenuto…

 

Spaventate, le squadre si fermano.

Il motore si spegne.

 

DORCAS (infuriato)

Dannazione! Squadra della Leva del Cambio, si può sapere che diavolo avete combinato!?

Dovevate alzare in alto e a sinistra, non in alto e a destra… quella è la retromarcia!

 

GURDER (tra sé e sé)

Ci siamo mossi… Lode a Fratelli Arnold.

 

ANGALO

Sì, ma la grazia poteva farcela per il verso giusto!

 

DORCAS VFC

Siamo pronti a ripartire!

 

ANGALO

Meglio sbrigarsi, questa puzza di nafta non mi piace: può essere pericolosa!

 

Il motore viene riacceso, col solito gran baccano.

 

MASKLIN (urlando)

Dorcas, hai sentito Angalo? Apri la porta del garage, che dobbiamo uscire alla svelta!

Attraverso il parabrezza vediamo la saracinesca ancora abbassata.

 

DORCAS (a Masklin)

Riderai quando te lo dico!

 

GRIMMA

Che ha detto?

 

ANGALO

Che ci farà ridere!

 

MASKLIN (grida)

Su, sbrigati!

 

Dorcas grida qualcosa, che nessuno dei presenti riesce a sentire, a causa del rombo del motore.

 

MASKLIN

Cosa??

 

DORCAS (gridando)

Ho detto: in tutto questo frastuono mi sono completamente scordato della saracinesca!

 

GURDER

Cos’ha detto??

 

Masklin si porta una mano alla fronte, con afflizione.

 

Proprio in questo preciso istante vediamo entrare nel garage una figura scura, con una luce abbagliante in mano.

 

GURDER VFC (terrorizzato)

Oh Fratelli Arnold, è Prezzi Stracciati!

 

La musica in sottofondo aumenta di volume.

 

ANGALO (non meno terrorizzato)

Oh no, ha una sigaretta in bocca!

 

GURDER

Prezzi Stracciati è venuto a prenderci!

 

MASKLIN (senza capire)

E’ così grave, che fumi?

 

ANGALO

Sì, con tutta quella nafta per terra!

 

La Mdp torna all’esterno del camion.

 

Il custode della vigilanza notturna si aggira nel garage con aria sonnacchiosa, poi si avvicina al camion, dirigendo il fascio di luce della torcia all’interno dell’abitacolo.

 

Il fascio di luce investe in pieno l’Abate Gurder, che solleva le braccia in modo teatrale.

 

GURDER

Vade retro, orrendo demonio! Che Fratelli Arnold ti ricacci negli oscuri Scantinati ove sei fuoriuscito!

 

Particolare ravvicinato dei piedi della guardia notturna, che raggiungono la macchia di nafta a terra.

Dettaglio della mano dell’uomo, stretta attorno alla maniglia.

 

Primo piano della sua faccia contratta in una espressione stupita.

Attraverso la sua soggettiva vediamo, nel fascio di luce, la piccola figura di Gurder che si sbraccia e si agita sopra il cruscotto.

 

Lo stupore dell’uomo si trasforma in spavento.

Lo vediamo girarsi e allontanarsi dal camion a gran velocità, uscendo dal garage attraverso una porta interna.

Particolare della sigaretta accesa, che cade dalle labbra dell’uomo e cade lentamente a terra.

 

MASKLIN e ANGALO (all’unisono, scambiandosi un’occhiata)

In moto!!!

 

In tutta fretta, l’automezzo viene messo in moto e comincia a muoversi.

 

MASKLIN VFC

Fuori di qui!

 

DORCAS VFC

E la porta?

 

MASKLIN

La sfondiamo!

 

Dall’esterno vediamo il camion accelerare, come se prendesse la rincorsa.

Nel momento in cui lo vediamo impattare contro la saracinesca, sentiamo il forte boato di un’esplosione all’interno del garage.

 

La musica finisce.

 

All’interno della cabina, vediamo la saracinesca che vola via, poi la strada illuminata dalle luci di notte.

 

ANGALO

Avanti così, dritto!

 

Il camion, sbandando, raggiunge una strada più trafficata, con auto che vanno e vengono in entrambi i sensi di marcia.

 

ANGALO (saltellando sul cruscotto)

A sinistra! Non così, un po’! Dritto!

 

GURDER (sollevato)

Avete sentito quel botto? E’ stata la rabbia di Fratelli Arnold, che ha messo in fuga Prezzi Stracciati!

 

Quasi nessuno degli altri niomi dà retta all’Abate. Tutti sono con gli occhi inchiodati al parabrezza, intimoriti.

 

ANGALO (spazientendosi)

Ho detto a sinistra! Dobbiamo portarci sul lato sinistro della strada… così siamo contromano, perdindirindina!

 

GRIMMA (sfogliando in fretta il Codice della Strada)

La destra è contromano solo in Inghilterra, ma in altri paesi no…

 

ANGALO

Evidentemente qui siamo in Inghilterra, perché i cartelli dicono di tenere la sinistra!

 

La Mdp torna all’esterno: il camion affronta una curva, poi svolta improvvisamente a destra in una strada meno trafficata. Miracolosamente viene evitato da numerose auto, che lo scansano suonando rabbiosamente il clacson.

 

La strada appena imboccata è più buia.  Il camion vi arriva quasi fuori controllo, sbandando qua e là, urtando contro lampioni e fracassando vetrine di negozi.

 

All’interno del camion, sul retro, vediamo le casse e i niomi trasportati sballottati qua e là.

 

A questo sentiamo un improvviso suono di sirene.

 

MASKLIN (inquadrato, ad Angalo)

Cos’è questo miagolio?

 

Dall’esterno vediamo due autopattuglie della Polizia, mentre inseguono il camion in corsa.

 

ALTOPARLANTE POLIZIA

Alt! Vi ordiniamo di fermarvi!

 

Il camion affronta un’altra svolta pericolosissima.

 

All’interno della cabina, tutti i niomi sul parabrezza perdono l’equilibrio e cadono.

 

ANGALO (tornando a guardare fuori)

C’è il semaforo rosso! Dorcas, frenate!!

 

Il camion inchioda improvvisamente in prossimità del semaforo.

 

Le due auto della Polizia si avvicinano al camion e si fermano.

 

ANGALO (guardando negli specchietti)

Porca miseria, gli sbirri!

 

Masklin lo fissa con aria interrogativa.

 

ANGALO (come giustificandosi)

L’ho sentito dire al mio amico camionista una volta che l’hanno fermato questi strani tizi in blu…

 

Dalle auto escono due agenti in tipica uniforme da bobby inglese, che si avvicinano con circospezione al camion dalle ruote fumanti.

 

GRIMMA VFC

Che facciamo?

 

GURDER (con sollenità)

Nascondetevi tutti, Santa Occasionissime ci proteggerà!

 

I due agenti si avvicinano sempre più alla cabina del camion e vi puntano i fasci di luce delle loro torce.

 

Notiamo le loro espressioni allibite.

Attraverso la loro soggettiva vediamo infatti l’abitacolo interno completamente vuoto.

 

Scatta il semaforo verde.

 

MASKLIN VFC (con un sibilo)

E’ verde! Gas!!

 

Con gran rumore, il camion riparte a tutta velocità dileguandosi nella notte.

 

GURDER VFC

Grazie ancora, Fratelli Arnold, noi tuoi umili servi ti ringraziamo e ti benediciamo!

 

I due poliziotti increduli si guardano in faccia, poi si stropicciano gli occhi.

 

Dissolvenza in nero.

 

Dissolvenza in apertura.

 

La Mdp ci mostra esternamente il camion mentre percorre, pieno di graffi e ammaccature, una stradina di campagna poco trafficata. Notiamo che ora sbanda molto meno, anche se ogni tanto sentiamo grattare la frizione.

 

DORCAS VFC

Che vi avevo detto? Ci vuole pratica! Ora siamo degli esperti automobilistici!

 

Torniamo nella cabina di guida.

L’inquadratura è stretta sull’agendina, aperta sulle ultime pagine e tenuta tra le mani da Grimma.

 

GURDER (puntando il dito sulla piccola cartina)

Dovremmo essere qui, se non erro.

 

GRIMMA (leggendo)

Cina.

 

Masklin sembra scettico.

Lo vediamo fare una smorfia di disappunto e poi prendere in mano la Cosa.

 

MASKLIN

Cosa, abbiamo bisogno del tuo aiuto! Siamo usciti dall’Emporio, cosa dobbiamo fare ora?

 

Le luci della Cosa sembrano più deboli, ora.

 

LA COSA
Presto sarò in modalità standby, a causa della mancanza di energia elettrica.

 

MASKLIN (preoccupato)

Cosa vuol dire? Vuoi… vuoi dire che tornerai zitta?

 

LA COSA

Sì.

 

MASKLIN (con disappunto)

Sapresti almeno dirci da che parte dobbiamo andare?

 

LA COSA

No. Ma dai segnali che ho captato mi risulta che c’è un aeroporto poco lontano da qui, verso nord.

 

MASKLIN

Ed è una cosa importante?

 

LA COSA

Vuol dire che ci sono macchine volanti. Non dimenticate da dove provenite.

 

MASKLIN (smarrito)

Sì, ma… Cosa!

LA COSA (tagliando corto)

Quando avrete portato a termine questa impresa ne riparleremo.

 

MASKLIN

Ma non puoi lasciarci così! Devi dirci cosa fare… devi aiutarci!

 

LA COSA (sembra quasi spazientita, se non addirittura arrabbiata)

Consiglio di esaminare a fondo l’esatto significato del verbo “aiutare”. O siete niomi intelligenti o semplici animaletti ammaestrati. Dipende da voi scoprire cosa siete. Ci risentiremo quando sarà il momento!

 

Detto questo, la Cosa si spegne completamente.

 

MASKLIN (voltandosi a guardare gli altri)

E adesso?

 

Con uno stacco torniamo all’esterno.

Il camion percorre la stessa stradina di campagna vista poco fa.

Lo vediamo accostarsi al bordo della strada e poi fermarsi.

 

Dapprincipio non notiamo nulla, poi la Mdp zooma sull’asfalto accanto alla cabina di guida.

 

Qui ci sono Masklin, Grimma e Gurder. Pare che stiano prendendo una boccata d’aria fresca.

 

GURDER (guardandosi attorno, affascinato e spaventato al tempo stesso)

Oh, Fratelli Arnold!

 

MASKLIN

Che c’è, ti senti male?

 

GURDER (tremante)

Non c’è il tetto! Ed è così… così grande!

 

Attraverso la soggettiva di Gurder vediamo la strada enorme, la campagna a lato ancora più enorme e il cielo, in alto, immenso.

 

MASKLIN (mettendogli una mano sulla spalla, rassicurante)

E’ tutto nuovo per te… Non preoccuparti se non capisci ogni cosa subito…

 

GURDER

Sotto sotto stai ridendo di me vero?

 

MASKLIN (serio)

No davvero. Lo so cosa vuol dire aver paura di qualcosa che non si conosce.

 

GURDER (dandosi un tono)

Paura, io? Non diciamo sciocchezze! Sono solo un tantino… sorpreso. Non mi aspettavo che fosse così l’Esterno, ecco tutto.

 

Arriva una leggera folata di vento.

 

Gurder stringe gli occhi spaventato e si aggrappa forte a dei fili d’erba lì vicino, temendo di essere trasportato via.

 

GURDER

Oh Santa Occasionissima! E questo cos’è?

 

MASKLIN (sorridendo)

Si chiama Vento.

 

GURDER (ricomponendosi)

Mmh… Mi è bastato questo assaggio di Esterno. Torniamo dentro.

 

Con uno stacco torniamo all’interno della cabina di guida.

 

Qui ci sono Angalo e Dorcas che armeggiano con una manopolina sul cruscotto.

 

Sentiamo delle scariche, poi una voce che gracchia alla radio.

 

La Mdp indietreggia, mostrandoci anche Grimma, Masklin e Gurder, nel frattempo rientrati.

 

VOCE ALLA RADIO

… il più grande incendio nella storia città. Sono affluiti vigili del fuoco da diverse stazioni. La Polizia è alla ricerca di un camion che è stato visto uscire dal garage poco prima dell’esplosione…

 

DORCAS (tra sé e sé)

Adoro le radio…

 

GRIMMA

A me urta i nervi!

 

MASKLIN (pensieroso)

Magari lo capissimo. Sono sicuro che gli umani sono discretamente intelligenti, se soltanto riuscissimo a comprenderli.

 

ANGALO

Si riparte!

 

DORCAS

Squadre a posto! Accensione!

 

Il motore si rimette rumorosamente in moto.

Il camion riparte. Dissolvenza in nero.

 

Con lo schermo ancora buio sentiamo il suono monotono di una spia che lampeggia.

Dissolvenza in apertura sul quadro motore.

Vediamo lampeggiare la spia del carburante.

 

GURDER VFC

Si può sapere una buona volta cos’è questo fastidiosissimo rumore?

 

Con una inquadratura esterna vediamo il camion procedere a balzelli, col motore che tossicchia.

Poi il mezzo si ferma improvvisamente, sul ciglio della strada.

 

ANGALO (inquadrato)

Lo sapevo io: è finita la benzina!

 

GRIMMA

E adesso? Che si fa?

 

Con uno stacco torniamo all’esterno del camion, dove troviamo Masklin e gli altri niomi della cabina di guida che si guardano attorno.

 

La strada presso cui il camion si è fermato è assai poco trafficata. Termina infatti con una deviazione che porta a una zona disabitata dove vi è un cartello arrugginito.

 

MASKLIN (lo legge, puntandovi il cannocchiale giocattolo)

Miniera a cielo aperto. Pericolo. Vietato l’accesso.

 

La Mdp si alza sulle teste dei niomi e zooma nella direzione indicata.

C’è in effetti una vecchia miniera abbandonata da tempo, con poche catapecchie cadenti e tante rocce a vista.

 

GURDER (dopo aver visto anche lui al cannocchiale)

Fratelli Arnold dà, Fratelli Arnold toglie. Se il camion si è fermato proprio qui, qualcosa vorrà pur dire.

 

Dissolvenza in nero.

 

Sullo schermo buio cominciamo a sentire

“Heigh Ho” in versione strumentale swing, di Charlie Barnet

 

http://www.youtube.com/watch?v=IJvQRkHfJiY

 

 

 

 

 

Dissolvenza in apertura con la Mdp che si avvicina alla miniera abbandonata, che i niomi hanno reso più accogliente.

 

Dorcas, inquadrato, fa scattare un interruttore che fa accendere varie lucine di Natale che illuminano tutta la grotta. Grimma è attorniata da tanti piccoli niomi, che stanno imparando a leggere seduti sulla roccia.

 

Nonna Morkie sta rimescolando il contenuto di un enorme pentolone sul fuoco.

Il vecchio Torrit assaggia la minestra, poi corre a suonare una campanella per segnalare a tutti che la pappa è pronta.

 

L’Abate Gurder è seduto accanto a un rudimentale scrittoio in pietra. Lo vediamo mentre, con una bella grafia, sta scrivendo un nuovo capitolo in un grosso librone dal titolo: IL LIBRO DEI NIOMI.

 

Sulla pagina accanto a quella su cui sta scrivendo c’è una bellissima illustrazione a colori che raffigura Masklin mentre parla alla folla, dall’alto di una lattina di Coca Cola.

 

Con uno stacco lasciamo la miniera per trovare un gruppetto di niomi immersi in mezzo alla folta vegetazione. Sono tutti armati di lancia e sono capitanati da Angalo, che è completamente vestito di pelli e ha strani segni variopinti sul viso.

 

L’unico che non vediamo in questa lunga sequenza è Masklin.

 

Vediamo inquadrata la Cosa con un primo piano molto stretto.

E’ tenuta tra le mani di Masklin.

 

LA COSA VFC

Non dimenticate da dove provenite.

 

L’inquadratura si allarga. Vediamo Masklin che ripone il cubetto nero al sicuro, in una sacca.

 

E’ buio e ci sono tante stelle in cielo.

 

Masklin le guarda con aria assorta, poi si rimette in piedi e percorre alcuni passi sopra un collinetta.

 

Getta uno sguardo giù, dove al di là di un recinto riusciamo a scorgere le piste d’atterraggio e di decollo di un vicino aeroporto.

 

Al buio le luci degli aerei in partenza sembrano brillare ancora più forte.

 

Masklin si volta, sentendo un rumore di passi dietro di sé: è Dorcas.

 

DORCAS (sorridente)

Sapevo che eri qui.

 

Masklin annuisce, poi torna a guardare gli aerei.

Attraverso la sua soggettiva vediamo il grosso muso di uno di questi, mentre è in manovra poco prima del decollo.

 

MASKLIN (a Dorcas)

Supponiamo – tanto per fare un’ipotesi, eh? – che avessimo bisogno di rubare uno di quei bestioni… secondo te, ci si riuscirebbe?

 

DORCAS (dopo essersi stropicciato il mento, con un ghigno furbetto)

Non so… non dovrebbe essere mica tanto difficile guidarli. Hanno solo tre ruote, dopotutto.

 

La musica in sottofondo si spegne.

 

Sul primo piano del pensieroso Masklin, l’immagine si dissolve con un piccolo cerchietto.

 

Per un istante vediamo lo schermo buio, poi compaiono i titoli di coda.

 

 

In sottofondo sentiamo nuovamente “Victor’s Tale”, di John Williams.

 

http://www.youtube.com/watch?v=RenUndv8kOo&feature=BFa&list=FLWbpn6aoG3lehDaCKtgSJoA&lf=mh_lolz

 

 

IL PICCOLO POPOLO DEI GRANDI MAGAZZINI

 

Una Produzione World Entertainment Animation

 

Regia di Nick Park & Steve Box

 

 

Voci Originali:

 

Masklin (James McAvoy)

 

Grimma (Hayley Atwell)

 

Abate Gurder (Matthew MacFadyen)

 

Dorcas (Martin Landau)

 

Angalo (Simon Pegg)

 

Nonna Morkie (Maggie Smith)

 

Abate Tharkun (Christopher Lee)

 

Lord Syd (Jim Broadbent)

 

Torrit (David Kelly)

 

 

Sceneggiatura di

GAETANO PERROTTA

 

Tratta dal romanzo omonimo di Terry Pratchett

Edito in Italia da Salani Editore

 

 

Colonna sonora non originale:

 

The Entertainer (Scott Japlin)

Victor’s Tale (John Williams)

Carol of the bells (Carole King)

Last Rites (Michael Giacchino)

Santa Claus is Coming to Town (Frank Sinatra)

Clair de Lune (Claude Debussy)

Twelve Days of Christmas (Bing Crosby & the Andrew Sisters)

In The Hall of the Mountain King (Edvard Grieg)

Heigh- Ho swing instrumental (Charlie Barnet & His Orchestra)

 

Questa sceneggiatura partecipa senza alcuno scopo di lucro al gioco di cinema virtuale www.cinematik.it 

SI RINGRAZIANO:

LUISA FRANCO

FRANCESCO PERROTTA

MARCO GARAVALDI

TERESA SAVIANO

 

 

Ai miei cuginetti Francesco e Paolo.